Leggere omosessuale.
Bibliografia dell'omosessualità.
Parte 1: saggi scritti fra gli anni 1800 e 1885.
[accresciuto da: Leggere omosessuale, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1984]
di: Giovanni Dall'Orto
Opere
di saggistica pubblicate per la prima volta fra gli anni 1800 e e 1885
(compresi)
in
ordine di prima pubblicazione.
Nota:
per quanto umanamente possibile l'edizione consultata, e qui indicata,
è sempre la prima.
Per
meglio seguire la storia dell'evoluzione del pensiero, le opere sono elencate
in ordine di prima edizione (e non di pubblicazione), anche nel caso di
traduzioni tardive.
Il numero fra parentesi uncinate, per esempio {999}, è quello che era stato attribuito nella edizione a stampa di Leggere omosessuale. Le opere che non presentano tale numero non erano comprese nell'edizione a stampa. In verde i link a pagine che devo ancora creare.
Si
veda il tomo I, pp. 115-117 (pp. 146-149 nella seconda edizione): contiene
una nota sui segni fisiologici che un atto di sodomia può lasciare:
arrossamenti,
fistole
ecc.
Il
traduttore (Giuseppe Chiappari) ha poi aggiunto un commento in latino
e italiano.
[Argomenti: sodomia, stupro, medicina legale]
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1801 Tortosa, Giuseppe, Istruzioni di medicina forense, Parise, Vicenza 18092 (2 voll.) (BA).
Si
veda il vol. II, alle pp. 19-24 ("della sodomia").
La
necessità di trovare, nei processi per stupro o per corruzione di
minore, le prove del fatto che un coito sodomitico era effettivamente avvenuto,
fu una delle prime questioni a richiamare l'interesse degli studiosi sul
comportamento omosessuale. In questa fase ci si concentrava ancora, come
nel secolo precedente, sulla necessità di verificare la fondatezza
o meno di un'accusa che aveva portato a un processo, senza chiedersi quali
potessero essere le cause o le motivazioni del reato.
Dato che in questo giro d'anni la Rivoluzione francese aveva esportato in tutta l'Europa continentale le proprie leggi (che avevano deliberatamente abolito i "crimini immaginari", come la stregoneria, l'eresia, o la sodomia), il compito del medico legale, a maggior ragione, in questo periodo si limita fondamentalmente ad aiutare a trovare le eventuali prove di uno stupro.
Anche questo testo, assai interessante, tratta dei segni che si possono riscontrare sul corpo umano in séguito ad un coito anale (fondamentalmente: ragadi, emorroidi e contagio venereo di tipo analogo a quello riscontrato dall'accusato di stupro).
Tortosa raccomanda la massima prudenza, perché ognuno dei "segni" di sodomia può essere provocato da molte altre cause. Lodevole il suo intento di esporre chiaramente le sue conoscenze per evitare
"gli inganni dei tribunali, la violazione dei diritti dell'uomo, e la mala amministrazione della Giustizia" (vol. 1, p. III).Questo di Tortosa è inoltre il primo documento italiano dell'Ottocento che io abbia rintracciato finora.
[Argomenti: sodomia, stupro, medicina legale]
Opuscoletto
contenente l'interessantissima relazione medico-legale sul caso di uno
pseudo-ermafrodita,
allevato come donna, nonostante i genitali, malformati, fossero (prevalentemente)
maschili.
Quando
le fu comunicato il "vero" sesso dalla commissione che l'aveva esaminata,
"Giacoma" protestò d'essere donna, adducendo come prova il fatto
che erano gli uomini ad attrarla,
"giacché ella sentiva d'esser donna per attrazione simpatica al sesso virile, e niente al femmineo".Di enorme interesse storico le considerazioni degli esaminatori al proposito di questo fatto (pp. 10-11):
"L'amore adunque, che l'individuo visitato dice di sentire per gli uomini, si risolve in ultima analisi nel naturale appetito all'accoppiamento, il quale se in lui si determina a favore dell'uomo, non è che in conseguenza del primo inganno de' suoi parenti, accresciuto dall'educazione...[Argomenti: identità di genere, pseudoermafroditismo, tendenza sessuale, transessualità]
L'errore in cui fu indotto sopra un sesso innocentemente mentito, bastano ad escludere qualunque sospetto di turpe amore, a cui potesse dar causa una tale affezione, non potendo questa accadere, che sopra un individuo consapevole pienamente del proprio sesso" (p. 11).
Traduzione del Codice penale austriaco promulgato il 3 settembre 1803, ad uso dei sudditi italiani dell'impero d'Austria.
La "libidine contro natura" è qui prevista espressamente come reato, ed è punita col carcere da sei mesi a un anno: si veda il cap. 15, artt. 113-114, ("dello stupro violento, e altre specie di libidine").
Dopo la caduta di Napoleone questa legge (da lui abolita) fu rimessa in vigore, tale quale, nei territori italiani occupati dall'Austria: Lombardia, Veneto, Trentino e Friuli.
[Argomenti: legge, Lombardo-Veneto]
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1803 Fautrel (vedilo con Mahon - 1801).
Riedizione di un'opera giuridica del 1791 in latino (Jacobi Mariae Paoletti Institutiones theorico-practicae criminales, Fantosini, Firenze 1790-1791, 2 voll.) qui riscritta per tenere conto delle nuove leggi toscane del 1795.
Al tomo I, liber III, titulus III (pp. 68-71) si tratta delle pene per lo stupro, trattato come unico reato indipendentemente dal sesso della vittima, fosse donna o uomo: il Granducato di Toscana fu infatti il primo Stato italiano ad abolire la pena di morte per la sodomia come forma di reato a sé.
[Argomenti: legge, stupro, Granducato di Toscana]
(Non
ho finora trovato traccia della prima edizione, che ipotizzo possa essere,
con titolo diverso: Tommaso Maria Celoni, La chirurgia istantanea in
cui si tratta ancora della forense volumi due, Salomoni, Roma 1789-1790,
NR
NL).
Si
veda il vol. 2, parte I, cap. II e III (pp. 16-24), dove si tratta di sodomia
ed ermafroditismo.
Ancora un testo diretto ai medici legali chiamati a verificare sul corpo della vittima le eventuali tracce di un atto di sodomia, nei caso di processo per stupro. Celoni raccomanda la massima prudenza nelle ispezioni mediche per scoprire se un bambino o ragazzo sia stato o no sodomizzato. È facilissimo sbagliare, ammonisce, dato che i segni attribuiti all'atto sodomitico possono avere altre cause completamente diverse.
Celoni
descrive poi un paio di casi di pseudo-ermafroditismo fisico
(cioè di conformazione ambigua dei caratteri sessuali, tale da rendere
incerta la determinazione del sesso).
Annoto
qui il fatto che nel caso di esseri umani si parla sempre di pseudo-ermafroditismo,
e mai di "ermafroditismo
vero", che è la presenza degli organi sessuali correttamente
sviluppati di entrambi i sessi in un unico organismo (come nel caso
della lumaca, per esempio).
Questo
perché gli organi sessuali esterni umani si sviluppano nel feto
a partire dal medesimo "abbozzo", e vengono plasmati in modo diverso dall'azione
degli ormoni sessuali.
Se
l'azione di questi ormoni è inefficace o squilibrata, si potranno
avere genitali conformati in modo ambiguo, ma non due tipi di genitali
diversi sul medesimo corpo. Una certa piega o si approfondisce per dare
vita alle grandi labbra della vagina, o al contrario si salda per dare
vita allo scroto. Una certa protuberanza, o diventa un pene o diventa un
clitoride.
Si
può avere quindi una piega chiusa male, che sembra una vagina, o
un pene piccolo e posizionato nella posizione del clitoride, o un clitoride
particolarmente sviluppato e labbra della vagina saldate in modo da sembrare
uno scroto, ma non si incontrerà il caso in cui si trova sia la
vagina sia lo scroto formato, o sia il pene sia il clitoride, o sia le
ovaie sia i testicoli. O l'uno, o l'altro, oppure una via di mezzo, ma
non tutti e due assieme.
Ovviamente
queste sono le risposte che oggi possediamo rispetto alle domande che i
medici di quest'epoca stavano solo formulando per cercare di capire l'enigma
dello (pseudo) ermafroditismo.
