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(busto di Carl Begas jr, 1878). |
| Hans von Marées (nato il 24 dicembre 1837 a Elberfeld, oggi Wuppertal; morto il 5 giugno 1887 a Roma), nome completo Johann Reinhard von Marées, è stato un pittore tedesco.
Studi ed esordi
Nel 1864 Marées fu aiutato ad uscire da una crisi finanziaria da un mecenate, il barone Schack di Monaco, che acquistò uno dei suoi quadri e lo inviò in Italia a copiare i capolavori dell'arte antica. Tuttavia, insodisfatto della qualità delle copie, il barone Schack avrebbe rotto con il suo giovane protetto.
In Italia Marées aveva conosciuto a Roma nel 1867 Adolf von Hildebrand (1847-1921) un giovane scultore e architetto, e se n'era innamorato: "fino alla loro definitiva separazione nel 1875 (e al successivo matrimonio di Hildebrand) i due artisti vissero in simbiosi quasi completa)".[2].Quando Hildebrand tornò a Berlino, Marées lo seguì; lì i due artisti condivisero casa e studio. "Dal 1867 fino alla loro rottura nel 1875, Marées nutrì per Adolf von Hildebrand, suo compagno nel progetto di Napoli, un'amicizia che può essere quanto meno definita un'amitié amoureuse.Arruolato durante la guerra franco-prussiana del 1870-1871, Marées visse dopo la fine del conflitto ancora per qualche tempo a Berlino e Dresda. Qui, oltre a molti ritratti ed autoritratti, dipinse scene agresti idilliache, vagamente basate sul ricordo del suo soggiorno romano. La stazione marina di Napoli (1873)
Marées scelse per la decorazione la vita dei pescatori napoletani attorno a lui, presentando immagini di grande potenza, popolate di figure virili e nudi maschili maestosi e sensuali, nonostante la semplicità delle attività in cui sono intenti. Le opere degli ultimi anni torneranno ancora molte volte al tema del nudo nel paesaggio presentato a Napoli. Il lavoro richiese quattro mesi. In uno degli affreschi il pittore ritrasse una pergola sotto la quale era seduto, assieme ad altre persone, lui stesso; accanto a lui sta Hildebrand.
La decorazione dell'Acquario di Napoli risale comunque al periodo più sereno e proficuo della relazione fra i due artisti tedeschi, in cui, scrive Marées in una lettera del 1873, lui e Hildebrand erano "come un completamento reciproco, in realtà una persona sola; ciò viene dal fatto che entrambi ci siamo dedicati ad una cosa sola".[4].I ritratti dei due amici (o amanti?) appaiono anche, a fianco a fianco, sulle pareti. Ed è proprio su queste stesse pareti Marées riesce a fissare una volta per tutte il tipico sogno nordeuropeo, specie tedesco, dell'Italia come Paradiso Terrestre lontano dalla civiltà, e dei suoi abitanti come angeli pagani senza pudori, di radiante bellezza e d'immediata disponibilità sessuale. Si tratta ovviamente di un immagine falsa e razzista: quando Marées dipinse questi affreschi gli abitanti del presunto "paradiso terrestre" avevano già iniziato ad emigrare, letteralmente a milioni, verso le Americhe e l'Europa del Nord, in cerca di una vita meno bestiale. Eppure, trattandosi di un sogno, nulla impedisce oggi che anche noi, chiudendo gli occhi della mente, possiamo sognarlo come lo vide la fantasia di Marées, che qui ci regala un'immagine esteticamente riuscitissima di idilliaca armonia, seduzione, equilibrio, purezza, pace. Su questo ciclo pittorico è stato scritto: "La qualità sensuale degli affreschi di Marées è sfuggita a molti commentatori della sua opera. È infatti quasi un luogo comune considerare la sua opera altéra, quasi estranea al suo secolo. (...)Descrizione della biblioteca di Napoli [1873] Le composizioni d'interesse omoerotico che decorano la biblioteca sono le seguenti: "Affresco della pergola" (parete est).Firenze (1874-75) Dopo il lavoro comune a Napoli, nel 1874 i due artisti si trasferirono a Firenze, dove Marées divenne amico del pittore romantico svizzero Arnold Bocklin, trasferitosi nella città toscana in quello stesso anno, e dove Hildebrand comprò l'ex Convento di S. Francesco di Paola, nel quale ricavò due studi, uno per sé ed uno per Marées. La relazione fra Marées a Hildebdrand iniziava però a sbiadire, per l'intenzione dello scultore di "rientrare nei ranghi". L'allontanamento fu ritratto nell'opera "Die Frau zwischen die beiden Männer" (La donna in mezzo a due uomini", 1875).
Poco dopo (1878) la rottura con Hildebrand, Marées avrebbe dipinto un quadro, Le età della vita, nel quale uno splendido giovanotto nudo coglie arance, mentre sulla sinistra un altro giovane lo guarda intento: dietro di lui una donna gli porge un frutto. Davanti ai tre, un vecchio si protende verso un frutto per terra.
"Dobbiamo vedere nell'uomo sulla destra lo stesso Marées, che in piena libertà raggiunge i "frutti dell'arte", mentre il ragazzo, in cui dobbiamo vedere sia Hildebrand sia il giovane Marées tentato dalla donna, non ne è capace. La morte prematura (1887)
Marées fu sepolto
a Roma nel cimitero acattolico ("Cimitero degli inglesi")
(zona seconda, fila 4).
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Note
[1].Un primo abbozzo di questa voce è apparso su Wikipedia, nel "Progetto omosessualità", come: "Hans von Marées". Questa parte è edita sotto licenza GNU, e può essere riprodotta liberamente rispettando i termini di tale licenza. Il resto del testo (la maggior parte), "troppo" gay per apparire su Wikipedia, l'ho scritto appositamente per il mio sito, ed appare per la prima volta qui. La ripubblicazione dell'insieme della presente voce è consentita previa richiesta. [2] Patrice Marandel e Domenico De Masi, Mar Marées, "FMR" n. 58, gennaio/febbraio 1988, pp. 47-63, p. 52. [3].Ibidem, p. 60. [4] Christoph Heilmann (a cura di), I "Deutsch-Römer". Il mito dell'Italia negli artisti tedeschi 1850-1900, Mondadori, Milano, e De Luca, Roma 1988, p. 246. [5] Patrice Marandel e Domenico De Masi, Op. cit., p. 60. [6] Christian Lenz, in: Christoph Heilmann (a cura di), Op. cit., p. 261. [7] Patrice Marandel e Domenico De Masi, Op. cit., p. 60. [8].Ibidem, p. 57. [9] Christoph Heilmann, Op. cit., p. 62. [10].Bibliografia:
Galleria delle immagini di Marées nel museo di Monaco (in francese). |
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