Da: Le
navigationi et viaggi fatti nella Turchia [1567] [1].
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Tomo terzo,
cap. XV, p. 105.
<La confraternita
religiosa dei> Geomaileri.[2].
(...) ... et
in tale superstitioso habito [vestito, N.d.R.] vanno tapinando [mendicando]
pel mondo, portando in mano un libro scritto in lingua Persica [persiana],
pieno di canzone, ò sonetti amorosi composti all’usanza loro.
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Un
"geomailero": illustrazione
originale del
testo di Nicolay.
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Ma trovandosi
di compagnia insieme <in> gran numero, rendono [creano] i loro
sonagli & dappresso [da vicino], & da lungi [da lontano]
un’armonia tale, che assai gran diletto vi prendono gli ascoltanti: &,
se per forte [caso] questi gentili Religiosi innamorati s’abbattono
[imbattono] per le strade <in> un bel giovane subitamente
sel mettono trà loro nel mezo, & carezzandolo gli fanno una
bella, & sonora Musica colla voce, & col suono de’ cimbali;
laqual melodia ogniuno corre in gran frotta per ascoltare.
(...) Frà
questi devoti, & amorosi pellegrini, se ne trovano alcuni, i quali
secretamente, & sotto pretesto di religione, traggono [seducono]
d’ardente amore à se i cuori delle piu vaghe, & belle donne;
& de’ piu bei giovani; de’ quali non men che delle donne s’infiammano.
Si che in tal
modo vanno triunfando dell’Amore, della voluttà, & de’ piaceri:
dandosi buon tempo in ogni paese, come piace loro: di maniera che sotto
questo velame,
da alcuni Turchi sono chiamati, li Religiosi d’Amore; come in fatto
sono, di modo che, se tal ordine si tenesse da noi [3]
io m’assicuro che la maggior parte de’ nostri giovani più tosto
à tale Religione si dedicherebbe, che à quella dell’Osservanza [4].
 
Tomo Terzo,
cap. XVIII, p. 111.
La quarta
setta de’ religiosi Turchi, detti Torlachi.[5].
(...) Mangiano
altresi l’erba detta Matslach.[6],
come fanno i Dervisi:
& dormono in terra, non meno ignudi di vergogna che di abigliamenti
[vestiti]; usando fra loro l’abominevole peccato di Sodoma,
piu che non fanno [più di quanto non facciano] le bestie
brute & salvatiche.
Un "torlacco":
illustrazione
originale del
testo di Nicolay.
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L'autore ringrazia
fin d'ora chi vorrà aiutarlo a trovare immagini e ulteriori dati
su persone, luoghi e fatti descritti in questa pagina, e chi gli segnalerà
eventuali errori in essa contenuti. |
Note
[1]
Da: Nicolo de’ Nicolai, Le
navigationi et viaggi fatti nella Turchia, Ziletti, Venetia 1580
(Venezia, biblioteca marciana), che è traduzione italiana di: Nicolas
de Nicolay, Les
navigations peregrinations et voyages faicts en la Turquie, Silvius,
Anvers 1576, online su Gallica (in formato .pdf).
I brani qui
citati si trovano alle pp. 178-181 e 189-192.
Nicolay, geografo
reale di Enrico II di Francia, nel 1551 accompagnò a Costantinopoli
l'ambasciatore francese. I due brani che presento sono tratti dalla descrizione
delle quattro principali confraternite religiose islamiche che egli osservò
in quella città.
Si tratta di
confraternite
sufi viste attraverso l'occhio (non si sa se smaliziato o solo fazioso)
di un occidentale.
[2]
"Geomaileri": mi informa per email Lino G. Beretta: "Ritengo
che il nome sia la deformazione del termine turco "Cemaliye" (da
pronunciarsi "Gemalie") nome di un ordine derviscio, così
come è definito alla pag. 220 del Redhouse, Turkish/Ottoman-English
Dictionary, Istanbul 1968".
Purtroppo
ulteriori ricerche su Internet non mi hanno portato ad alcuna notizia aggiuntiva
circa l'ordine in questione".
Lo ringrazio
per il suo aiuto.
[3]
"Se presso noi cristiani si facesse la stessa cosa".
[4]
"Sono certo che la maggior parte dei nostri giovani si dedicherebbe a questo
ordine religioso, piuttosto che a quelli ortodossi cristiani".
[5]
I torlaq sono una confraternita
sufi.
[6]
Non sono riuscito a indovinare il termine turco che sta alla base di questa
parola storpiata. Ringrazio in anticipo chi potesse
aiutarmi. |