Si
noti peraltro che il fatto che nello pseudo-ermafroditismo uno dei due
sessi "di solito" prevale era una nozione acquisita già alla casistica
teologica dei secoli precedenti, che aveva dovuto affrontare il problema
del matrimonio degli individui coi genitali malformati. Oggi noi sappiamo
che uno dei due sessi prevale in realtà quasi sempre, dato che i
cromosomi
sessuali negli pseudo-ermafroditi sono di normale tipo XX o XY in praticamente
tutti i casi (è il funzionamento degli ormoni ad essere anomalo,
non i cromosomi sessuali). Ma questo ovviamente era al di là delle
conoscenze della scienza di quell'epoca.
[Argomenti: pseudoermafroditismo, medicina legale]
Barzellotti è considerato uno dei fondatori della medicina legale in Italia.
In questo brano descrive i segni da cui è a volte possibile riconoscere se sia avvenuto un coito anale su un minorenne.
Ho messo online e commentato questo brano nel presente sito, qui.
[Argomenti: medicina legale, sodomia, stupro]
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1808 Pasqualone, Felice, Saggi di chirurgia legale, Raimondi, Napoli 1808 (BOBN).
Ancora un manuale di medicina legale. Si veda il vol. 2, pp. 138-140, dove sono descritti (nel paragrafo: "della pederastia"), i segni dell'avvenuto coito anale, con particolare attenzione alla trasmissione di malattie veneree all'ano.
Anche qui l'attenzione è concentrata sugli aspetti medico-legali dell'atto; cause e motivazioni dell'atto omosessuale non rientrano ancora nel campo dell'attenzione dello scienziato.
[Argomenti: malattie a trasmissione sessuale, medicina legale, sodomia]
Codice proclamato da Napoleone I il 12/11/1810: è la trasposizione italiana del Code Napoléon francese. Era valido negli stati italiani riuniti nel Regno d'Italia, di cui lo stesso Napoleone era il re.
Come avveniva già nel Code Napoléon, nessuna pena specifica è qui prevista per gli atti omosessuali: i reati di stupro, corruzione di minore ed atti osceni in luogo pubblico (si veda al proposito il libro III, tit. II, cap. I, sez. 4: "Attentati ai costumi") sono puniti, indipendentemente dal loro carattere omo od eterosessuale, con pene uguali.
L'importanza
del Code Napoléon non può essere sottostimata, dato
che esso
rimase in vigore, sia pure con ritocchi e adattamenti, in quasi tutti gli
Stati italiani, anche dopo la caduta di Napoleone.
Il
ritorno puro a semplice alla legislazione
prenapoleonica (con quindi il ritorno alla punizione per la sodomia)
si ebbe solo nel Regno di Sardegna (che lo
avrebbe ahimè trasmesso la regola al rinato
Regno
d'Italia, quello dominato dai Savoia) nello Stato
della Chiesa, e nei territori sottomessi all'Austria-Ungheria.
[Argomenti: legge, Napoleone I]
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1810 Codice penale, de Romanis, Roma 1810 (TOBN).
Altra edizione del codice penale del regno d'Italia di cui alla voce precedente, che però in questo caso riporta a fronte il testo francese del Code Napoléon. Comodo nel caso fosse necessario fare un confronto fra le due versioni.
[Argomenti: legge, Napoleone I]
Traduzione di un dizionario medico francese.
Se
ne vedano le voci "pederastia" (vol. 33, 1846, pp. 277-278) e "stupro"
(vol. 43, 1847, p. 410), che sostengono che l'avvenuta sodomia si riconosce
perché essa provoca una tipica deformazione dell'ano, che
diviene "imbutiforme" (cioè a forma di
imbuto).
Questa
bizzarra tesi, che immagina che la carne umana durante l'atto sessuale
diventi plasmabile come cera calda e che mantenga l'impronta una volta
raffreddatasi, avrebbe purtroppo avuto un rilievo spropositato,
negli anni seguenti (quanti innocenti furono condannati, per sua colpa?).
L'invenzione
dell'"ano imbutiforme" è infatti una risposta ciarlatanesca
di una parte della professione medica a una richiesta per niente ciarlatanesca
proveniente dalla società.
Con
l'abolizione della pena di morte per la sodomia, in tutti gli
Stati toccati dalle conseguenze della Rivoluzione francese cambia il
modo di processare i "sodomiti". Non è più sufficiente provare
"per fama", come nel Medioevo, e non è più possibile ricorrere
alla tortura. Inoltre, ora non è più l'atto in quanto
tale (ormai depenalizzato) ad essere punito, bensì solo l'atto compiuto
con la violenza su una persona non consenziente.
Infine,
in caso di stupro le pene sono comunque graduate (mentre in passato la
pena era sempre la stessa - il rogo - per qualunque atto) a seconda del
fatto che sia avvenuta penetrazione o meno. Quindi la società chiede
alla medicina legale di fornirle un criterio di discernimento obiettivo
per capire chi dica la verità fra un querelante che afferma che
è avvenuto un certo atto sessuale, e l'imputato che, ovviamente,
di solito lo nega.
Alcuni
scienziati serviranno onestamente la scienza, ammettendo che tale criterio
possono fornirlo solo in certi casi (quelli più traumatici), ma
non in tutti, e che anche in tali casi gli eventuali segni riscontrati
andranno valutati con molta prudenza (cfr. già nel 1801 Tortosa).
Altri
scienziati, invece, incapaci di ammettere questo "ignorabimus",
preferiscono inventarsi criteri soggettivi "a capocchia" per sostituire
i criteri oggettivi che hanno la testardaggine di rifiutarsi di esistere.
Da qui, "ani imbutiformi"; "natiche a cartoccio", "peni canini" e via delirando,
allo scopo di trovare, nella carne degli omosessuali o presunti tali, segni
che li bollino come tali: una specie di "stella gialla" per marchiarli
nella carne davanti al mondo. E si tratta di un'operazione del tutto ideologica
e per nulla scientifica, ovviamente. Ma da una scienza che stava
ponendo le basi del "razzismo
scientifico" ci si poteva, ahimè, aspettare questo e peggio.
Sul dibattito relativo all' "ano imbutiforme" (o, per dirla con eleganza latina, "infundibuliforme", che però vuol dire la stessa cosa) si vedano soprattutto l'ineffabile Tardieu (1857, che amplia e sostiene ciarlatanescamente la tesi, oltre ogni ragionevolezza) e De Crecchio, Filippi, Pacini, Zanini (che invece la combattono con ragionamenti impeccabili, dimostrando cosa volesse dire all'epoca fare vera scienza) .
[Argomenti: ano imbutiforme, sodomia, stupro, medicina legale]
Caduto Napoleone, è tempo di Restaurazione e, per la reazionaria Austria, di rimettere in vigore le leggi "sconsideratamente" abolite dai rivoluzionari francesi senzadìo.
Ecco quindi il Codice penale austriaco per il regno del Lombardo-Veneto (posseduto dall'Austria), promulgato il primo ottobre 1815, che riprende e rimette in vigore le disposizioni del codice penale austriaco del 1803.
La "libidine contro natura" è qui prevista espressamente come reato (anche in casi diversi dallo stupro), e punita col carcere da sei mesi a un anno: si veda il cap. 15, artt. 113-114, ("dello stupro").
[Argomenti: legge, Lombardo-Veneto]
Non avendo trovato traccia della prima edizione, ipotizzo che essa sia la già citata opera: Saggi di chirurgia legale (1808): il testo non corrisponde, ma l'autore dichiara di avere non solo accresciuto, bensì anche riscritto la prima edizione.
Alle pp. 201-206 del tomo I (cap. "sodomia") l'autore descrive come diagnosticare se un atto di sodomia sia avvenuto o meno, ammonendo però che molte cause possono produrre sintomi uguali, con gravi rischi di errori.
[Argomenti: sodomia, stupro, medicina legale]
Le traduzioni italiane (in genere stranamente assai accurate) sono la riproposizione di una parte soltanto di quest'opera, cioè della Dissertatio in sextum decalogi præceptum, che è una specie di manuale per confessori relativo alle questioni sessuali. L'estremo dettaglio delle descrizioni delle pratiche condannate ne ha fatto un "classico" della... letteratura erotica, garantendogli infinite ristampe dagli intenti pruriginosi che non so proprio se avrebbero fatto felice il reverendo padre autore del testo.
