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SCIPIONE Caffarelli BORGHESE (1576-1633)
 
di: Giovanni Dall'Orto

Scipione Borghese in un ritratto del Bernini.
Scipione Borghese, ritratto da Gianlorenzo Bernini.
Cardinale e mecenate [1].
Figlio di Ortensia Caffarelli, sorella di Camillo Borghese (papa col nome di Paolo V dal 1605 al 1621) all'ascesa al pontificato dello zio fu da lui adottato (assumendone il cognome) e creato cardinale, a 29 anni.

Il favore nepotistico dello zio gli permise di accumulare un'immensa fortuna, che utilizzò per acquistare e unificare i vasti appezzamenti con cui costituì il parco e la villa Borghese, e per collezionare i capolavori d'arte che costituirono il nucleo attorno a cui si formò quella collezione Borghese che è oggi esposta nel Museo nazionale di villa Borghese di Roma.

Fu anche protettore di numerosi artisti, fra i quali Gianlorenzo Bernini, che ne scolpì il celebre ritratto oggi nella Galleria Borghese.
 

Il busto del cardinal Borghese scolpito dal Bernini, alla Galleria Nazionale Borghese.
Il busto scolpito dal Bernini. (Galleria  Borghese, Roma). 


Nella vita privata Scipione è descritto, da alcune testimonianze dell'epoca, come inclinato verso il proprio sesso al punto da creare veri e propri scandali.

Su uno siamo particolarmente ben informati per le ripercussioni che ebbe. 
La vicenda risale al 1605 quando Stefano, appena creato cardinale, volle chiamare con sé a Roma Stefano Pignat(t)elli (1578-1623), suo intimo "amico". 
Lo scandalo che ne risultò fu tale che persino uno scrittore ufficiale cattolico, Gaetano Moroni, riuscì solo a sfumare le tinte nel raccontare l'avvenimento, ma non ad occultarlo.
Secondo le parole di Moroni, Scipione,

"ricordevole dell'affetto di Stefano, l'invitò a Roma e l'ammise nella propria corte, dove si acquistò tale ascendente sul cardinale, che questi in tutto si regolò co' suoi consigli. 
Tanto bastò perché l'invidia e gelosia de' cortigiani lanciasse contro di lui maligne e velenose calunnie, e provocarono cardinali e ambasciatori per rappresentare al Papa essere Stefano pieno di detestabili vizi, e per l'onore del nipote doversi onninamente [completamente, NdR] allontanare. Paolo V cadde nell'inganno e lo fece sloggiare dalla casa del cardinal Scipione.
Questi però conoscendone l'innocenza, raddoppiò il suo amore per l'oppresso, anzi soggiacque a grave malinconia per la sua disgrazia, e si produsse lunga e pericolosa malattia[2].

Il cardinale Borghese, a sinistra, alle spalle dello zio papa. (Roma tomba Borghese, S. Maria Maggiore).Solo quando Pignattelli accorse a Roma per "curare" l'amico Scipione, il cardinale riuscì a guarire. 
Il papa-zio capì allora saggiamente che per controllare Pignattelli gli conveniva, anziché combatterlo, cooptarlo: gli fece perciò indossare l'abito sacerdotale, dando così inizio a una carriera che nel 1621 giunse addirittura al cardinalato.

Proprio in occasione di tale nomina fu scritta una feroce pasquinata, che svela di che tipo e genere fossero le dicerie a cui allude Moroni. 
Nella pasquinata si afferma che il regno di Spagna vuole cardinali i propri uomini, e lo stesso desidera il regno di Francia, e insomma ognuno vuole che cardinali i propri partigiani. Quindi cosa c'è di strano se anche il "cazzo del cardinal Borghese" abbia voluto cardinale il "suo" uomo?
 

Virtù cardinali

Mira, Piegaio, il tuo gran Pignatello,
di pivial Cardinalitio ornato,
quanto ogni benemerito prelato,
che portasse giamai mitra, ò cappello <cardinalizio, NdR>.

E se ben [benché] molti son, che n'han martello, [dispiacere]
non è da tutti il suo valor notato,
e quanto dottamente s'è portato, [comportato]
ogni volta ch'andò nuntio [ambasciatore del papa] in bordello.

Mà che Spagna per un, Francia procura
per l'altro, e in somma ogni Signor cortese,
di qualche suo partial [protetto] si prende cura.

Dunque perché a stupore il Mondo prese,
se nel collegio volse [volle] una Creatura,
il cazzo ancor del Cardinal Borghese? [3]

Come si vede, l'accusa secondo cui fra i due esisteva una relazione omosessuale era all'epoca esplicita.

Tomba di papa Paolo V Borghese e di suo nipote Scipione

Roma, S. Maria Maggiore - Tomba di Paolo V Borghese e del nipote Scipione. (Foto Dall'Orto)

Scipione Borghese è sepolto nella "cappella Borghese", assieme allo zio papa, nella Basilica di santa Maria Maggiore a Roma. 

L'autore ringrazia fin d'ora chi vorrà aiutarlo a trovare immagini e ulteriori dati su persone, luoghi e fatti descritti in questa scheda biografica, e chi gli segnalerà eventuali errori contenuti in questa pagina.

Note

[1] Sulla vicenda biografica si veda: V. Castronovo, voce: "Borghese Caffarelli, Scipione", Dizionario biografico degli italiani, vol. 12, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma 1970, pp. 620-624.

[2] Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, vol. LIII, Tipografia emiliana, Venezia 1851, voce: "Pignattelli Stefano, cardinale", pp. 50-51.

[3] La pasquinata è stata edita in: Giovanni Dall'Orto, Il trionfo di Sodoma. Poesie erotiche inedite dei secoli XVI-XVII, "La fenice di Babilonia", n. 2, 1997, pp. 37-69, alle pp. 61-62.



Originariamente edito in traduzione inglese parziale sul Who's who in gay and lesbian history (a cura di Robert Aldrich e Garry Wotherspoon), vol. 1, ad vocem. Ripubblicazione consentita previo permesso dell'autore: scrivere per accordi.

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