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Gulp!
Una bibliografia sull'omosessualità maschile e il lesbismo nel fumetto (gay comix, shonen ai / yaoi / boys' love, manga...).
Parte 5:
La serie di Banana fish, di Akimi Yoskida
[fai clic qui se cerchi la:  Parte 1  --  Parte 2  --  Parte 3 -- Parte 4  -- Parte 5 -- Parte 6 - Parte 7].


Copertina di ''Banana fish 1''

YOSHIDA, AKIMI, Banana fish 1, Planet Manga / Panini comics, Modena 2002.

Questo manga giapponese del 1985 è decisamente anomalo. Ambientato a New York, nel mondo delle bande giovanili e della delinquenza, ha per protagonista un bellissimo diciassettenne biondo, Ash Lynx, capobanda criminale, omosessuale, ex prostituto...

Le mescolanza di elementi da "eroe positivo" e "cattivo" è senz'altro inusuale, così come lo è il ruolo degli omosessuali in questo fumetto: omosessuale è infatti anche lo spietato capomafia "Papa Dino", che ha un debole per Ash e ne è stato cliente in passato.
Omosessuali anche altri personaggi della serie (in 19 volumi), sia sul lato dei "buoni" che su quello dei "cattivi" ed anche "cattivissimi".

Accanto ai protagonisti già nominati appaiono poi due giapponesi, sbarcati a New York per girare un documentario sulle gang giovanili: uno dei due è il bruno ed efebico diciannovenne Eiji, assistente. Fra i due scocca subito un'ardente... amicizia... Infatti nel 1985 certe cose potevano essere solo espresse tramite allusioni, ma non rese esplicite. Quindi se cercate un fumetto con una storia esplicitamente gay, questa serie non è quel che fa per voi.

In questo episodio Eiji si troverà, assieme ad Ash, prigioniero di Papa Dino, che vuole da Ash un campione di droga rarissima, il "Banana fish", di cui è entrato accidentalmente in possesso.

Il braccio destro di Papa Dino, Marvin, è omosessuale ha un debole per Ash, e fra le violenze che infligge al prigioniero progetta d'includere anche quella sessuale. Ma l'intenzione va a monte ed anzi, nel trambusto Eiji riesce a evadere...

Nota: per un vezzo snob puristico il senso di lettura del fumetto non è stato rovesciato ma conserva quello giapponese (invertito: dal fondo verso l'inizio e da destra verso sinistra).


Copertina di ''Banana fish 2''

YOSHIDA, AKIMI, Banana fish 2, Planet Manga / Panini comics, Modena 2002.

Secondo episodio della serie di manga giapponesi Banana fish.

Eiji, benché ferito, è riuscito a dare l'allarme e la polizia interviene. Marvin fugge, inseguito da Ash, che però viene "seminato". Ma Papa Dino provvede a "incastrare" Ash, facendo trovare il cadavere di Marvin con accanto la pistola di Ash... e per aggiungerci anche un movente, filmini e foto pornografiche che ritraggono Marvin mentre violenta Ash decenne.
Ash viene arrestato, e in carcere dovrà difendersi dagli uomini di Papa Dino che vogliono fargli la pelle. E a un certo punto riescono a stuprarlo in gruppo (no, questo non è un fumetto per educande).

L'episodio si conclude con il compagno di cella di Ash che cerca di violentare di nuovo il ragazzino...

Divertente la scena in cui Ash, per passare ad Eiji - in visita al carcere - un biglietto in cui gli chiede di recuperare il campione di Banana fish (la droga che ha ridotto il suo fratello maggiore a un vegetale), lo bacia appassionatamente davanti a tutti... mettendogli in bocca il messaggio.

Bacio di Ash

Il turbamento di Eiji per l'esperienza lascia prefigurare interessanti sviluppi successivi... (che non ci saranno!).


Copertina di Banana fish n. 3

YOSHIDA, AKIMI, Banana fish 3, Planet Manga / Panini comics, Modena 2002.