Il cap. III, art. II, tratta della sodomia, che ovviamente è condannata senza appello e senza misericordia.
Un documento curioso, ma decisamente interessante.
Segnalo che l'edizione Capaccini ha il testo latino a piè di pagina.
Per documenti simili si veda: Claret (1827), Louvel (1827), ___________________
[Argomenti: cattolicesimo, teologia morale]
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* (dopo il 1818) Fourier, Charles, Il nuovo mondo amoroso, Franco Maria Ricci, Parma 1971, 2 voll.
Lasciata (meritatamente) inedita e incompiuta alla morte dell'autore nel 1837 (ma scritta dopo il 1818, visto che cita un giornale di quell'anno), questa visione della vita amorosa di Armonia (il mondo utopistico e socialista del futuro) assomiglia fin troppo ai romanzi erotici senili di Rétif de la Brétonne, nei quali i desideri morbosi si trasformano in regole di vita.
La critica, giusta e condivisibile, all'ipocrita morale sessuale del suo tempo, sbocca per Fourier nella proposta di una promiscuità coattiva degna del peggior incubo da erotomane.
L'"apertura
mentale" di Fourier arriva a presentare ripetutamente tutte le donne di
Armonia come "saffiane" (ovvero lesbiche): ad esse gli uomini presteranno
il loro aiuto come "prosaffiani", intrufolandosi nei loro amplessi,
altruisticamente, "per farle godere di più". Che disinteressati!
Ovviamente
Fourier era lui stesso un "prosaffiano" assai pronto a tale gravoso "sacrificio"
(si noti come alle pp. 344-345 sogni un mondo in cui le donne, che già
oggi hanno maggiore inclinazione alla "monosessualità" (amore con
persone del loro stesso sesso), potranno abbandonarsi alle loro presunte
tendenze innate).
Ma mentre il Nostro si abbandona a briglia sciolta a simili fantasie libidinali, prova poi una malcelata repulsione per l'omosessualità maschile, tollerata giusto per la follia numerologica che lo ossessiona: ha infatti bisogno, per simmetria, di una controparte maschile delle "saffiane" nelle millanta categorie sessuali da lui escogitate (vol. 1, pp. 133-134; cfr. anche pp. 214-216, 229, 283-295, 344-346). Prudentemente, però, ne contingenta il numero, aggiungendo:
"Naturalmente questo genere di transizione non sarà affatto necessario nei primi tempi dell'armonia, e soprattutto nella generazione attuale, ma deve sempre apparire in tutte le scene regolari nella misura di un ottavo e non di un quarto" (vol. 1, p. 295).Questo saggio è interessante per la storia del costume, documentando l'esistenza già all'inizio del secolo scorso di quelle fantasie masturbatorie sul lesbismo che oggi riempiono qualsiasi filmino o rivistina porno per etero.
Incidentalmente:
l'uso disinvolto che Fourier fa dei concetti di "monosessualità"
e "unisessualità" mostrano quanto sia fallace la tesi secondo
cui l'"omosessualità" sarebbe nata solo attraverso la creazione
di tale parola, nel 1869, come pretendono oggi molti storici anglosassoni
del filone del "costruzionismo" (o "costruttivismo") storico..
Non
occorre avere "il nome della cosa", per avere la "cosa"... di solito anzi
i nomi arrivano "dopo" le "cose"...
[Argomenti: costruzionismo storico, lesbismo, socialismo]
Testo
latino originale degli Elementi del diritto
criminale (vedilo al 1823).
La
sodomia è discussa nel vol. II, 3, 3, 3, 2 (De venere monstruosa),
pp. 218-220 dell'edizione 1819, e pp. 193-195 dell'edizione 1834.
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1819 Chiarugi, Vincenzo, Sopra una supposta specie di ermafroditismo, Stamperia arcivescovile, Firenze 1819 (BOBN).
Descrizione del caso di un uomo dai genitali mal conformati, vissuto fino a cinquantadue anni convinto di essere donna, e anche dopo la visita medica che aveva stabilito il contrario tale riteneva di essere, nonostante tutto.
Sullo pseudo-ermafrodiditismo si veda quanto detto parlando di Celoni.
[Argomenti: pseudoermafroditismo, transessualità]
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1819 Codice per lo Regno delle due Sicilie, (vol. 1, parte 2: leggi penali), Capasso, Napoli 1849 (TOBN).
Codice promulgato il ventun maggio 1819 da Ferdinando I di Borbone.
Come già il Codice napoleonico (a cui s'ispira) non fa cenno alla sodomia. Tuttavia nel libro II, tit. VII, cap. II ("Dei reati che attaccano la pace e l'onore della famiglia"), l'articolo 345 punisce ambiguamente:
"ogni altro atto turpe o sregolato d'incontinenza che offenda il pudore pubblico".[Argomenti: legge, Regno delle Due Sicilie]
Codice promulgato il cinque novembre 1820 da Maria Luigia d'Asburgo per il Ducato di Parma e Piacenza; sul modello del Codice napoleonico non distingue fra reati etero ed omosessuali.
Vi è però consentita la punizione dell'"oltraggio al pudore" in luogo privato, qualora esista querela (si veda libro II, capo 6, pp. 100-103: "Degli attentati a' buoni costumi").
[Argomenti: legge, Ducato di Parma e Piacenza]
È
un estratto-anticipazione dell'opera che sarebbe
apparsa nel 1823, sulla falsariga del compendio già apparso
nella "Biblioteca italiana" nel 1821.
Si
vedano le pp. 118-123 ("Dei delitti contro l'ordine delle famiglie"), specificamente
alle pp. 122-123.
[Argomenti: legge]
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La prima edizione degli Elementa jurisprudentiae criminalis risale al 1808, ma la presente traduzione fu compiuta sulla terza edizione, pubblicata nel 1823 col titolo di Elementa juris criminalis.
Di quest'opera giuridica, celebratissima nel secolo scorso, si veda il vol. 2, libro 3, divisione 3, capo 3, titolo 2: "Della venere mostruosa" (pp. 240-244).
Qui l'autore, giureconsulto toscano, fa ancora riferimento al vecchio codice "leopoldino" e alla legislazione del 1795 per il Granducato di Toscana (che punisce con tre anni di esilio gli uomini e uno di carcere le donne colpevoli di atti sessuali "contro natura").
Tali "sozzure" non potrebbero essere adeguatamente punite da alcuna pena, ma
"saviamente si è avvertito che tai misfatti sogliono derivare, piuttosto che da malizia, da oblio e disprezzo di se stesso, e che basterebbe sovra di essi suscitare la vigilanza della polizia, sperando che la religione e la natura stessa presto o tardi rivendicherebbero i loro diritti" (p. 243).[Argomenti: legge, lesbismo, Granducato di Toscana]
Questo scritto in latino (nonostante il titolo italiano) apparve come Apophoreta ("Antipasto") in appendice alla prima edizione moderna dell'Ermafrodita di Antonio Beccadelli (Coburgo 1824): un testo di per sé scollacciatello anzichenò. Fu poi riedito da solo come De figuris Veneris.
Questo
si segnala come uno dei primi tentativi di studio sistematico dei costumi
sessuali antichi.
In
esso un capitolo è dedicato alla sodomia, uno al "tribadismo"
(lesbismo), ed uno agli "spìntria" (prostituti omosessuali).
L'importanza di questo testo sta nel fatto di essere stato uno dei primi manuali "sessuologici" (ante litteram) a "catalogare" la sessualità umana, con molti decenni di anticipo rispetto alle "psychopathiae sexuales" degli scienziati ottocenteschi. E data la spaventosa erudizione dell'autore (che era un bibliotecario), la lettura non è disutile neppure oggi allo storico della sessualità greco-romana, anche se ovviamente oggi possediamo studi più completi e di prospettiva più ampia.
