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s. Alfonso de' Liguori (1696-1787)

Sant'Alfonso de' Liguori
Alfonso de' Liguori (1696-1787)

NOTA BENE. Questo testo è un semplice "appunto", pubblicato provvisoriamente in attesa di trovare il tempo
per curare o farne curare la traduzione, il commento, o entrambe le cose.

Da: Storia delle Eresie colle loro confutazioni [1772] [1]
.
Capitolo XI, Dell'eresie del sec. XVI.

Art. III. Dell'eresia di Calvino


/p. 208/ 71. Parlando poi delle qualità personali e pravi costumi di Calvino...
(...) 
... in quanto poi al vizio impudico.[2]almeno nella sua gioventù egli vi fu addetto, poiché scrive lo Spondano[3], che fu accusato de crimine pessimo [2]; ed il Bolseco narra nella di lui vita.[4], che Calvino in Noion fu condannato alla morte per lo peccato nefando, e solo a preghiera del vescovo gli fu mutata la morte in esser bollato col ferro infuocato. 
Dice non però Varillas[5], che nel registro di Noion si ritrova un foglio bianco di questa sua condanna, ma senza dichiararsene ivi la qualità del delitto; ma Bolseco scrive presso Natale Alessandro [6], che di questa sua condanna e delitto nominato si conservava l'istrumento [il documento, l'atto] nella città di Noion, e che fu letto dal Bertelerio segretario della repubblica di Ginevra, mandato a posta ad appurare la verità di questo fatto. 
Di più scrive il card. / p. 209 / Gotti[7], che quando Calvino dimorò in Engolemme, o sia Engolisma [8], e si trattenne ivi tre anni ad insegnare la lingua greca, per quel poco che ne sapea, fu ivi accusato dello stesso delitto, e condannato per le querele che ne fecero gli stessi figliuoli da lui ammaestrati; e riferisce le parole di Remondo[9], colle quali descrisse un tal fatto:
 
Aiunt quidam, et a multis scriptum invenio, Calvinum magni et detestabilis flagitii a primario Boncurrensis collegii sodali fuisse accusatum, et ad puerorum querelas contumaciae damnatum[10].
Queste sono le belle virtù de' falsi riformatori della chiesa.
§. 2. Di Teodoro Beza, degli Ugonotti, e di altri Calvinisti, 
che sconvolsero la Francia, la Scozia e l'Inghilterra.
 
72. Di Beza; sue qualità e vizj. (...)
72. Morì Calvino, e lasciò a dirigere quella misera città di Ginevra Teodoro Beza, degno suo successore così ne' perversi costumi, come nell'empia dottrina che seguì a promuovere. 
Nacque Beza, di nobil famiglia nella città di Vezelay in Borgogna a' 24. di giugno dell'anno 1519.
Fu educato da un suo zio, che gli fé studiare le lettere umane in Parigi, e poi la lingua greca in Orleans sotto Melchior Volmaro, che prima fu già maestro di Calvino nel greco e nell'eresia.
Beza era ben fatto, ed era ameno nel trattare, onde si faceva amare da tutti coloro con cui conversava.
Era poi molto inclinato all'impudicizia, onde il suo genio era alla[11]poesia amorosa, mentre stava impaniato nell'affetto verso d'una certa donna chiamata Claudia o Claudina, moglie di un sartore di Parigi, e verso di un certo giovine chiamato Audeberto.
Il zio gli rinunziò un priorato [12]che egli teneva, ed appresso gli lasciò anche la sua eredità; ma i vizj di Beza erano tanti, da non gli bastare quanto avea; egli dissipò il patrimonio paterno, dissipò l'eredità dello zio, e giunse anche a rubare i calici e gli ornamenti della chiesa della nazione borgognese che stava in Orleans, e di cui si trovava procuratore [13].
Fu accusato di questo furto; e dopo qualche tempo ne restò liberato [14]; ma poi si diede a pubblicare in Parigi un suo epigramma, dove spiegava l'affetto che portava a quel suo Audeberto: onde la corte di Parigi (alla quale Beza era già sospetto di delitto nefando), avendo esaminati quei versi abbominevoli, ne ordinò la carcerazione.
Beza allora, conscio del suo vizio, si pose in gran timore, perché si trattava di pena di fuoco, se si provava il suo misfatto; all'incontro si trovava molto povero, mentre non solo avea già dissipato il patrimonio e l'eredità nominata di sopra, ma di più aveasi venduto il priorato per 1200. scudi; ed inoltre, dopo venduto il priorato, avea commesso un altro furto, poiché ingannando i renditori [15]del suo beneficio si avea fatte dare le rendite prima che maturassero.
Perloché vergognandosi egli di tante sue infamie, si mutò il nome in Teobaldo di Maio, e se ne fuggì in Ginevra, dove sposò la sua Claudia che avea condotta seco, benché ancor vivesse il marito. 
Andò ivi a trovar Calvino, e Calvino sentendo ch'egli avea studiato sotto Volmaro, subito l'accolse, e colla sua autorità lo fé destinar professore di lingua greca, e poi nell'accademia di Losanna fu posto Beza a spiegare anche la teologia.
I ministri di quella città, benché fossero apostati, nondimeno sapendo le scelleraggini commesse da Beza, e vedendo il trattar inonesto che faceva, ricusavano di ammetterlo al ministero; ma Calvino ve lo sostenne: onde Beza lo venerava poi come un /p. 210 / suo nume, adorando i suoi scritti, le sue parole ed i suoi pensieri, in modo che lo chiamavano l'idolatra di Calvino, Calvinolatram [16].