Terzo episodio della serie di manga giapponesi Banana fish.
Alle prese col suo compagno di cella che vuole violentarlo, Ash ovviamente riesce a sopraffarlo e dargli una lezione.
Esce dal carcere in libertà provvisoria, ma è sempre inseguito dagli uomini di Papa Dino, che vogliono che riveli dove sia il campione di "Banana fish", prima di ucciderlo.
Da parte sua Ash vuole uccidere Papa Dino: suo fratello è infatti morto (grazie agli uomini di Papa Dino) senza mai riprendersi dagli effetti di "Banana fish". Ash sfugge quindi ai suoi accompagnatori, portando con sé Eiji, e tende un agguato a Papa Dino il giorno in cui va a cena in un ristorante... che è in realtà solo una copertura per il suo traffico di bambini da prostituire a personaggi ricchissimi e potenti.
Fallito l'agguato, ferito, Ash coi suoi accompagnatori tornerà alla casa natale per vedere se tra gli effetti del fratello morto si trovino foto e nomi che possano far risalire agli spacciatori di "Banana fish".
Il padre lo accoglie non proprio con gioia, chiedendogli sarcastico se i suoi accompagnatori siano clienti da lui adescati.
Ma durante il soggiorno l'intimità fra lui ed Eiji cresce...


Copertina di Banana fish n. 4

YOSHIDA, AKIMI, Banana fish 4, Planet Manga / Panini comics, Modena 2003.

Quarto episodio della serie di manga giapponesi Banana fish.
Qui l'aspetto di "poliziesco d'azione" inizia a prendere il sopravvento e la vita di Ash inizia a passare in secondo piano.
Ma non prima che abbiamo saputo da padre la storia di Ash: violentato ad otto anni da un potente uomo politico locale, la denuncia non aveva sortito alcun effetto. Da qui il paterno consiglio: se ti succedesse di nuovo, almeno fatti pagare. [Credo che questa autrice, o la morale giapponese che esprime, o tutte e due, siano mostruose].
Ash ha preso sul serio il consiglio, ma ad otto anni ha ucciso un cliente che non lo voleva pagare. Ma nella casa del pedofilo erano state trovate ossa di bambini, da lui uccisi. Da qui era iniziato il calvario di Ash.

Per quanto riguarda la trama di questo episodio, Papa Dino ha capito dove sia andato Ash, ed ha mandato i suoi uomini a catturarlo. Ma costoro falliscono, e Ash e i suoi amici vanno a Los Angeles, a cercare una persona trovata nelle carte del fratello: un chimico, l'inventore del Banana fish.
Ma nella casa l'uomo non c'è, c'è solo il suo figlio adottivo, l'apparentemente effeminato Youssis, un cinese sedicenne, dai lunghi capelli. Che però non è chi dichiara di essere.
Papa Dino intanto s'è assicurato l'appoggio della mafia cinese per recuperare Ash. E...

Due altri momenti significativi in questo episodio: il fotografo giapponese, Ibe, ammette (p. 18) che Eiji non era in realtà il assistente. Lo ha solo portato con sé perché "gli deve molto". Dopo tutto Eiji è stato il suo primo modello. E chi vuole capire, avrà qui bel che capito il motivo per cui Ibe se la prenda tanto per quel cretino di Eiji, che a parte cacciarsi nei guai e cadere in estasi per il bell'Ash non sa fare altro...

Infine (p. 162), quando la situazione si fa cupa, e Ibe parla di tornare subito in Giappone, sia Eiji che Ash hanno una mezza crisi isterica di sconforto.
Ah, che cose meravigliose sa fare la profonda "amicizia" per un... semi-sconosciuto!


Copertina di ''Banana fish'' n. 5

YOSHIDA, AKIMI, Banana fish 5, Planet Manga / Panini comics, Modena 2003.

Quinto episodio della serie di manga giapponesi Banana fish.
La mafia cinese è riuscita a rapire Eiji e a catturare Ash, i suoi amici, e il chimico inventore di Banana Fish. Che, si è scoperto, era stata sperimentata dall'esercito in Vietnam (fra gli altri, anche sul fratello di Ash) perché permette di controllare la coscienza di chi l'assume, instillandogli ordini post-ipnotici.
I cinesi consegnano tutti a Papa Dino, assieme a Youssis (specificando che se gli piace può farne l'uso che crede). E in effetti quando giunge la notizia dell'arrivo a New York di Ash, Papa Dino era a letto assieme a Youssis ed Eiji, nudo e legato, e stava proprio per...
I prigionieri vengono tutti portati a pranzo, un pranzo di lusso, nel quale Papa Dino ricorda ad Ash quante cose avesse fatto per lui e gli avesse insegnato quando era il suo toy-boy. Da merce più pregiata del suo bordello minorile, a giocattolo personale del boss e suo potenziale erede... Ma no, Ash gli si è rivoltato contro!
Dopodiché Dino porta tutti nella stanza delle esecuzioni capitali. Dove fa entrare una cavia a cui è stato iniettata Banana fish (che è riuscito a far sintetizzare di nuovo): si tratta di uno dei compagni di Ash (che aveva tradito il suo capo).
Il test: sulla base del comando post-ipnotico deve uccidere e sbudellare Eiji.