Il suo limite, evidente a prima vista, consiste nell'essersi basato interamente sulle testimonianze letterarie dell'antichità classica, vale a dire su un mondo di finzione letteraria (poesie, opere teatrali, romanzi...) anziché sul mondo reale. Tuttavia chi fosse in grado di leggerlo scoprirebbe che nel confronto tra le cose conosciute ai poeti latini del I secolo e quelle note agli scienziati europei dell'inizio del XIX secolo sono i primi, e non i secondi, a saperne, e capirne di più sul tema dell'omosessualità. Millenni di censura e ideologia cattolica rendevano infatti "impensabili" (e quindi indescrivibili) situazioni e fatti che per i poeti pagani erano "autoevidenti".
Ovviamente, il secondo limite di questo documento consiste nella lingua in cui è stato scritto il trattato, il latino, espressamente per limitarne la lettura alle sole persone colte dell'epoca. Oggi che il latino non lo legge più nessuno, neppure le persone colte, questo è un handicap notevolissimo. Ma non è colpa di Forberg se nessuno ha mai pensato di tradurre questo interessante documento di costume e di pensiero...
[Argomenti: Greci e latini, lesbismo, prostituzione, Roma, spintrie]
A p.
225 una breve esortazione ai sodomiti perché si pentano.
Da
notare che per questo autore ecclesiastico i "sodomiti" sono specialmente
l'uomo e la donna che praticano il coito anale.
[Argomenti: cattolicesimo, sodomia eterosessuale, teologia morale]
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* {578} 1827 Louvel, don René, Trattato di castità, Bignami, Milano 1880 (EB). Riedito in: AA. VV., I misteri del confessionale, Dellavalle, Torino 1969, pp. 241-286 (Cassero).
Manuale per confessori cattolici, qualche pagina del quale (alle pp. 275-277 dell'edizione 1969) è dedicata alla sodomia (che ovviamente è condannata senza speranza).
Anche in questo caso si tratta di un trattato di teologia morale cattolica, che per il modo dettagliato di affrontare i peccati della sessualità è stato riedito per un consumo in chiave "erotica", analogamente a quanto accaduto con il manuale di Bouvier (1817).
[Argomenti:
cattolicesimo, sodomia, teologia morale]
Promulgato da Gregorio XVI il 20 settembre 1832, detto anche "Regolamento gregoriano", questo libro è quanto di più vicino ad un codice penale ebbe mai lo Stato Pontificio (che per puntiglio reazionario non promulgò mai un vero codice penale, cosa troppo "rivouzionaria" e "giacobina").
Nel titolo X gli articoli 172-173 puniscono come stupro qualsiasi congiungimento fra agenti e carcerieri e "persone arrestate"; l'art. 178 punisce inoltre laconicamente, con la "galera perpetua",
"i colpevoli di delitto consumato contro natura".[Argomenti: cattolicesimo, Gregorio XVI, legge, Roma, sodomia, Stato pontificio, stupro, teologia morale]
Si veda alle pp. 45-46 del vol. 1 dell'edizione del 1835, oppure del vol. 2, lezione 2 ("Della verginità, e dello stupro", pp. 132-142) nell'edizione 1856.
Per
la sodomia cfr. il § 15 a p. 142 dell'ed. 1856: quando un medico è
chiamato a giudicare se è stata praticata la sodomia su una persona,
deve usare la massima prudenza.
La
sodomia, comune fra gli antichi, è fra noi rarissima. Inoltre,
"il bel sesso, geloso de' suoi diritti rinforza ogni giorno più le sue grazie, che sono forse le armi più sicure contro l'impero d'una turpitudine sì nefanda" (p. 142 dell'edizione 1856).[Argomenti: sodomia, stupro, medicina legale]
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1834 Puccinotti, Francesco, Voce "Stupro", paragrafo "sodomia", in: Dizionario classico di medicina di chirurgia e d'igiene pubblica e privata, Antonelli, Edizione da me consultata: Antonelli, Venezia 1843-1851 (seconda edizione), 52 voll., vol. 43 (1847), pp. 423-24 (BB). (Prima edizione: Antonelli, Venezia 1831-1840, 52 voll.).
Ripubblica il testo della voce precedente.
[Argomenti: sodomia, stupro, medicina legale]
Versione francese del codice penale sardo (vedi la voce seguente), valida nelle regioni francofone (Savoia e Val d’Aosta) del Regno di Sardegna.
[Argomenti: legge, Regno di Sardegna]
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* 1839 Codice penale per gli stati di S. M. il Re di Sardegna, Stamperia reale, Torino 1839 (BC).
Codice penale promulgato il ventisei ottobre 1839 da Carlo Alberto di Savoia. Si veda il libro II, titolo VII, articolo 439 ("dei reati contro il costume pubblico"), a pagina 132. Assieme al "Regolamento gregoriano" è il solo codice penale italiano post-napoleonico a reintrodurre pene per il reato di sodomia anche in assenza di violenza o corruzione di minorenne.
Questo fatto ebbe conseguenze inattese: quando nel 1860 questo codice fu esteso al resto d'Italia, conquistata dai Savoia, l'omosessualità divenne illegale nel neonato Regno d'Italia (ad eccezione dell'ex Regno di Napoli) fino alla promulgazione del primo vero codice penale italiano, il "codice Zanardelli", nel 1889.
La
"libidine contro natura", se è affiancata allo stupro,
è punita da almeno sette anni di carcere, trasformabili in
lavori forzati.
Se
invece è avvenuta senza violenza, ma ne è seguito
scandalo, o se c'è stata una querela,
è punita col carcere, oppure con una pena ai lavori forzati che
può arrivare fino a dieci anni!
Di questo codice penale esiste anche una versione in lingua francese (vedi voce precedente).
[Argomenti: legge, Regno di Sardegna, sodomia]
Versione in lingua francese del codice penale militare sardo, per le zone francofone del regno (Savoia e Val d'Aosta).
[Argomenti: esercito, legge, Regno di Sardegna]
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1840 Codice penale militare per gli Stati di S. M. il Re di Sardegna, Stamperia reale, Torino 1840 (TOBN).
Promulgato
da Carlo
Alberto di Savoia il ventotto luglio 1840 per l'esercito del Regno
di Sardegna.
Gli
atti omosessuali sono trattati nel libro IV, titolo II, capitolo IV, articoli
291-293 ("dei reati contro le persone").
I reati di "libidine contro natura" sono puniti, quando vi concorra violenza o scandalo o querela, coi lavori forzati a tempo. Se però esistono circostanze aggravanti, la pena può arrivare fino ai lavori forzati a vita!
Di questo codice penale esiste anche una versione in lingua francese (vedi voce precedente).
[Argomenti: esercito, legge, Regno di Sardegna]
All'inizio del cap. 6 ("Del libertinaggio") si accenna alla sodomia che, se non fosse stata arginata dal cristianesimo, avrebbe certo infestato il mondo intero.
[Argomenti: cattolicesimo]
Raccolta di prediche cattoliche.
Si veda alle pp. 63-67 della "lezione V" il commento al racconto biblico dello stupro di Gibeah/Gabaa (Giudici XIX 15-28), i cui abitanti
"volevano, oh Dio! rinnovare in Gabaa le nefandità di Sodoma, e di quel misero che colà tranquillo albergava, a lor talento disporre" (p. 63).Vandoni commenta l'episodio quale esempio e monito a quei mariti che permettono alle mogli di... vestirsi troppo indecentemente, e di frequentare postacci, nonché ai genitori che non tengono a freno i figli...
La seguente "lezione VI" (pp. 67-78) commenta poi il resto dell'episodio, con lo sterminio della tribù di Beniamino; l'autore lo conclude tuonando contro "il vizio dell'incontinenza" (p. 77), che tanti mali causa.
[Argomenti: Bibbia, cattolicesimo, Gibeah, Sodoma]
Vi si parla di un ragazzo omosessuale ("cinedìa" è termine latino per indicare la preferenza per la sodomia passiva), che s'era introdotto nell'ano, per masturbarsi, la canna di una pistola caricata a salve: Purtroppo la pistola aveva sparato, provocandogli ferite gravissime (specie per un'epoca in cui non esistevano né antibiotici, né anestetici).
Questo articoletto riguarda per lo più gli aspetti medici della vicenda, trascurando di porre domande sulle possibili motivazioni di un gesto tanto sconsiderato. È però il primo di una serie di testi simili che registrano le conseguenze mediche di atti di masturbazione anale compiuta con gli oggetti più spericolati, a volte con esito fatale, che sarebbero apparsi nei decenni successivi, segnalando (o ricordando) l'esistenza di "gusti" sessuali non propriamente ortodossi, obbligando gli studiosi a chiedersi infine quale fosse la causa di simili atti.
