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Daniele Barbieri e Riccardo Mancini, Di futuri ce n'è tanti. Otto sentieri di buona fantascienza, Avverbi, Roma 2006.
 
Copertina di ''Di futuri ce n' tanti'', di Daniele Barbieri e Riccardo Mancini.

[Saggio]

Recensione di Giovanni Dall'Orto


La migliore "guida alla lettura" disponibile in italiano per chi si avvicina alla fantascienza.

Adesso finalmente so cosa consigliare ai miei più giovani amici che, sapendomi appassionato di fantascienza, mi chiedono "qualche consiglio per leggere qualcosa d'interessante". Ed il cui entusiasmo travolgente di fronte a "classici" indiscussi, magari prestati dal sottoscritto, non finisce mai di sorprendermi. La fantascienza sarà anche moribonda, eppure se proponi fantascienza decente la gente reagisce ancora con un entusiasmo che non si capisce da dove spunti, se davvero la SF è un genere letterario "decotto".

Forse metà del problema è che su un mercato come quello italiano, diventato al tempo stesso asfittico ed inflazionato, non esiste più modo di distinguere la m... dalla cioccolata. Ed annusando l'odore, i potenziali lettori se ne tengono alla larga. E a ragione, ahimè.

Ora per tutti i neofiti c'è questa deliziosa "guida allo sfruculiamento delle bancarelle" (o di ebay ed Amazon.it). Che personalmente ho trovato alquanto insipida, non avendoci letto nulla di più di quanto non avessi trovato nelle mie pluridecennali letture, ma che invece come guida per chi vuole avvicinarsi a questo genere letterario è insuperabile.

Lo è per molti motivi: il prezzo contenuto (12 euro), le dimensioni gestibili (161 pagine: anche ad essere pigri - o mooolto meticolosi - in qualche giorno al massimo si ha finito), il tono semplice e piano, l'assenza di ogni prurito di scrittura per "iniziati" - che è uno dei guai principali della fantascienza italiana.

Gli autori hanno letto centinaia di opere, hanno creato brevi riassunti per molte decine delle più significative e leggibili (veri e propri "classici"), e li hanno poi riuniti in "percorsi" in base all'affinità di tema (come robot, fantascienza spaziale, fantascienza sociologica, sessualità eccetera). Ed ecco pronto un bel catalogo su cui fare comodamente le proprie scelte.


Ovviamente, non tutti i buchi riescono con la ciambella attorno. Qualche difetto lo ha anche questo libro. A iniziare dal fatto che i testi citati tendono ad essere in gran maggioranza alquanto datati. Sembra quasi che negli ultimi 15 anni non sia stato pubblicato più nulla.
Se questa scelta si deve al fatto che le proposte di mercato in Italia negli ultimi dieci anni sono state drammaticamente schifose, magari due righe in più su questo fatto si sarebbero dovute scrivere. Se invece dipende dal fatto che il manoscritto ha balzellato da un editore all'altro per 15 anni prima di trovare uno sbocco... be', una rinfrescatina la si sarebbe dovuta dare...

Personalmente poi odio i libri che come questo accrocchiano le note tutte assieme alla fine. Visto che oggi esistono eccellenti softwares che permettono d'impaginare in automatico le note nella pagina di pertinenza, questo è ormai solo un vezzo figlio d'una pigrizia mentale inaccettabile.
Se si pensa che le note siano irrilevanti per la lettura del saggio, allora non servono e vanno omesse, se invece non lo sono, allora non ha senso obbligare il lettore ad andare a fine libro 316 volte in 160 pagine (ovvero 2 volte a pagina... uno strazio).


Per tornare al piatto positivo della bilancia, meriterebbero poi da sole l'acquisto la breve prefazione/saggio di Valerio Evangelisti e quella degli autori, che s'interrogano sul motivo per cui "la" rivista di fantascienza per antonomasia in Italia, "Urania" (alla cui grafica d'un tempo rende omaggio la spiritosa copertina di questo saggio) sia crollato nel giro di un decennio da 50.000 lettori ad appena 5.000 (e per cui il mercato della fantascienza sia in crisi in tutto il mondo).
Come correttamente sottolinea Evangelisti, è un segno dei tempi: la fantascienza

Vero. Non a caso i miei giovani amici a cui piace la fantascienza sono tutti di sinistra e politicamente impegnati. Non è un caso.

Questa di Evangelisti un'analisi tanto azzeccata che le perdono addirittura il reato di fare a pezzi con una frase di esilarante sarcasmo il mio idolo Greg Egan ("autore di roba illeggibile, che può essere compresa solo da analfabeti molto intuitivi, visto che il suo il suo valore letterario è nullo").


Insomma, da un lato questo libro è un po' superfluo per i lettori dalla scorza indurita per aver visto ormai ogni dramma della vita, compreso il più agghiacciante: l'esaurimento di quanto le bancarelle dell'usato potevano ragionevolmente offrire nel settore della fantascienza. Diciamo che è carino avere sottomano un elenco di tutte le cose che si sono lette in passato, però per questo scopo Anobii via via che passa il tempo diventa un rimpiazzo sempre più intrigante.

Ma dall'altro lato per coloro che stanno brancolando per trovare la strada in questa selva selvaggia ed aspra e forte che è la fantascienza, che (dopo aver letto due "Urania" a caso) nel pensier rinnova la paura (anzi, il terrore), ecco, questa guida è provvidenziale.

È la vostra Beatrice che, pagina dopo pagina, vi porterà in paradiso.
E pazienza se, invece dell'angelo Gabriele, a guardia troverete un signore panzone con una mezza sigaretta in bocca che biascicherà le immortali parole: "Fanno dodici euro", infilando le vostre prede polverose e un po' logore in un sacchetto frusciante... Il Paradiso non esiste (e se esiste, "può attendere"), mentre questa Beatitudine, sì.


Post scriptum sulla tematica gay:

Una delle otto sezioni tematiche della guida ("Sesso, amore più X", pp. 100-121) è dedicata alla sessualità. Purtroppo quest'opera, concentrandosi sui "classici",  "taglia fuori" tutta la letteratura più recente, cioè proprio quella del periodo in cui si concentra la parte maggiore degli scritti con tematiche lgbt della fantascienza.

Ciò nonostante la tematica lgbt non è del tutto assente dal volume:

Un po' poco, ma siamo in Italia, ed è sempre meglio poco che nulla...
 

 
 
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