Copertina di ''Banana fish'' n. 6

YOSHIDA, AKIMI, Banana fish 6, Planet Manga / Panini comics, Modena 2003.

Sesto episodio della serie di manga giapponesi Banana fish.
L'omoerotismo ha poco spazio in questa puntata, quasi tutta di azione. Per non guastare la sorpresa a chi volesse leggerlo, dirò solo che ovviamente Ash riesce a salvare Eiji e ad uccidere il suo assalitore, e a liberarsi, anche grazie all'aiuto di Youssis, che liberando Ash riesce a suscitare un trambusto utile a rubare la formula di "Banana fish", da mettere a frutto per la mafia cinese. Accresce il trambusto l'attacco di due bande di ragazzi di strada, per liberare Ash e il suo amico.
Quanto all'omoerotismo, c'è giusto qualche momento romantico quando Ash trova Eiji (che era stato destinato al piacere di Papa Dino e al suo bordello) e deve nuovamente separarsi da lui per scappare divisi. Ma nulla di più.
 


Copertina di ''Banana fish'' n. 7

YOSHIDA, AKIMI, Banana fish 7, Planet Manga / Panini comics, Modena 2003.

Settimo episodio della serie di manga giapponesi Banana fish.
Ash sta preparando la sua vendetta su Papa Dino Golzine. E intanto convive con Eiji. L'autrice mostra in tutta una serie di aneddoti la loro intimità, il fatto che solo Eiji riesce a comunicare serenità ad Ash, e che lo accudisce come una mogliettina.
Ma fra i due s'innalza come una barriera il tabù dell'omosessualità: quando Ash comunica ridendo di essere biondo anche sul pube, ed Eiji dice ridendo "fa' vedere" (p. 35) la reazione è imbarazzo e paura. Ok, abbiamo toccato un tasto che l'autrice, visto l'anno di pubblicazione, non poteva infrangere.

Per il resto, in questo episodio Dino Golzine corrompe il sindaco di New York per far dare la caccia ad Ash da parte di tutti i poliziotti. Ash reagisce entrando nel sistema informatico della mafia còrsa (quella di Dino) rubandogli parecchio denaro e facendo ricadere la colpa del furto su di lui: per l'impresa usa la password di Papa Dino, carpitagli quando era il suo giocattolo sessuale.
Dino, chiamato in Europa a rendere conto dell'accaduto, incarica un teppista rivale di Ash di ucciderlo, in sua assenza.
Ed Ash si prepara allo scontro mortale... e a rimandare Eiji in Giappone.


Copertina di ''Banana fish'' n. 8

YOSHIDA, AKIMI, Banana fish 8, Planet Manga / Panini comics, Modena 2003.

Ottavo episodio della serie di manga giapponesi Banana fish.
"A me non è permesso frequentare il mondo normale. Chi mi circonda è costantemente in pericolo" (p. 86). Così Ash giustifica ad Enji il fatto di non avere nessuna avventura con ragazze (così come non ne ha avute nemmeno Eiji, che a quanto dice risulta, a 19 anni, completamente "vergine").
A quattordici anni, spiega Ash, c'era una ragazza che avrebbe voluto diventare "la ragazza del capo", con lui. Ma fu uccisa da chi pensava che lo fosse già, a titolo di vendetta trasversale... Quindi...
Questo discorso anticipa di poco il tentativo di Ash di mettere su un aereo Eiji (senza che il giapponesino lo sappia). Ed è quindi la spiegazione al tempo stesso del gesto che Eiji sta per subire, e il motivo per cui Ash non si mai spinto a "consumare" un rapporto che è palesemente d'amore.
Metà di questo episodio è dedicato al complicatissimo duello rusticano fra Ash e il suo rivale, Arthur, nel quale finiscono per essere coinvolte diverse bande di piccoli criminali. La puntata si chiude a duello non ancora concluso, in metropolitana.


Copertina di ''Banana fish'' n. 9

YOSHIDA, AKIMI, Banana fish 9, Planet Manga / Panini comics, Modena 2003.