Per altri casi analoghi vedi Reali (1851), Montanari (1860), Zanini (1863) e Scarenzio (1863).
[Argomenti: masturbazione anale]
* {175} 1849 Wagner, Richard, L'opera d'arte dell'avvenire, Rizzoli, Milano 1983 (BC, BB).
Testo che esprime la visione dell'arte del celebre compositore tedesco.
Se
ne veda il capitolo "L'uomo artista creatore" (pp. 255-261), in cui Wagner
esalta (secondo un luogo comune Romantico) la bellezza maschile
come superiore a quella femminile, e l'amore tra uomini come superiore
a quello eterosessuale, e come "vera essenza" dell'arte della Grecia antica.
Purché,
naturalmente, si tratti di amore casto: la sessualità fra uomini
è "contro natura".
Benché Wagner non fosse omosessuale e non intendesse favorire una lettura in tal senso, è facile immaginare quale uso (e abuso) avrebbero fatto nei decenni successivi gli omosessuali di teorie estetiche di questo tipo...
[Argomenti:
greci e latini, Romanticismo]
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La figlia: "Come, papà, anche tu?". La vignetta, apparsa sulla rivista "Schell" di Lipsia durante lo scandalo omosessuale Moltke-Eulenburg del 1907, mostra a qual punto la superiorità estetica del maschio fosse diventata luogo comune. |
Ancora
un caso medico di masturbazione anale con oggetti, con complicazioni. Il
caso è quello d'un contadino che s'era introdotto nell'ano un legno
che gli era sfuggito di mano, per estrarre il quale era stato necessario
un intervento chirurgico (all'epoca cosa pericolosa e complessa).
L'articolo
tratta quasi esclusivamente degli aspetti medico-chirurgici della vicenda
(conclusa positivamente), peraltro molto curiosi, data l'epoca. Il motivo
addotto dal contadino per il suo gesto era il bisogno di combattere la
stitichezza...
L'articolo
contiene anche una lista di casi analoghi verificatisi in precedenza, per
uno dei quali cfr. Moretti (1844).
Per
ulteriori casi di questo tipo cfr. Montanari
(1860), Zanini (1863) e Scarenzio
(1863).
[Argomenti: masturbazione anale]
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{563} 1851-1853 Dufour, Pierre (pseudonimo di P. Lacroix), Storia della prostituzione, Perrin, Torino 1857-1858 (EB, TOBN).
Strana opera in ben quattro volumi che tratta della prostituzione dall'inizio della storia umana fino al principio dell'Ottocento, con frequenti accenni anche alla prostituzione omosessuale. Tuttavia l'enfasi è quasi completamente sulla prostituzione eterosessuale, fenomeno che stava interessando (e preoccupando) i legislatori dell'epoca, divisi fra quanti volevano regolamentarla di più e quanti volevano proibirla. Questo testo spezza implicitamente una lancia a favore della tesi secondo cui "questa professione è sempre esistita, anche sotto regimi che la proibivano, quindi l'idea di riuscire ad abolirla è poco sensata".
[Argomenti: prostituzione, storia]
Versione del codice penale per i territori di lingua italiana dell'impero d'Austria (Trentino, Friuli-Venezia Giulia e Lombardo-Veneto, dove questo codice sostituì quello del 1815).
Si vedano gli articoli 125-130 (pp. 70-71): la "libidine contro natura" è punita col carcere duro da uno a cinque anni, o da cinque a dieci anni se sia avvenuta con uno stupro.
Questo testo è online sul sito di Enrico Oliari.
[Argomenti:
legge, Lombardo-Veneto, Austria]
Promulgato da Leopoldo II d'Asburgo-Lorena nel 1853, non prevede pene specifiche contro gli atti omosessuali (si veda libro II, tit. VI, capo III, "Dei delitti conto il pudore", pp. 102-103). I delitti omosessuali vengono puniti allo stesso titolo di quelli eterosessuali.
Si noti però che secondo i commentatori dell'epoca (cfr. Puccinotti) se una relazione omosessuale aveva creato "scandalo" essa era comunque punibile in base all'articolo 3 ("oltraggio al pudore"). Si noti infine pure che il codice penale militare del 1856 prevederà pene per gli atti omosessuali. Quindi tolleranza sì, ma con qualche limite: siamo pure sempre nell'Ottocento...
[Argomenti: legge, Granducato di Toscana]
Promulgato da Francesco V d'Este il quattordici dicembre 1855 per il ducato di Modena e Reggio.
L'omosessualità è nominata solo come circostanza aggravante in caso di strupo: lo stupro "con abuso dei sessi" (art. 431) è infatti punito coi lavori forzati da dieci a quindici anni.
[Argomenti: legge, ducato di Modena e Reggio]
Promulgato da Leopoldo II d'Asburgo-Lorena nel 1856.
A differenza che nel codice penale per i civili del 1853, la punizione della "libidine contro natura" è prevista (si veda il libro II, tit. II, capo VI, pp. 102-103: "Disposizioni speciali intorno ai delitti contro il pudore").
La pena va da uno a tre anni di carcere, mentre lo stupro contro femmine o maschi ha pene che variano a seconda della condizione della vittima, arrivando fino a un massimo di quindici anni di carcere.
[Argomenti: esercito, legge, Granducato di Toscana]
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* {564} 1857 Tardieu, Ambroise Auguste, I delitti di libidine. Oltraggi al pudore, stupri ed attentati al pudore, pederastia e sodomia, Capaccini, Roma 1898 (FIBN, CIG).
Tardieu
fu un medico legale francese che rilanciò la teoria di un certo
Cullierer,
secondo la quale gli omosessuali che praticano il rapporto anale sarebbero
riconoscibili a prima vista da deformazioni fisiche provocate dalla
sodomia.
Il
loro ano, come cera calda a contatto con un ferro rovente, subirebbe infatti
una deformazione a forma di imbuto ("infundibuliforme"),
mentre il membro dell'"attivo", per le torsioni e restringimento subìti,
assumerebbe una forma simile a quella canina ("membro canino").
A
questa tesi (su cui vedi già Adelon, 1812-1822)
è dedicata una parte consistente della presente monografia sui reati
sessuali.
Jean-Paul Aron e Roger Kempf, nel loro saggio Il pene e la demoralizzazione dell'Occidente (Sansoni, Firenze 1979), hanno trattato a lungo di Tardieu e delle sue tesi, sopravvalutandone l'importanza al punto da fare di questa sua opera una specie di paradigma dell'atteggiamento dell'Occidente (addirittura!) nei confronti dell'omosessualità nel XIX secolo.
In realtà Tardieu non fu mai "paradigmatico". Le sue tesi fecero effettivamente discutere molto, ma furono anche assai criticate dai suoi contemporanei e infine confutate e respinte: per limitarci alle opere disponibili in lingua italiana si veda a questo proposito: Casper (1856-58) (che reagisce a colpo ancor caldo), Zanini (1863), De Crecchio 1871, Pacini (1876), Filippi (1878), Maschka (1881-2), Lombroso (1886). A suo favore invece si vedrà solo Ziino (1895).
Si noti inoltre che questa traduzione italiana fu molto tardiva (1898), ed è successiva non solo all'abolizione del reato di sodomia in Italia, ma anche e soprattutto alle confutazioni delle tesi di Tardieu fatta da numerosi e ben quotati studiosi italiani sopra nominati. La traduzione ebbe quindi più il significato di mettere a disposizione di tutti un testo di cui si era molto parlato piuttosto che il significato di pubblicare un testo nuovo ed importante per il dibattito in corso.
Ciò
che si potrà osservare dal punto di vista storico è tutt'al
più che le tesi di Tardieu, per quanto palesemente assurde, ci misero
molto più tempo di quanto appaia oggi logico per sparire dal dibattito
ottocentesco.
