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Carlo Cusani


Leo Longanesi: caricatura di "invertito" per
"Il Borghese", 27 novembre 1958.

Il Sottosegretario e la giovane Guardia  [1958] [1]

Secondo quanto hanno riferito da Londra alcuni corrispondenti, l'arresto del Sottosegretario al Foreign Office-[2]-sorpreso nei pressi di Buckingham Palace in compagnia di un giovane soldato della Guardia della Regina, si verificò in circostanze umoristiche. 
Guardia RealeInfatti, i poliziotti che scoprirono la coppia nel parco dietro la Reggia, in un primo tempo, data l'oscurità, ritennero di avere a che fare con una donnina allegra intenta a soddisfare i desideri di un cliente ritardatario. Ansiosi di "bloccare" la professionista in atteggiamento tale da renderle impossibile ogni difesa dinanzi al Magistrato, i poliziotti si lanciarono di corsa verso le due ombre, e caddero lunghi distesi: avevano incespicato nel colbacco della giovane Guardia, che era stato depositato sul terreno per comodità.

Ora, questo colbacco abbandonato sul prato per amore di un Sottosegretario al Foreign Office, è veramente il simbolo dell'episodio di cui oggi discute tutta l'Inghilterra. E ciò perché, negli ultimi tempi, i reati sessuali, comprese le "deviazioni", son divenuti argomento di discussione quotidiano per il Parlamento e per i giornali inglesi.

"Di tutte le aberrazioni", scrisse De Gourmont, "la più singolare è forse la castità". Ebbene, l'Inghilterra d'oggi sta facendo il possibile per adeguarsi a questo celebre motto.

Circa un anno fa, la stampa di tutto il mondo sì occupò a lungo del celebre "rapporto Wolfenden" sulla possibilità di convivenza tra la vita pubblica e i vizi privati, redatto per conto del Departmental Committee for Homosexual Offences and Prostitution, e presentato al Parlamento britannico. 
Il rapporto sosteneva l'opportunità di abolire le disposizioni legislative in vigore-[3]-contro i colpevoli di reati omosessuali, e conteneva dati statistici molto precisi al riguardo.

Il "comitato Wolfenden" venne nominato, nel 1956, in seguitò alle polemiche provocate dal libro di un omosessuale, Peter Wildeblood, che nel 1954 era stato condannato per il ruolo ricoperto in un episodio molto scabroso.
 

Peter Wildeblood (1923-1999) nel 1959
Peter Wildeblood (1923-1999) nel 1959.

In questo libro, il Wildeblood scrisse addirittura: 
 

"Ci sono migliaia di uomini in queste condizioni, ai quali la legge proibisce di cercare uno sfogo sessuale, anche tra loro. 
Per l'omosessuale, questo è ingiusto

Egli non desidera sedurre bambini, non soltanto perché lo considera fondamentalmente immorale, ma perché non ne sente alcun bisogno.

È difficile che avvicini adulti normali, perché sa che essi anche se attraenti per lui, non vorranno avere nulla a che fare con un omosessuale...

D'altra parte, non vede perché dovrebbe essere condannato alla perpetua continenza, quando ci sono tanti uomini come lui, con i quali sarebbe possibile creare un rapporto che non sarebbe dannoso per nessuno.

Questa è la moralità dell'omosessuale e la mia".

Le parole del "deviazionista" dichiarato Wildeblood trovarono poi autorevolissimo appoggio in alcune dichiarazioni dell'Arcivescovo di Canterbury, pubblicate nelle "Canterbury Diocesan Notes". 
L'Arcivescovo ricordò infatti che: 
 

"esiste un sacro regno dell'intimità per ogni uomo e ogni donna, dove essi prendono le loro decisioni e fanno la loro scelta, creano il loro carattere e dirigono i loro desideri, un regno con tutti i diritti e tutte le libertà, compresa, nella provvidenza del Signore, la libertà di dannarsi, nella quale la legge, generalmente parlando, non deve intervenire... 

Anche i saggi e bene intenzionati compilatori delle leggi devono impedirsi di invadere con le armi del codice penale questa regione dei diritti e dei torti privati, della moralità e dell'immoralità; perché è molto facile intervenire a sproposito e defraudare gli uomini della propria libertà di scelta".

Insomma, chi in nome della necessità di difendere i bambini dai possibili adescatori, chi in nome della libertà, i sostenitori della "tesi Wolfenden" furono molti, e autorevoli. 
Fra costoro, anche il Sottosegretario al Foreign Office arrestato la sera del 19: evidentemente il parlamentare si trovava, meglio di tanti altri, nella posizione più adatta per valutare l'opportunità di escludere certe "deviazioni" dai rigori della legge.

Edward Carpenter (1844-1929)Tutto ciò non rappresenta per il pubblico inglese una novità. Nel 1908 l'anarchico Edward Carpenter pubblicò a Londra un libro (The Intermediate Sex) in cui sosteneva la necessità di richiamare francamente la simpatia del pubblico sugli omosessuali. 
"Sono ridicole", scriveva questo anarchico che aveva scelto un particolare terreno per le sue lotte contro l'ordine costituito, "le spiegazioni scientifiche della psicopatia e dell'anormalità. L'omosessuale è normalissimo; le sue leggi dell'amore sono uguali a quelle degli altri".