Nono episodio della serie di manga giapponesi Banana fish.
Visto che siamo solo a metà della serie (che comincia a diventare un po' lunghetta: tanti colpi di scena, e mai che arrivi "il" colpo di scena d'una dichiarazione d'amore...) è palese che nel duello Ash vince e Arthur muore.
Ash, gravemente ferito, è portato in ospedale. Eiji, fuggito ai suoi accompagnatori e ancora a New York, è fatto prigioniero da Youssis (alias Yue-Lung Lee), che grazie a "Banana fish", somministrata al boss newyorchese della mafia cinese, è diventato il burattinaio che ne tira i fili.
Ma Banana Fish è ormai utilizzata per fini politici sempre più sporchi, come omicidi di avversari politici da parte di parlamentari. Ash viene quindi prelevato dall'Fbi in ospedale  e trasferito in un "centro d'igiene mentale". In realtà se ne vuole fare una cavia, per le sue eccezionali doti d'intelligenza (...manca solo che sappia anche volare ed è pari a Superman...).
Come si vede, in questa puntata non c'è praticamente nulla di omoerotico. Anche se (p. 49) Ibe, in attesa (vana) all'aeroporto, si chiede se non sia un male separare di due "amici", visto che Eiji da quando sta con Ash è rinato; Ash (p. 108) s'infuria perché le infermiere lo corteggiano, e infine (p. 116) un politico che manovra la vicenda ricorda di aver conosciuto Ash nel bordello di Papa Dino.


Copertina di ''Banana fish'' n. 10

YOSHIDA, AKIMI, Banana fish 10, Planet Manga / Panini comics, Modena 2003.

Decimo episodio della serie di manga giapponesi Banana fish.
Comincia a mostrare un po' la corda questa serie, visto che ricorre a riempitivi da sceneggiato televisivo d'azione (i fuggitivi sopra a un ascensore, il piede che scivola, la mano che si aggrappa all'ultimo istante e i nostri eroi appesi per una mano sola e penzolanti... ohhhh.... riusciranno a cavarsela? ...Come se non sapessimo già che ovviamente sì, se no cosa succede nei prossimi 9 albi?).
Questa banalizzazione è anche la conseguenza diretta della rinuncia a delineare (come avveniva nei primi numeri) l'ambiguo rapporto fra Ash ed Eiji, che aveva un solo, ovvio, sbocco possibile... che però si è scelto di non sfruttare.

In questa puntata Ash sta per essere usato come cavia umana per l'uso militare e politico di "Banana fish" (la stessa Cia è coinvolta nel gioco) ma viene salvato in extremis, già sul tavolo operatorio, da Papa Dino. (Ne siamo debitamente impressionati, ovviamente...).
Per il resto, business as usual: Eiji riesce ad evadere, non senza l'acquiescenza di Yue-Lung Lee, e da parte sua Ash, reduce da un duello in cui è stato quasi ucciso, ancora intontito dall'anestesia dell'operazione rimandata, attira nella sua cella una guardia (prima facendo la checca puttana davanti alla telecamera di sorveglianza, poi promettendole un rapporto orale) e riesce a sopraffarla a mani nude e ucciderla! I finocchi, ultimamente, sanno farsi valere, eh?
L'albo si conclude con Ash in fuga, inseguito dai cattivi... Riuscirà il nostro eroe a cavarsela? Oh, suspense insostenibile...


Copertina di ''Banana fish'' n. 11

YOSHIDA, AKIMI, Banana fish 11, Planet Manga / Panini comics, Modena 2003.

Undicesimo episodio della serie di manga giapponesi Banana fish.

Buona parte della puntata è dedicata alla fuga di Ash dall'ospedale. Anche qui la sua bellezza lo aiuta: per uscire si traveste infatti da infermiera… ed è perfino costretto a pestare un paio di componenti del personale perché troppo portati alle molestie sessuali…

Una volta fuori Ash riprende contatto con la sua banda, e si concede perfino (pp. 90-91) un lungo abbraccio con Eiji. Ma nulla di più: l'autrice ha ormai fatto la scelta di non spingere il fumetto oltre un certo livello. Anzi, in una lunga scena di dialogo (pp. 107-115) fra i due adolescenti, nella quale Ash finalmente ammette di avere bisogno della presenza fisica di Eiji, (che, tontolone, la prende come un gioco: "Mi tirerebbe su di morale... dai, me lo ridici?"), a un complimento di Ash, "Tu non hai certo bisogno di dimagrire", Eiji lo sfotte chiedendo: "Ma che dici? Sei forse gay?".
E va be'. Vorrà dire che ci rassegneremo ad arrivare al finale senza che l'ovvio sia mai accaduto. Peccato.

Nel frattempo, mentre i due ragazzini giocano a non fare gli amanti, Dino Golzine e Yue-Lung Lee / Youssis si alleano, impegnandosi ad uccidere l'uno i fratelli maggiori di Yue-Lung, a capo della mafia cinese, l'altro l'intera "cupola" della mafia corsa, in modo da restare entrambi capi assoluti delle rispettive cosche.