La
scienza, è vero, ha i suoi tempi, per confutare una tesi: occorrono
ricerche che diano risultati di segno opposto, e che tali risultati siano
confermati più volte e in modo indipendente, e in un'epoca in cui
gli studi sull'omosessualità erano ancora scarsi, ciò richiedeva
tempo. Tuttavia se il nome di Tardieu risuonava ancora decenni dopo
la pubblicazione di questo libro ciò si dovette senz'altro al desiderio,
nemmeno tanto inconfessato, di poter trovare sui corpi degli omosessuali
un marchio che permettesse di distinguerli a prima vista dalle persone
normali, così come si cercava di fare con tutti gli altri tipi di
"delinquenti".
Le
tesi di Tardieu, insomma, accarezzavano il pregiudizio di quella parte
della scienza occidentale che avrebbe dato vita al "razzismo
scientifico", quella cioè alla quale piaceva l'idea secondo
cui le differenze sociali sono impresse a fuoco (e quindi giustificate)
dalle differenze fisiche degli individui. Non è quindi arduo immaginare
che medici legali di tale orientamento avessero accolto acriticamente con
favore la boutade di Tardieu, che veniva incontro ai loro preconcetti
preferiti.
Ciò
detto, insisto sul fatto che Tardieu non è "paradigmatico"
e non rappresenta "l'Occidente": rappresenta solo un filone
(se vogliamo, "significativo"), all'interno di un dibattito su un tema
che in quegli anni stava facendosi sempre più vasto, e che incontrò
opposizione fin dal suo nascere tra gli studiosi "occidentali".
Il testo francese dell'opera è scaricabile qui in formato .pdf (sono 9 Mb!).
Inoltre una lunga recensione di Mauro Giori a questo testo è online qui, su Culturagay.it.
[Argomenti: ano imbutiforme, pene canino, sodomia, stupro, medicina legale]
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{565} 1856-1858 Casper, Johann Ludwig, Manuale pratico di medicina legale, Botta, Torino 1858-1860 (VEBN).
Testo di medicina legale, per magistrati e avvocati, dedicato ai nuovi problemi giuridici posti, a metà Ottocento, dall'evoluzione della mentalità e del costume. In Italia sembra essere stato piuttosto autorevole, almeno a giudicare dalle frequenti citazioni che ne furono fatte dagli studiosi successivi, oltre che dalla rapidità fulminea con cui fu tradotto nella nostra lingua.
In
un capitolo dedicato alla "lascivia contro natura" (della quale
fra l'altro si parla ancora come di cosa nuova, pochissimo nota agli studiosi)
Casper contesta e demolisce le tesi appena rese note da Tardieu
(1857).
Casper
non ha tuttavia il coraggio di andare fino in fondo, e forse temendo di
essere andato troppo in là col buonsenso concede che nei sodomiti
passivi a volte si riscontrano "natiche a cartoccio" (sic).
Per
una critica a queste tesi vedi: De
Crecchio (1871).
Una
recensione
di Mauro Giori a quest'opera è inoltre online qui, su
Culturagay.it.
Si confronti il presente saggio con quello, dello stesso autore, del 1863.
[Argomenti: ano imbutiforme, natiche a cartoccio, pene canino, sodomia, stupro, medicina legale]
Premessa alla traduzione dal greco delle opere di Luciano di Samosata curata dal Settembrini, ristampata ancor oggi.
Oltre
a vari cenni alla presenza
del tema dell'omosessualità nelle opere di Luciano, si veda
l'interessante difesa, alle pp. 1079-1080, della libertà
con cui gli antichi scrittori parlavano di omosessualità.
Dopo
la pubblicazione de I
neoplatonici, il romanzo erotico omosessuale di ambientazione
greca scritto da Settembrini mentre stava curando questa traduzione, si
comprende che il tema dell'omosessualità gli stava decisamente"
a cuore". Diciamo così...
[Argomenti:
greci e latini, Luciano di Samosata]
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Promulgato nel 1859 da Vittorio Emanuele II per l'esercito del Regno di Sardegna, prevede (parte I, libro II, capo III, "dello stupro, del ratto e degli atti di libidine contro natura") all'articolo 254 che gli "atti di libidine contro natura" siano puniti come lo stupro eterosessuale qualora sia intervenuta violenza (fino alla pena di morte!).
Se non c'è stata violenza, ma ci sia stato scandalo o querela, si applica la reclusione, o il lavoro forzato per dieci anni.
Al momento dell'Unità d'Italia questo codice fu esteso al resto del Paese (eccetto che al Sud) e rimase in vigore come codice penale militare del Regno d'Italia fino al 1869.
[Argomenti: esercito, legge, Regno di Sardegna]
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1859 Codice penale per gli Stati di S. M. il Re di Sardegna, Stamperia reale, Torino 1859 (TOBN).
Promulgato
il 20 novembre 1859 da Vittorio
Emanuele II per il Regno
di Sardegna.
Si
veda il libro II, tit. VII, ("Dei reati contro il buon costume"), articolo
425.
Gli atti "di libidine contro natura", se commessi con violenza,
saranno puniti con non meno di sette anni di reclusione; nel caso ci sia
stato scandalo o querela,
anche in mancanza di violenza, fino a dieci anni di lavori forzati.
Quando nel 1860 il codice penale sabaudo fu esteso al resto d'Italia, l'art. 425 fu stralciato solo per il Sud Italia. Nel resto del nuovo Regno rimase invece assurdamente in vigore fino a che il Codice Zanardelli (nel 1889) lo abrogò.
Il testo di questo articolo è online nel presente sito.
[Argomenti: legge, Regno di Sardegna]
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1859
Schopenhauer,
Arthur, Il mondo come volontà e rappresentazione,
Laterza, Bari 1930 (TOBN) e Mondadori, Milano 1989.
[N.B.
il primo nucleo dell'opera fu edito nel 1818, con data 1819. Il testo di
questa parte, privo dell'appendice qui di seguito presa in esame, è
online su "Liber liber"].
Si veda il vol. 3 (supplementi al quarto libro, cap. 44, "Metafisica dell'amore", riedita anche come opera a sé: vedi oltre).
Qui,
nell'"appendice" (pp. 684-691 dell'edizione del 1930), si cerca di spiegare
la causa della "pederastia"
(termine qui usato nel suo significato settecentesto di "omosessualità"
e di "sodomia", e non in quello attuale di "pedofilia").
Secondo
il filosofo tedesco, essa non è, come sembra, "contro natura": la
si riscontra infatti solo fra i vecchi o i ragazzi, cioè in individui
che, se si dessero al coito normale, genererebbero figli deboli o deformi,
perché il loro sperma non è ancora o non è più
"maturo". Per questo la Natura devìa, con un espediente,
il loro interesse erotico, verso forme di desiderio sessuale non procreativo.
In base a questa bizzarra teoria è stato ipotizzato che Schopenhauer stesse in realtà parlando per se stesso, cioè stesse cercando la causa di propri desideri provati in gioventù, repressi in età matura, ma riesplosi con forza in vecchiaia. Questa, allo stato attuale, è solo un'ipotesi, non confortata dalla scoperta di documenti che ne provino la fondatezza.
L'appendice (che resta pur sempre un'opera filosofica e non ha nulla di "scollacciato") è stata riedita anche, e più volte, come opera a sé, anche in edizioni popolari a basso prezzo e dai titoli ammiccanti, come per esempio: * Metafisica dell'amore, Partenopea, Napoli 1906, Metafisica della sessualità, Mondadori, Milano 1993, e Metafisica dell'amore sessuale: l'amore inganno della natura, Rizzoli, Milano 1994 e 2000.
[Argomenti: filosofia, eziologia, vecchiaia]
Un altro caso di masturbazione anale, analogo a quelli di Moretti (1844), Reali (1851), Zanini (1863) e Scarenzio (1863), stavolta concluso tragicamente per un'infezione.
Anche questo testo affronta la questione quasi esclusivamente dal punto di vista medico-chirurgico, senza porre domande sulle motivazioni psicologiche alla base del gesto fatale.
[Argomenti: masturbazione anale]
Fatta l'Unità d'Italia, il Piemonte estende il proprio codice penale del 1859 al resto del neonato Regno d'Italia.
Si veda però qui a p. XIII la motivazione con cui al momento di estendere il codice al Sud d'Italia il luogotente reale decise di stralciarne alcuni articoli, tra i quali l'art. 425 sullo "stupro contro natura", allo scopo di tener conto del "particolare carattere" delle popolazioni meridionali.
