Dalla
lettera: A
Francesco Bini [12/4/1534] [1]
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A Francesco
Bini
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A Francesco Bini
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Così vi dia Dio gratia d'havere un priapone grande per il vostro horto [2],
con una fuscina trabale fra gambe, & una falciazza in mano, &
che non s'accosti mai né brinata, né nebbia, né bruchi, né
vento pestilente[3]: & habbiate fave, & bacelli [4], & pesche, &
carotte tutto l'anno; |
Dio vi faccia la grazia di trovare per il vostro orto [2]
un
priapone grosso, che tenga fra le gambe un forcone lungo come una trave
e in mano una grossa falce, e che non gli capiti mai una
brinata, né parassiti, né vento che porta malattia [3];
e che abbiate fave e baccelli [4] e pesche e carote tutto l'anno, |
| si
come desidero d'havere io nel mio horticciuolo fallito quà giù, che
attendo pure a raffazzonarlo quanto posso, ma trovo finalmente che è
una gran differentia da gli huomini
a gli orciuoli [5]. |
come
vorrei averne io quaggiù nel mio orticciolo in rovina, che cerco di
curare per quanto posso, ma solo per scoprire che c'è una gran
differenza tra gli uomini e i vasi [5]. |
Pure vo driè, fazando el meio che posso, &
in tenui labor...[6].
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Ciononostante continuo a lavorarci, facendo il meglio che posso, e in "un lavoro
di poco conto..." [6], eccetera.
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| Stè con
Dio. |
Stàtemi con
Dio. |
| Da
Firenze, 12 aprile 1543. |
Da
Firenze, 12 aprile 1543. |
Gemma
romana con Priapo.
Acquarello del XVIII secolo.
L'autore ringrazia
fin d'ora chi vorrà aiutarlo a trovare immagini e ulteriori dati
su persone, luoghi e fatti descritti in questa pagina, e chi gli segnalerà
eventuali errori in essa contenuti.
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Note
[1]
Il testo da: Delle lettere facete, et piacevoli di diversi huomini
(...) raccolte per M. Dionigi Atanagi. Libro 1, Salicato,
Venezia
1601, pp. 30-31. (Online su
archive.org).
Poi in: Opere di Francesco Berni, Sonzogno, Milano
1928, pp. 328-329.
La parafrasi in italiano moderno è mia.
Per una lettera altrettanto allusiva del destinatario si veda qui.
La
lettera è
giocata interamente sul doppio senso burchiellesco
della
parola "orto", cioè "ano". Tuttora in Argentina "orto" ha questo
significato... come rammento ogni volta che pronuncio il mio cognome
davanti a
un argentino!
[2]
In teoria, una statua di Priapo, dio
della fecondità rappresentato
sempre con il membro in erezione, che veniva messo nei campi dagli
antichi
romani per propiziare il raccolto. Ma per traslato, un "priapo" è
anche un membro virile.
[3]
Malattie veneree.
[4]
Ancor oggi in Toscana "fava" = membro maschile.
Gli
altri ortaggi
elencati, nella poesia
bernesca indicano
tutti
il membro virile.
[5]
"Una cosa è occuparsi di uomini, un'altro di agricoltura".
Ma la
frase nasconde un indovinello: ipotizzo che la risposta sia che se gli
orci si
rompono si possono aggiustare, gli uomini no (?). Sia quale che sia la
risposta giusta, il concetto è qui che Berni soffriva di una
qualche malattia all'"orto", che gl'impediva di farlo "coltivare".
[6]
Citazione da Virgilio, Georgiche V 6: "In
tenui labor at tenuis non gloria", "un lavoro di poco conto, ma non di
poco merito".
E si ricordi che l'espressione "andar dietro" (qui in forma dialettale nord-italiana: "drio" o "dré") era sinonimo di "sodomizzare".
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