L'autore ringrazia fin d'ora chi vorrà aiutarlo a trovare immagini e ulteriori dati su persone, luoghi e fatti descritti in questa pagina, e chi gli segnalerà eventuali errori in essa contenuti.

Note

[1] Il testo da: sant'Alfonso de' Liguori, Storia delle Eresie colle loro confutazioni, Paci, Napoli 1772, 3 voll., così come online sul sito "Eulogos / Intra Text", che lo riprende da: Opere dogmatiche, in: Opere di S. Alfonso Maria de Liguori, Marietti, Torino 1880, vol. VIII, pp. 5-440, alle pp. 208-210.

Sul tema si veda soprattutto: Leonardo Lessio (1554-1623), De Antichristo et eius praecursoribus, Plantin, Antwerp 1611. Contiene: De Antichristi praecursoribus disputatio (pp. 179-297), in cui vedi i §§ 46-61 col titolo: "Appendix de Calvino" (pp. 277-297).

LOUIS MAIMBOURG,  (1610-1686), Histoire du Calvinisme [1682], [online su mio sito]

Si veda anche HIERÔME HERMES BOLSEC (1___-1___), De vita, moribus, doctrina et rebus gestis Theodori Bezeae [1582], _________, Ingolstadt 1584. A p. 47 lo accusa di sodomia per le sue Iuvenilia. Anche a p. 27 su sodomia di Calvino. Capitolo 5.

Contra: JURIEAU o JURIEU, PIERRE (16__-16__), Histoire du Calvinisme et celle du Papisme mises en parallele, ou Apologie pour les Réformateurs, pour la Réformation, et pour les Réforméz (...) contre un libelle intitulé l'Histoire du Calvinisme par Mr. Maimbourg, Leers, Rotterdam 1683, 4 voll., Alle pp. 
133-147, cap. 8, "Apologie pour Théodore de Bèze".

[2] La sodomia. Stesso significato ha, qualche riga sotto, l'altro eufemismo "peccato nefando".

[3]. [(nota 4) Ad an.<num> 1534.] [Nota originale di Liguori]

[4]. HIERÔME HERMES BOLSEC  Histoire de la vie, moeurs, actes, doctrines, constance et mort de Calvin, . Alle pp. 135-136  28-29Ristampa a cura di L.F. Chastel, Scheuring, Lione 1875 (non vidi)]

[5]. [(nota 5) Al luogo cit. VARILLAS, ANTOINE (1624-1696), ]

[6]. [(nota 6) Cit. n. 16.]

[7]. [(nota 1) §. 1. n. 6.]

[8]Angouleme.

[9].[(nota 2) L. 1. c. 9. n. 2.]

[10]. "Dicono____ , e ricavo da molti scritti, che Calvino sia stato accusato di un grave e detestabile crimine dal ______ del collegio di Boncourt, e condannato in contumacia per le denunce dei bambini".

[11]"La sua disposizione andava verso...".

[12] Gli cedette una carica ecclesiastica, con annessa una rendita.

[13] "Di cui era amministratore".
[14] "Assolto".

[15] "Amministratori".

[16]. [(nota 1] Gotti c. 114. §. 4. n. 1. ad 6. Varillas to. 2. l. 18. p. 137.].


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