A mio parere si tratta di un interessante riconoscimento implicito del fatto che l'omosessualità situazionale (causata da un lato dall'ossessione per la verginità prematrimoniale, e dall'altro dalla povertà estrema che rendeva impossibile il ricorso alla prostituzione) fosse un elemento "necessario" della visione della sessualità nel Sud in quell'epoca, ragione per cui sarebbe stato poco saggio iniziare a perseguitarla.
[Argomenti: legge, omosessualità mediterranea, Regno di Sardegna, Regno delle Due Sicilie]
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{567} 1863 Casper, Johann Ludwig, Novelle cliniche appartenenti alla medicina legale, Botta, Torino 1872 (BA).
Casper è uno dei primissimi giuristi ad essersi avvicinati al tema dell'omosessualità con un atteggiamento e una curiosità di tipo "scientifico", e non più (come in precedenza) morale o teologico. All'argomento s'era avvicinato fin dal 1852, con un importante e molto citato articolo (mai tradotto in italiano) intitolato: Sullo stupro e la pederastia (Ueber Nothzucht und Päderastie und deren Ermittelung seitens des Gerichtsarztes, "Vierteiljahrsschrift für gerichtliche und öffentliche Medizin", I 1852, pp. 21-78).
Il presente è per così dire l'aggiornamento del saggio di Casper del 1858. Sono qui presentati nuovi "casi", e un intero capitolo è dedicato agli omosessuali.
Da segnalare una lunga ed importante lettera (scritta prima del 1858) di un omosessuale, il "conte Caio" (oggi identificato in un conte von Maltzahn) che narra la propria esperienza, fornendo molti particolari sulla vita omosessuale di quell'epoca: da come fosse arrivato a prendere coscienza delle proprie tendenze al modo e ai luoghi d'incontro di altre persone come lui. Molto interessante.
Il
"conte Caio" è solo uno dei molti omosessuali che in questo giro
d'anni sollecitarono la scienza ad occuparsi della loro condizione, che
essi concepivano come una tendenza innata, concludendo che era pertanto
era ingiusto punire gli atti omosessuali come un delitto motivato da "immoralità".
Lo
scopo di questi omosessuali (e la parola stessa "omosessualità"
sarebbe stata coniata sei anni dopo questo libro, da uno di loro, Karl
Maria Kertbeny) era infatti strappare lo studio dell'omosessualità
dal campo della religione e della morale, per portarlo in quello della
scienza, nel convincimento (ingenuo!) che esso avrebbe saputo spiegarlo,
e giustificarne l'esistenza al mondo.
Il fatto che questa lettera, a differenza di molte altre (che sappiamo essere esistite dalle allusioni stesse degli studiosi), sia stata pubblicata integralmente, la rese un piccolo "testo celebre" fra gli studiosi della seconda metà dell'Ottocento, essendo uno dei pochissimi testi autobiografici scritti in prima persona da un omosessuale ad aver visto la luce.
[Argomenti: autobiografie, legge, lettere, medicina legale, Germania]
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{568} 1863 Zanini, Giovanni, Libidine contro natura, "Gazzetta medica italiana: Lombardia", XXII, 20 luglio 1863, p. 251 (BC).
Breve relazione medica su un individuo che praticava la masturbazione anale introducendosi oggetti nell'ano. Osserva Zanini come egli non presentasse affatto le caratteristiche ritenute "tipiche" da Tardieu (1857) e Casper (1856/58) (ano "infundibuliforme", natiche "a cartoccio"). Si veda anche la postilla che vi fa Scarenzio (1863).
Per altri casi analoghi si vedano Moretti (1844), Reali (1851), Montanari (1860) e Scarenzio (1863),
[Argomenti: ano imbutiforme, masturbazione anale]
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{569} 1863 Scarenzio, Angelo, Caso di manustuprazione pederastica, "Gazzetta medica italiana: Lombardia", XXII, 21 settembre 1863, pp. 325-326 (BC). Anche in estratto: Tipografia Chiusi, Milano 1863 (TOBN).
È una lettera in cui si descrive, a séguito dell'articolo di Zanini, un caso analogo. "Manustruprazione pederastica" significa: "masturbazione anale".
[Argomenti: masturbazione anale]
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1863 Sentenza della Corte d'Assise di Milano, contro il lavandaio Pagliaghi Carlo. (Archivio di Stato, Milano).
Condanna a dieci anni di lavori forzati
(datata 7 aprile 1863) per sodomia su un bambino di dieci anni, a cui era
seguita la morte dello stuprato.
La sentenza è, per quanto ne so
io, edita solo online, nel sito di Enrico Oliari.
[Argomenti: legge, pedofilia, processi, stupro, Carlo Pagliaghi]
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1863 Sentenza della Corte d'Assise di Milano, contro il palafreniere Pirloni Ermenegildo. (Archivio di Stato, Milano).
Conferma di condanna (datata 22 dicembre
1863) di un 24enne, per corruzione di un minorenne.
La sentenza è, per quanto ne so
io, edita solo online, nel sito di Enrico Oliari.
[Argomenti: legge, processi, Ermenegildo Pirloni]
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1863 Ulrichs, Karl Heinrich (1825-1895), Quattro lettere ai famigliari (I-II) e Quattro lettere ai famigliari (III- IV).
Le incredibili lettere per mezzo delle quali il fondatore del movimento omosessuale fa il coming out con i suoi famigliari e parenti, e spiega le sue ragioni. (La traduzione è edita solo online, in formato .pdf).
[Argomenti:
Germania, lettere, movimento di liberazione omosessuale]
Tesina accademica del 1864 in cui l'allora giovane filosofo presenta il legame fra il poeta greco Teognide e il suo amato Cirno, a cui dedica le sue poesie d'amore, come un innocuo rapporto filiale (pp. 121, 151). Dimostrando non si sa più se ingenuità sconcertante o sconcertante pruderie.
Nietzsche avrebbe affrontato nel 1886 con meno ingenuità (o autocensura) il tema dell'omosessualità greca.
[Argomenti: greci e latini, Teognide di Megara]
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1864 Sentenza della Corte d'Assise di Milano, contro il sacerdote Piccinotti Francesco. (Archivio di Stato, Milano).
Condanna (in parte in base alle leggi del codice penale austriaco del 1852) di un sacerdote, in data 30 aprile 1864, per una sfilza di atti sessuali su giovanotti contadini, e ai danni di ragazzini affidati alle sue cure. In parte anche divertente: il reverendo si dava infatti notevolmente da fare.
La sentenza è, per quanto ne so io, edita solo online, nel sito di Enrico Oliari.
Sul caso Enrico Oliari ha scritto: Corzano, 1863: don Piccinotti "amava" i contadini.
[Argomenti: contadini, legge, pedofilia, processi, Francesco Piccinotti, sacerdoti]
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1864 Sentenza della Corte d'Assise di Milano, contro il capo squadra segatore Mattei Colombo. (Archivio di Stato, Milano).
Condanna a sette anni di carcere (datata 17 novembre 1864) per un trentatreenne che aveva contagiato di sifilide, alla bocca e all'ano, un quindicenne.
La sentenza è, per quanto ne so io, edita solo online, nel sito di Enrico Oliari.
[Argomenti: legge, processi, Colombo Mattei]
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1864 Sentenza della Corte d'Assise di Milano, contro il fantino Fababei Felice. (Archivio di Stato, Milano).
Condanna a tre anni di carcere (datata 23 dicembre 1864) contro un quasi ventunenne (quindi ancora minorenne) che aveva stuprato un decenne.
La sentenza è, per quanto ne so io, edita solo online, nel sito di Enrico Oliari.
[Argomenti: legge, pedofilia, processi, stupro, Felice Fababei]
A causa di un clitoride ipertrofico e di un aspetto in generale maschile (la vagina era imperforata, il pelo abbondante ecc.) una donna napoletana pseudo-ermafrodita nata nel 1820 era stata creduta e s'era creduta un uomo. Anche le sue tendenze sessuali s'erano espresse in modo adeguato a tale identità sessuale: era attratta dalle donne, e aveva rapporti sessuali con esse.