E nemmeno Ash è stato dimenticato: un abilissimo killer, Blanca, è stato sguinzagliato sulle sue tracce…


Copertina di ''Banana fish'' n. 12

YOSHIDA, AKIMI, Banana fish 12, Planet Manga / Panini comics, Modena 2004.

Dodicesimo episodio della serie di manga giapponesi Banana fish.
L'inizio è divertente. Ash si prepara per andare a prostituirsi. Suscitando l'ovvio sconcerto di Eiji. Ovviamente si tratta solo di un astuto piano: riuscire a introdursi, sostituendosi a un vero prostituto, nell'appartamento di un ex cliente del bordello di Dino Golzine, un uomo politico. Quando Ash faceva parte del bordello, aveva conosciuto (intimamente…) quel cliente, ed oggi, facendo due più due, sospetta che sia lui a garantire il collegamento che permette a Golzine di trattare col governo per l'uso politico-militare di "Banana fish".
Lo stratagemma di Ash riesce, ma prima che il politico "canti", qualcuno provvede a metterlo a tacere.

Ash si sente braccato, e non gli fa certo cambiare idea il fatto che lui e il suo amato Eiji iniziano ad essere bersagliati da attentati "di avvertimento".
Infine Yue-Lung Lee, Golzine e Blanca telefonano ad Ash intimandogli di presentarsi, se non vuole che cessino gli "avvertimenti" e s'inizi a fare sul serio. E a p. 107, in modo molto indiretto, Blanca fa capire con una domanda che Yue-Lung Lee odia Eiji perché ne è geloso.

All'appuntamento coi tre compari, nel corso del quale Ash chiama "sorellona" (p. 139) l'effeminato boss cinese (ma allora si vuole che si pensiamo che è omosessuale anche lui? ...oltre tutto a un certo punto costui si fingerà amante di Blanca per far fuggire una donna con cui stava flirtando), il biondo eroe si dimostra pronto a morire per l'"amico" Eiji. Suscitando l'ira di Yue-Lung Lee (allora era proprio gelosia! "Perché per uno come lui tu fai tutto così facilmente?", p. 146).
Il castigo sarà terribile. Se vuole salvare l'insipido Eiji, Ash dovrà consegnare se stesso, e tutto quanto hanno raccolto i suoi amici giornalisti, su "Banana fish". Diverrà inoltre lo schiavo sessuale di Golzine, ma almeno l'insopportabile giapponesino cretino sarà salvo.
E Ash accetta.

Tuttavia prima di andarsene ingaggia uno scontro di lotta con Blanca, che è stato il suo maestro di lotta e armi, e che lo ha amato (e confessa che la fiamma arde ancora: "Anche io ti desidero, Ash", p. 179).
Blanca vince lo scontro, e gli consiglia di tornare sotto l'ala di Golzine, di cui sarebbe l'erede.
Ma Ash non ne vuole sapere. Ora che ha uno come Eiji che si preoccupa per lui senza chiedere nulla in cambio, prova una gioia che non ha mai provato in vita sua. Il resto non conta.
Gran bella cosa, l'"amicizia"…

In questa puntata, dopo gli albi di sola "azione", l'ambiguo legame affettivo tra i due ragazzi, e il contesto omosessuale da cui era nata l'intera vicenda, tornano all'improvviso in primo piano, e con prepotenza.
Non so se il "non detto" sia tipico della letteratura giapponese, di questo genere di fumetto, o semplicemente una caratteristica di questa autrice, ma in questa puntata il "non detto" amoroso si lacera più di una volta, lasciando intravedere i sentimenti amorosi e il desiderio di Yeu-Lung Lee, di Blanca, e perfino un poco di Eiji. Che vorrebbe portare via con sé, in Giappone, il biondino assassino... Averne uno in famiglia, in effetti, può far sempre comodo.


Copertina di ''Banana fish'' n. 13

YOSHIDA, AKIMI, Banana fish 13, Planet Manga / Panini comics, Modena 2004.

Tredicesimo episodio della serie di manga giapponesi Banana fish.
 
Viso di Ashura. Arte giapponese.
Viso di Ashura. Arte giapponese.
All'inizio di questa puntata Shuniki, l'"amico" giapponese di Eiji, rivela apertamente le radici dell'ispirazione del personaggio di Ash, che fin dal nome è esemplato sugli ashura, esseri della mitologia buddista a metà strada fra il mondo divino e quello umano, spietati assassini, ma dal viso dolcissimo (noi occidentali diremmo "angelico") di giovane. Se così stanno le cose, si spiega meglio l'aspetto superomistico, anzi, semidivino, del giovane protagonista.

