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Théodore de Bèze (Theodorus Beza, 1519-1605)
 
Théodore de Bèze da giovane
Théodore de Bèze da giovane.

Da: Juvenilia / Opere giovanili [1548] [1]
.
De sua in Candidam et Audebertum benevolentia
Sul suo voler bene a Candida e ad Audebert[2].
/ p. 58v / Abest Candida, Beza, qui moraris?
Audebertus abest, quid hic moraris?
Lontana è Candida, Beza, perché indugi?
Lontano è Audebert, perché ti attardi qui?
Tenent Parhisii tuos amores,
habent Aurelii tuos lepores, 
et tu Vezeliis manere pergis, 
procul Candidulaque, amoribusque,
et leporibus, Audebertuloque?
Parigi possiede i tuoi amori,
Orléans ha le tue grazie,
e tu continui a rimanere a Vézelay,
lontano dalla piccola Candida, e dagli amori,
e dalle grazie, e dal piccolo Audebert?
Immo Vezelii procul valete,
et vale pater, et valete fratres:
nanque [sic] Vezeliis carere possum,
et carere parente, et his, et illis, 
at non Candidula, Audebertuloque.
Ma anzi stammi bene Vézelay,
e stammi bene padre, e statemi bene fratelli:
infatti posso star lontano da Vézelay,
e dal padre, e da questi e da quelli,
ma non dalla piccola Candida e dal piccolo Audebert.
Sed utrum, rogo, praeferam duorum?
Utrum invisere me decet priorem?
An quenquam tibi, Candida, anteponam?
Ma, domando, chi dei due preferirò?
Chi conviene che vada a visitare per primo?
O forse, Candida, anteporrò qualcuno a te?
/ p. 59r / An quenquam anteferam tibi, Audeberte?
Quid si me in geminas secem ipse partes,
harum ut altera Candidam revisat, 
currat altera versus Audebertum?
O forse, preferirò qualcuno a te, Audebert?
E che accadrebbe se mi dividessi in due parti,
affinché l'una vada a far visita a Candida,
l'altra corra verso Audebert?
At est Candida sic avara, novi,
ut totum cupiat tenere Bezam:
sic Bezae est cupidus sui Audebertus,
Beza ut gestiat integro potiri:
amplector quoque sic et hunc et illam,
ut totus cupiam videre utrunque [sic],
integrisque frui integer duobus.
Ma, lo so, Candida è così gelosa,
che brama tenersi Bèze tutto per sé:
Audebert è così bramoso del suo Bèze,
che è impaziente di possedere Bèze per intero:
abbraccio pure in tal modo sia questo sia quella,
perché tutto me brama di vedere entrambi,
e io intero godere dei due interi.
Praeferre attamen alterum necesse est.
O duram nimium necessitatem!
Nondimeno è necessario preferire uno dei due.
O necessità troppo crudele!
Sed postquam tamen alterum necesse est, 
priores tibi defero, Audeberte:
quod si Candida forte conqueratur,
quid tum? Basiolo tacebit imo.
Ma poiché è necessario [scegliere] uno dei due,
ti concedo il primato, o Audebert:
e se Candida per caso si lamentasse,
ebbene? starà zitta con un bacetto profondo.
Theodori Bezae, Iuvenilia - Frontespizio
Il frontespizio dell'opera.
In quendam, ad Posthumum[3].
Contro un tale, a Pòstumo[3].

/ p. 61r / Cincinnatulus ille, cui undulati
propexique humeros gravant capilli,
qui tersa cute, blaesulaque voce,
qui paetis oculis, graduque molli,
et pictis simulat labris puellam,

Quel piccolo cincischiato, i cui capelli
ondulati e fluenti appesantiscono le spalle,
che per la pelle liscia, e la voce alquanto blesa,
che gli occhi obliqui, e l'andatura effeminata,
e le labbra dipinte, simula una fanciulla,
heri, Posthume, nuptias parabat,
quum nequissimus omnium sacerdos,
urbanus tamen et facetus hercle,
utra sponsus erat, rogare coepit.
ieri, o Pòstumo, andava a nozze,
al che il sacerdote - il più sfacciato fra tutti,
e tuttavia raffinato e in verità spiritoso -
iniziò domandando quale delle due fosse lo sposo.

L'autore ringrazia fin d'ora chi vorrà aiutarlo a trovare immagini e ulteriori dati su persone, luoghi e fatti descritti in questa pagina, e chi gli segnalerà eventuali errori in essa contenuti.

Note

[1] Il testo qui ricopiato (a mano, da Daniele Cenci, che ringrazio) è quello online come immagine .pdf sul sito "Gallica": Theodori Bezae Vaezelii poemata iuvenilia., s.l, s.d. (ma 1580 ca.), alle pp. 58v-59r e 61r.
La traduzione in italiano, inedita, mi è stata offerta da Andrea R., che ringrazio.

[2] Beza, ovvero: l'anti-Della Casa.
Il caso suo, e del testo che riproduco accanto, è infatti l'esatto simmetrico di quello di Della Casa.

Entrambi si formarono nel periodo precedente all'acuirsi dello scontro di religione, che condannò a morte lo spirito di tolleranza che il Rinascimento aveva diffuso fino a metà Cinquecento.

Entrambi scrissero poesiole ironiche nelle quali scherzavano sulla potenziale bisessualità umana: l'uno ricordando che si può "infornare" il "pane" in  tipi diversi di "forno", l'altro proclamandosi indeciso fra l'amico Audebert e l'amica Candida, che abbraccia entrambi... ma preferendo Audebert.

Entrambi divennero in età matura bastioni della guerra fra protestanti e cattolici: l'uno nel campo calvinista, l'altro come censore per la Controriforma.

Entrambi infine vennero "messi in croce" dagli avversari per quelle due poesiole (a Bèze fu particolarmente rinfacciato il verso "abbraccio ora lui ora lei"... ma lui a sua volta accusò Della Casa).
Per secoli protestanti e cattolici s'insultarono a vicenda accusandosi d'essere immorali sulla base di quei due scritti.
Questa poesiola latina ebbe insomma, per motivi del tutto extraletterari, una fama immeritata e un'importanza spropositata.

[3] Questo epigramma è solo la versificazione d'una celebre barzelletta su un uomo che vestiva troppo azzimato.


Ripubblicazione consentita previo permesso dell'autore: scrivere per accordi.

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