Il Sottosegretario al Foreign Office è un conservatore, e non un anarchico; ma evidentemente, dalla cintola in giù, le opinioni politiche e morali si confondono. E ciò spiega come mai, in una buia serata londinese, due agenti di polizia abbiano finito per inciampare in un colbacco, abbandonato nel prato alle spalle di Buckingham Palace.

Noi riteniamo, tuttavia, che per il pubblico italiano, più ancora del reato compiuto dal Sottosegretario e dalla giovane Guardia, sia difficile comprendere il comportamento delle autorità britanniche. 
Innanzi tutto, i due agenti da una parte, e il colpevole dall'altra. Ve lo immaginate voi (ragioniamo per assurdo, si capisce) un personaggio politico nostrano che si lascia sorprendere a quel modo, e che non reagisce tirando in ballo tutti i suoi titoli? 
E vi immaginate, al tempo stesso, gli agenti che, vistisi sbandierare sotto il naso i documenti dell'autorevole personaggio, insistono ancora nell'arrestarlo, a rischio di guai?

Non parliamo poi di quanto è avvenuto al Commissariato e, subito dopo, nella sezione rionale del Tribunale ove, secondo gli usi britannici, si giudicano queste cose. Da noi, il solo dubbio, rivelatosi poi infondato, che Wilma Montesiavesse avuto rapporti con Piero Piccioni, spinse un Questore come Polito a dichiarare che la ragazza era morta di pediluvio: tesi tanto assurda, da provocare l'effetto contrario, svegliando la curiosità dì tutti i giornali.

Sir Jan Douglas Harvey, se avesse avuto la fortuna di nascere italiano e di far carriera politica sotto il nostro clima, a quest'ora non sarebbe costretto a meditare sulla fine della sua attività pubblica, e sulla prossima, inevitabile condanna. Essendo inglese, deve invece rassegnarsi, visto che il suo partito ancora non ha trionfato.

Leo Longanesi, Omosessuale - Illustrazione da ''Il Borghese'' del 27 novembre 1958A questo punto noi già vediamo qualche lettore storcere il naso, e accusarci di voler trarre spunto perfino dalle "deviazioni" sessuali altrui per lamentarci di quanto avviene in Italia. Ciò non è vero. Come avemmo occasione di scrivere altra volta sul "Borghese", noi apparteniamo a quel mondo che ancora si ostina a risolvere in maniera normale i suoi rapporti sessuali: siamo con la minoranza ma, purtroppo, siamo anche ben coscienti di essere minoranza-[4]. Di quanti casi come quello verificatosi dietro Buckingham Palace (non ci riferiamo alla posizione occupata da Sir Harvey) non si parla correntemente nelle redazioni dei quotidiani? Il celebre attore, il personaggio in vista, l'uomo d'affari, ed anche il proletario qualsiasi, sono conosciuti perfettamente; si tratta di misteri all'italiana, risaputi anche dai bambini.

I pattuglioni organizzati dalle Questure dopo l'entrata in vigore della legge Merlin non prendono con sempre maggiore frequenza le coppie di omosessuali, e nella maggior parte dei casi si tratta di individui di bassa levatura sociale: gente, cioè, che non può nemmeno avere avuto l'illusione di un Sottosegretario al Foreign Office, il quale forse aveva trovato giustificazioni estetiche per il suo vizio. No: qui siamo al vizio nudo e crudo, con tutto quel che segue. E la nostra legge, purtroppo, non ha la durezza di quella britannica; i giornali non possono parlare di certe cose, perché le disposizioni sulla stampa lo vietano.

Andiamo avanti col pettegolezzo, e diventiamo, noi, sempre più minoranza

Sir Jan Douglas Harvey, una volta, avrebbe avuto una sola via d'uscita, dopo lo scandalo di cui è stato protagonista: il suicidio
Se non avrà voglia di uccidersi, siamo convinti che verrà a stabilirsi in Italia; gettata a mare la politica, scoprirà che questo è il Paese che fa per lui.

L'autore ringrazia fin d'ora chi vorrà aiutarlo a trovare immagini e ulteriori dati su persone, luoghi e fatti descritti in questa pagina, e chi gli segnalerà eventuali errori in essa contenuti.

Note

[1] Carlo Cusani, Il Sottosegretario e la giovane Guardia, "Il Borghese", 27 novembre 1958, pp. 854-855.
La divisione in paragrafi e l'aggiunta di neretti e acapo è mia. Ringrazio Giovan Battista Brambilla che ha scoperto questo documento, lo ha scansito e me lo ha inviato.

[2]-Sir Jan Douglas Harvey. Suppongo però ci sia un errore nel modo in cui il nome è riportato perché in Rete non se ne trova traccia.

[3]-Il che effettivamente accadde, nel 1967, proprio a seguito di questo rapporto, anche se la lotta per la parità di diritti fra gay ed etero, in particolare sulla questione dell'età del consenso, si è trascinata nel Regno Unito fino all'anno 2000.

[4]-Tipica del pensiero dell'estrema destra ("Il Borghese" era un settimanale di destra), da sempre, questa lamentela per cui "adesso" le persone "normali" sono "ormai" diventate una minoranza. 
Un ritornello che si sente ripete instancabilmente anche oggi. 
Ci si chiede: ma quanto tempo ci mettono a diventare, "ormai", una minoranza, dato che è da oltre un secolo che "stanno per diventarla"?
Il secolare vittimismo degli eterosessuali è davvero insopportabile.


Ripubblicazione consentita previo permesso dell'autore: scrivere per accordi.

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