La parte iniziale di questo episodio è dedicata all'esecuzione delle condizioni imposte ad Ash. Che dopo aver recuperato tutte le prove dell'esistenza di "Banana fish", scompare.

Eiji (che a p. 78 indossa, dettaglio delicato indicativo di un'intimità, una maglietta con la scritta "Fish bone" che nelle puntate precedenti era apparsa addosso ad Ash) inizia a cercare l'"amico" nel mondo delle gang newyorkesi. Ottenendo ascolto da parte del giovanissimo cinese Sin Su Rin (sic: è noto che i nomi cinesi contengono la lettera "r"). Che lo porta da Yeu-Lung Lee, il quale gli rivela l'accaduto e lo accusa di essere stato, con la sua incoscienza infantile, causa della rovina di Ash.

Ash nel frattempo è usato, ed esibito, da Golzine. Che ne sfrutta la mente per elaborare piani di colpi di stato e sovversioni per i suoi compari del governo americano.
L'esibizione di Golzine va però un po' troppo oltre, spingendosi a portarlo con sé all'opera ad ascoltare Mozart (per prudenza, però, solo sotto l'effetto di una sostanza che dilata le pupille).
Ash viene così visto in tv dai suoi amici, sia dal giornalista Max Lobo (che non ha cessato d'investigare), sia da Sin Su Rin. Che decide di liberarlo.

Ash però ha deciso di lasciarsi morire di fame.
Golzine non vuole permetterglielo. Ha altri piani: lo vuole adottare come figlio. E qui Ash esplode, rinfacciando tutti i modi in cui era stato usato sessualmente, ironizzando sul fatto che ora si pretenderebbe da lui pure gratitudine, per questo. Ma per Golzine non c'è problema: si tratta solo di domare il giocattolo. A cui promette di trasformarlo in breve in una devota mogliettina. Il frisson sadomaso non guasta mai...

Purtroppo questo fumetto, che è fondamentalmente omofobo, riserva gli aspetti sessuali esclusivamente ai personaggi malvagi e alle situazioni di stupro. Il solo amore omosessuale nobile di questa vicenda non viene mai consumato, anzi, nemmeno nominato.


Copertina di ''Banana fish'' n. 14

YOSHIDA, AKIMI, Banana fish 14, Planet Manga / Panini comics, Modena 2004.

Quattordicesimo episodio della serie di manga giapponesi Banana fish. Qui si ritorna all'azione, e l'aspetto affettivo passa di nuovo in secondo piano.
Le gang degli amici di Ash ha deciso di liberarlo in occasione della festa in cui Golzine annuncerà la sua adozione come figlio. Alla quale, per prudenza, lo porta nuovamente privato della vista.
Non servirà: anche grazie all'aiuto di Blanca (che si asterrà dall'intervenire), il colpo avrà successo.

La maggior parte dell'episodio descrive il combattimento alla festa, e la fuga per le fogne di New York. E per una volta è Eiji a dimostrarsi disponibile al sacrificio per salvare l'esausto Ash.

Che infatti riesce ad essere portato (svenuto) alla luce, grazie a una diversione organizzata da Eiji, che resta nel sottosuolo.


Copertina di ''Banana fish'' n. 15

YOSHIDA, AKIMI, Banana fish 15, Planet Manga / Panini comics, Modena 2004.

Quindicesimo episodio della serie di manga giapponesi Banana fish.
Anche qui abbiamo soprattutto azione.
Ash attira su di sé l'attenzione per permettere ad Eiji ed agli altri di uscire dal sottosuolo. Sgomina a questo scopo un intero esercito di scagnozzi che Yue-Lung Lee gli ha scatenato addosso, e riesce nell'intento, scansando le pallottole di Blanca; baratta anzi la vita di Yue-Lung Lee con quella di Eiji, riottenendo il suo prezioso bambolotto.
E già che c'è, organizza anche il salvataggio, armi alla mano, d'un gruppo di cinesini, catturati nelle fogne e finiti nelle mani assai vendicative della mafia cinese di Yue-Lung Lee.

Dopodiché si mette sulle tracce di Frank Zaleb, l'uomo che lo aveva violentato e avviato alla prostituzione. A questo scopo entra nel bar gay posseduto da Zaleb, e poiché lo accompagna Max Lobo, "per non dare nell'occhio" finge d'essere suo amante, suscitando per questo la nausea dell'amico. In senso letterale: Lobo è costretto ad andare in bagno a vomitare. Questo, credo, la dice più lunga di mille trattati sulla mentalità omofoba di questa autrice, che pure si diletta ipocritamente a titillarci con l'omosessualità, salvo propinarci queste tirate moralistiche sulla "nausea" che l'omosessualità suscita...