Commuove leggere il caso di quest'"uomo", vissuto per tutta la vita isolato e taciturno nel terrore che gli altri scoprissero la "malformazione" dei suoi genitali e lo mettessero al bando perché non abbastanza "virile".
[Argomenti: identità di genere, lesbismo, Napoli, pseudoermafroditisimo]
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1865 Codice penale della repubblica di San Marino, Nobili, Pesaro 1865 (BB, US). Poi in: Raccolta delle leggi e decreti della Repubblica di San Marino, Lapi, Città di Castello 1900 (BOBN).
Il secondo testo contiene sia il codice penale (promulgato il quindici settembre 1865), sia il testo delle antiche leggi rimaste in vigore fino a quel momento (si veda quella a p. 150 che riguarda anche la sodomia).
Gli
articoli 418 ("stupro"), 421 ("stupro in meretrice") e 425 ("ratto a fine
di libidine") del nuovo codice penale, considerano "aggravato" il reato
di stupro avvenuto "contro natura" o ai danni di un maschio.
In
questi casi la pena può anche triplicare, e prevedere i lavori
forzati.
[Argomenti: legge, Repubblica di San Marino, stupro]
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1865 Ulrichs, Karl Heinrich (1825-1895), "Regole per una Unione degli Urninghi" (edito solo online).
Si tratta solo d'un progetto di regolamento di associazione... ma è un'associazione omosessuale, la prima della storia, e se ne noti la data! Da qui l'interesse di questo breve testo di-Ulrichs.
Il brano è ri-tradotto da una traduzione dal tedesco all'inglese, ma non trattandosi di un'opera letteraria si può chiudere un occhio sulla scorrettezza.
[Argomenti: Germania, movimento di liberazione omosessuale]
Estratto dal codice penale danese, promulgato il 10 febbraio 1866. Il paragrafo 177 condanna ai lavori forzati chi compia atti omosessuali. Il testo è online sul presente sito.
[Argomenti: Danimarca, legge]
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1866 Bellazzi, Federico, Prigioni e prigionieri nel regno d'Italia, Barbera, Firenze 1866, e Tipografia militare, Firenze 1866 (BC, BB).
Insignificanti cenni alla promiscuità (omo)sessuale nelle carceri alle pp. 34 e 37.
[Argomenti: Carceri]
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* 1866 Cosentino, Vincenzo, Breve commentario al codice penale italiano, Sarracino, Napoli 1866 (US).
Si veda a p. 291 il breve commento all'art. 425 (che puniva lo "stupro contro natura") del codice penale del neonato Regno d'Italia, ricalcato su quello del Regno di Sardegna.
Questo libro contiene anche il decreto luogotenenziale del 1861.
[Argomenti: legge, Regno d'Italia]
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1866 Sentenza della Corte di Cassazione di Torino, contro Palma Paterio. (Archivio di Stato di Torino).
Conferma di una condanna a tre anni (datata 21 aprile 1866), con una motivazione interessante (il curatore ha riassunto e commentato il caso prima della trascrizione).
Un muratore bresciano ventisettenne, condannato a tre anni di carcere per rapporti con un sedicenne (che aveva contagiato d'una malattia venerea), il quale aveva presentato querela solo dietro le pressioni del medico e della polizia, fa ricorso sostenendo la non validità di una querela estorta.
I giudici respingono il ricorso, sostenendo il diritto dell'autorità di polizia di "consigliare" la denuncia.
La sentenza è, per quanto ne so io, edita solo online, nel sito di Enrico Oliari.
[Argomenti: legge, processi, Palma Praterio]
Rispondendo alle sollecitazioni del suo corrispondente e amico Friedrich Engels (vedi), Karl Marx fa un paio di cenni non molto significativi alla "pederastia" (omosessualità) e a uno dei libri del militante omosessuale Karl Heinrich Ulrichs, nelle lettere 69 (23/7/1868), e 243 (17/12/1869).
Testo, traduzione e mio commento a questo documento sono online nel presente sito.
[Argomenti: Carl Boruttau (1837-1873), comunismo, marxismo, Karl Heinrich Ulrichs]
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1868 Sentenza della Corte d'Assise di Milano, contro il macchinista detenuto Azzoni Carlo. (Archivio di Stato, Milano).
Condanna a ulteriori tre anni di carcere (datata 19 marzo 1868) per un detenuto che aveva sodomizzato il compagno di cella.
La sentenza è, per quanto ne so io, edita solo online, nel sito di Enrico Oliari.
[Argomenti: carceri, legge, processi, sodomia, Carlo Azzoni]
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1868 Sentenza della Corte d'Assise di Milano, contro il garzone d'osteria Carandola Carlo. (Archivio di Stato, Milano).
Condanna a sette anni (datata 25 febbraio
1868), per atti omosessuali in una locanda con un diciottenne (all'epoca,
un minorenne).
Il condannato, venticinquenne, contumace,
fu però assolto nel successivo grado di giudizio.
La sentenza è, per quanto ne so io, edita solo online, nel sito di Enrico Oliari.
[Argomenti: legge, processi, Carlo Carandola]
Promulgato da Vittorio Emanuele II nel 1869.
L'art. 273 (parte I, libro II, capo III, "dello stupro, del ratto e degli atti di libidine contro natura") riprende parola per parole le disposizioni del Codice penale militare del regno di Sardegna del 1859, all'art. 254.
[Argomenti: legge, esercito, Regno d'Italia]
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* 1869 Codice penale per l'esercito del Regno d'Italia (riassunto delle principali disposizioni), Rattero, Torino 1919.
Riassuntino del precedente, ad uso degli studenti delle scuole militari.
A p. 29 le pene per gli “atti contro natura” (art. 273): dai 5 ai 14 anni di lavori forzati.
[Argomenti: legge, esercito, Regno d'Italia]
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1869 Codice penale militare marittimo del Regno d'Italia, Stamperia reale, Firenze 1869 (TOBN).
Promulgato da Vittorio Emanuele II nel 1869.
Nella parte I, libro II, titolo II, capo II, art. 297 ("dello stupro, del ratto, e degli atti di libidine contro natura"), il reato di "libidine contro natura" è punito, a seconda dei casi, con le stesse pene previste nel codice penale per l'esercito.
[Argomenti: legge, esercito, marina militare, Regno d'Italia]
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* {549} Engels, Friedrich, Lettera a Karl Marx del 22 giugno 1869. In: Carteggio Marx-Engels, Editori Riuniti, Roma 1972, vol. 5, pp. 373-374 (BC).
La lettera 195 del 22 giugno 1869 è il commento a un libro (forse Incubus) che Karl Heinrich Ulrichs, il primo militante omosessuale, aveva inviato a Marx, che l'aveva "girato" ad Engels. Il quale nella risposta ironizza pesantemente sul libro,
"I pederasti cominciano a contarsi e trovano che costituirebbero una potenza entro lo Stato. Mancherebbe solo l'organizzazione!",coinvolgendo nell'ironia anche due rivali politici: il lassalliano Johann Baptist von Schweitzer (1833-1875), (la cui omosessualità era stata resa pubblica da uno scandalo) e Carl Boruttau (1837-1873).
Alto cenno sfottente ma di nessun interesse nella lettera 68 (21/7/1868).
Testo, traduzione e mio commento a questo documento sono online nel presente sito.
[Argomenti: Carl Boruttau (1837-1873), comunismo, marxismo, Karl Heinrich Ulrichs, Johann Baptist von Schweitzer(1833-1875)]
Si vedano la lezione 10 (pp. 210-237) e 11 (alle pp. 269-70, 273, 275-78). Vi si tratta dei segni dello stupro e del coito "contro natura".
Benché De Crecchio ritenga possibile la deformazione in forma d'imbuto dell'ano dei sodomiti passivi, gran parte dello scritto è dedicato alla confutazione delle altre tesi di Tardieu, specie per quanto riguarda la pretesa deformazione del membro del sodomita attivo.
"A quali enormi conseguenze non porterebbe l'adottare come indizii di tali pratiche le norme suggerite da Tardieu?
A che serve parlare nel suo libro di tanti mostruosi particolari che la scienza non può svelare con criterii, non che sicuri, ma neppure approssimativi? Dice egli stesso, che certe cose servono più al moralista che al medico" (p. 236).