Sia come sia, Ash estorce a Zaleb le foto porno pedofile di tutti i politici e Vip che hanno fatto sesso coi suoi ragazzini, compreso Ash stesso.
Ash consegna le foto al redattore che ha affidato a Max Lobo le indagini su Banana fish.
Ma Lobo brucia quelle di Ash. Per rispetto...


Copertina di ''Banana fish'' n. 16

YOSHIDA, AKIMI, Banana fish 16, Planet Manga / Panini comics, Modena 2004.

Sedicesimo episodio della serie di manga giapponesi Banana fish.
Di rilevanza gay in questa puntata c'è solo la notizia dell'assassinio di Frank Zaleb, da parte di un mercenario assoldato dalla mafia corsa che gli ha così tappato la bocca.
Alle pp. 37-38 c'è una ributtante scena di riconoscimento di un braccio amputato a Zaleb, riconoscibile da un tatuaggio, da parte della "moglie"... che è un uomo. ("Sì, si sono sposati in California. Anche se è un uomo, è registrato come 'moglie'"). E il giovanotto biondo è apostrofato come "Mrs Zaleb".
Oltre che scorretta per la falsa notizia sulle inesistenti nozze gay in California (l'autrice palesemente non conosce ciò di cui straparla) la scena è ridicolmente omofoba.

Il resto dell'albo è occupato dal lunghissimo scontro a fuoco tra l'esercito di mercenari assoldato da Golzine e i ragazzi delle bande, capitanati da Ash.
Che dopo aver permesso loro di mettersi in salvo, si arrende per salvare gli amici.


Copertina di ''Banana fish'' n. 17

YOSHIDA, AKIMI, Banana fish 17, Planet Manga / Panini comics, Modena 2004.

Anche questo diciassettesimo episodio della serie di manga giapponesi Banana fish è dedicato soprattutto all'azione, che non racconto per non sciupare il gusto della lettura.

Il buon Ash (che a p. 64 viene presentato espressamente nelle fattezze mitologiche d'un semidio, per quanto demoniaco) ha il suo da fare per liberarsi dalle grinfie dei mercenari che lo hanno cattuato, con l'aiuto della banda cinese di Sin Su Rin. Armi alla mano, deve anche andare a liberare i suoi compagni presi prigionieri nell'episodio precedente. Ed ovviamente ci riesce.

Nella vicenda giocano un ruolo di rilievo il killer Blanca, che rivela per il suo ex allievo una specie di affetto paterno, o forse qualcosa di più (ma anche per lui l'affetto e l'amore sono debolezze pericolose, che mettono a rischio la vita, e quindi da evitare), e l'adolescente cinesino Sin, deciso ad aiutare Ash, nonostante il crescente malcontento dei suoi sottoposti per il fatto che prende ordini da un altro.

Nota: a p. 89 Ash scocca uno sguardo di gelosia a Eiji, quando costui gli propone di agire da solo assieme a... una donna. Insomma, l'autrice ha ormai deciso che quello fra i due ragazzi è amore.


Copertina di ''Banana fish'' 18

YOSHIDA, AKIMI, Banana fish 18, Planet Manga / Panini comics, Modena 2005.
Diciottesimo episodio della serie di manga giapponesi Banana fish.


Copertina di ''Banana fish'' 19

YOSHIDA, AKIMI, Banana fish 19, Planet Manga / Panini comics, Modena 2005.
Questo è il volume conclusivo del ciclo di Banana fish.

Non vorrei entrare troppo nei dettagli per non sciupare il gusto della lettura a chi ama la sorpresa, ma non posso tacere il fatto che, posta di fronte alla scelta di (1) lasciare le cose in sospeso con un lieto fine, come nel finale del volume precedente (che in origine era il finale "vero"), (2) sciogliere infine il nodo ambiguo del rapporto affettivo tra i due protagonisti (permettendo loro di vivere come coppia, "altrove": in Giappone), o (3) fare in qualche modo espiare gli innumerevoli delitti al demoniaco Ash, l'autrice opta per la terza soluzione.

Ash, distratto dal suo amore per Eiji, cala la guardia, e ciò gli costa la vita; in qualche modo la sua morte è anche un suicidio espiatorio. Probabilmente per la morale giapponese (e non solo...) sarebbe stato eccessivo permettere un "lieto fine" e una nuova vita a una persona colpevole di decine d'assassinii, un essere i cui lati "demoniaci" sono stati sottolineati più e più volte (anche in questo volumetto). Non si introducono diavoli nell'onorata terra degli avi... ma nel mondo dei fumetti non li si lascia neppure col cuore spezzato a New York....
Ash sa, quando si lascia morire senza reagire, che la sua morte è un'espiazione, ma al tempo stesso anche un'apoteosi: la morte è infatti la prova del fatto di avere goduto nella sua breve vita di un amore vero: quell'amore che per uno come lui era un lusso, un pericolo mortale che, semplicemente, non si poteva permettere di vivere. Lo ha voluto provare, gli è stato fatale, però lui è morto felice per il fatto di averlo provato. Amen.

L'epilogo occupa, sorprendentemente, pochissime pagine (pp. 6-35) di questo albo, come se l'autrice avesse avuto fretta di arrivare al finale (magari per mettersi definitivamente al sicuro dal rischio che le fans la costringessero a proseguire questa saga interminabile, alla quale avrebbe certo giovato una maggiore brevità, dato che le situazioni finiscono per ripetersi...).
Ma oltre a ciò, all'autrice premeva soprattutto darci un completamento della vicenda con un antefatto e un seguito, "otto anni dopo", per sciogliere infine gli elementi lasciati deliberatamente ambigui per tutta la serie.

Il primo dei due episodi aggiuntivi ("Angel eyes", pp. 36-115) ci mostra Ash quindicenne in carcere. Bellissimo, attira il desiderio sessuale dei carcerati, che si battono per farne un giocattolo erotico. Ma quell'aria infantile nasconde un carattere demoniaco, un assassino spietato in grado di farsi rispettare con le maniere forti. Il carattere "demoniaco" di Ash è sottolineato ripetutamente, nel caso ci fosse sfuggito.
L'episodio ci mostra anche le radici dell'amicizia con Shorter Wong, che era apparso nei primi episodi ed era stato il capo della banda di Sin prima d'essere ucciso.

Il secondo episodio, "Il giardino di luce" (pp. 116-185) ci mostra Eiji e Sin otto anni dopo la morte di Ash, ed è scritto palesemente per dare una risposta alle domande sulla natura della relazione fra Eiji e Ash. L'autrice chiarisce: era un amore di natura omosessuale.

Con tutto il pudore richiesto da questo genere letterario, Eiji e Sin ci vengono mostrati adulti, a New York.
Eiji (che ora fa il fotografo) non aveva in realtà preso l'aereo, e in Giappone era atterrato solo il suo maestro, Shunichi Ibe (in una vignetta apprendiamo che Eiji era stato il suo primo modello, prima di diventare il suo assistente, il che ci autorizza a pensare che fossero stati amanti - questo genere letterario non solo permette, ma addirittura incoraggia le letture "fra le righe").

Sin è diventato gran bel un pezzo d'uomo, ha mollato la delinquenza illegale ed ha abbracciato la delinquenza legalizzata, trasformandosi un uomo d'affari che traffica in export-import con la Cina. E nella migliore tradizione delle famiglie mafiose studia per avere un titolo in economia.

Dettaglio che avevo dimenticato di specificare: Eiji e Sin vivono assieme, e sono diventati talmente intimi che Sin ha imparato il giapponese.
La relazione è vista attraverso gli occhi della nipotina decenne di Eiji che va a trovarlo a New York; le rivelazioni sono quindi commisurate al grado di apertura che si può avere con una ragazzina di quell'età (anche se, parlando di Eiji e Ash, Sin è straordinariamente esplicito: il loro era amore, anche se non avevano mai avuto rapporti sessuali).
Ash incombe nei ricordi sia (soprattutto) di Eiji, sia (sorprendentemente) di Sin, che a posteriori scopriamo essere stato a sua volta innamorato del demonio biondo. L'arrivo della nipotina costringe i due a dare spiegazioni a lei, e così facendo a darsele a vicenda. Il risultato è catartico: la morte di Ash viene infine metabolizzata ed accettata, ed Eiji permette finalmente a Sin, che glielo chiede espressamente, di prendere nel suo cuore il posto che era stato di Ash.

Nemmeno qui l'omosessualità viene mai nominata come possibile scelta di vita in positivo, però ci si accorge del fatto che dopo tanti anni passati a girare attorno al tema,  l'autrice ha preso partito e ha deciso che per i suoi personaggi poteva andare bene. E che potevano essere felici anche essendo "così".

Applausi... e calo del sipario.


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Repositorio (Fumetti ancora da recensire).


 
 
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