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Videoclip gay.

L'omosessualità nei videoclip musicali -

Parte 4 - (2006-2014)

2009

A cura di Giovani Dall'Orto
 

2009

Un fotogramma da Therapy di Declan Bennett.
 
2009 - Bennett, Declan, "Therapy". Dal Cd: An innocent evening of drinking.

Questo delizioso video si basa sulla piccola metafora poetica del "filo rosso", che l'innamorato deve seguire per dipanare la comunicazione contraddittoria d'un amato che qualche problemino ad amare ce l'ha.

Dettaglio sbalorditivo, per chi è abituato all'omofobica atmosfera culturale italiana: il video rende esplicito un dato che nel testo non emerge in alcun modo, ossia che Bennett sta parlando (e senza maledettismi o vittimismi) d'una relazione omosessuale, con la massima serenità del mondo.
Quant'è arretrata l'Italia, che non è capace neppure di concepire opere come questa!

Paradossalmente il video, con le sue trasparenti metafore (il filo rosso, lo specchio rotto, i messaggi in una scatola...) aiuta a capire meglio il messaggio d'un testo che in un paio di punti è un po' oscuro, e che tratta d'una comunicazione difficile con una persona disturbata da problemi di comunicazione. Nel filmato vediamo, per esempio, il ragazzo amato nascondersi letteralmente sotto il letto all'arrivo dell'innamorato, che ha seguito il filo rosso, e da lì svanire, lasciando dietro di sé solo brani di comunicazione su fogli di carta stropicciata, che riprendono frammenti del testo della canzone.

Dunque la canzone parla della difficoltà di comunicare:

Un fotogramma da Therapy di Declan Bennett.

Non è che il ragazzo amato non ami a sua volta. All'altro capo del filo rosso che ha seguito il protagonista trova, a un certo punto, un palloncino rosso con la scritta "IO TI AMO".
Il punto è che ha difficoltà a comunicare: è capace di farsi prendere dal panico nel mezzo d'una tranquilla conversazione al bar e di mollare in asso il povero innamorato, che se ne resta lì perplesso ed umiliato.
Se volessimo parlare psicologhese (e invitando l'amante a parlare, il testo chiarisce: "Non si tratta di terapia o spasso: / è semplice conversazione") potremmo dire che la canzone parla d'una persona soggetta ad attacchi di panico, che si rinchiude in se stessa rifiutando la comunicazione.

Il video, elegante nella sua semplicità minimalista, è perfettamente intonato alla musica, che si basa su un sobrio accompagnamento di chitarra, violoncello e percussioni, riuscendo a trasmettere la sensazione d'un amore pacato e non certo isterico, per quanto sofferente per le difficoltà di comunicazione.

Questo videoclip riesce insomma a trasmettere il suo messaggio con mezzi semplici ed eleganti, e con un pizzico di poesia non abituale nelle canzoni.
Da vedere ed ascoltare.

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Un'immagine dal videoclip ''Teeth''.
 
2009 - Haus of Gaga (Lady Gaga), "Teeth". Dal Cd: The fame monster (2008).

I vampiri gay  sono incredibilmente di moda, nel 2009. (Tanto di moda, fra lettrici e spettatrici, che un grazioso articolo di "Esquire" si chiede se i vampiri non siano ormai una metafora dei gay tout-court, nelle fantasie erotiche delle donne eterosessuali americane).

Nulla di più naturale, quindi, che per realizzare un video-omaggio della canzone "Teeth" ("Denti") di Lady Gaga, li abbia evocati anche il regista Sergio Ceron, messicano (che per qualche strana ragione è spesso descritto in Rete come "russo").

Ceron fa parte della "Haus of Gaga", la factory creativa di Lady Gaga, e benché questo non sia un video "ufficiale", e non appaia pertanto sul sito di Lady Gaga, è palese che non può essere uscito senza l'imprimatur personale (e qualcuno aggiunge anche: il finanziamento) della diva in persona. Che grazie a questa ambiguità ha ringraziato, con un clip espressamente omosessuale, la sua audience gay, ma senza abusare della pazienza di quella etero, già da lei sovraccaricata di frociaggine fino al livello di guardia...

Le parole della canzone giocano col modo di dire "mostrami i denti" ("fammi vedere quanto vali") per sfidare un uomo a un rapporto sessuale deciso e robusto, con varie allusioni non implicite all'SM ("ti amerò con le mani legate") e al rapporto orale:

    "Voglio solo il tuo sesso.
    Mordi la carne di questa ragazzaccia
    (carne di ragazzaccia)
    stacca un morso di me
    fammi vedere se sei mediocre".

Ceron ha trasformato questo motivetto dal ritmo ossessivo nel racconto d'una fascinazione sadomaso tra carnefice e vittima. Con la vittima che finisce per prevalere.
 

Un'immagine dal videoclip ''Teeth''.
 
Il clip inizia con un bel fotomodellone decisamente ben piazzato e vestito di cuoio che ne porta un altro, con le mani legate dietro la schiena, in un sotterraneo attrezzato a camera di tortura per vampiri. Gli occorre vedere i denti del prigioniero per essere certo della sua identità vampiresca, prima di giustiziarlo (almeno, così l'ho capita io).
Il clip s'apre infatti con la frase più stupida della storia del cinema, meritevole di assurgere a "cult" alla pari di "All your base are belong to us". Il carnefice dice infatti, in italiano, alla vittima: "Mostrami ivos-tri den-ti". Che è pari-pari il tipo di traduzione della frase "Show me your teeth" che si potrebbe ottenere digitandola in un traduttore automatico online...

Non ho compreso perché l'ammazzavampiro dovesse essere italiano finché un fermo-immagine non m'ha rivelato il mittente del messaggio che appare per un attimo sul suo cellulare: "Può intascare la taglia". Firmato: VATICANO.
Dunque il giovanotto membruto (che ovviamente s'è affettato a mettersi a torso nudo entro due secondi) parla italiano per far pensare al Vaticano, per conto del quale perseguita i vampiri (e fammi pensare: la metafora di chi sarebbero i vampiri, secondo "Esquire"?).
Dopodiché però il Vaticano comunica con lui, italiano, in inglese... Qualcuno aveva molta fretta, nel buttar giù lo storyboard di questo video...

Il carnefice (l'ho già detto?) è un pezzo di marcantonio che non finisce più, talmente muscoloso che i suoi movimenti di ballo (attorno alla sedia su cui è legato l'impassibile vampiro) risultano goffi e impacciati.
Per far aprire la bocca al vampiro (altro culturista!) il carnefice (che non ricordo se l'ho detto, ma è un gran bel figliolo) le prova tutte: aglio, crocifissi, pinze in metallo, minacce col paletto di frassino, luce violenta, offerta di sangue spillato dai pettorali, e molte molte molte lusinghe erotiche, nel tentativo di indurlo a un bacio.

Palesemente però il fisico della vittima ha distratto il carnefice (a proposito: gran bel ragazzone...), che non s'è accorto che il vampiro è riuscito a slegarsi, ed alla fine i denti li mostra sì, ma non nel modo richiesto. (Il mio amico Pigi me lo ha sempre detto che gli slaves vanno legati bene, perché se no ti si rivoltano contro...). Così la vittima alla fine riesce a dare una gran bella succhiata (to'!) al carnefice.
Lascio a voi la gioia di decifrare tutte le altre allusioni al rapporto omosessuale sadomasochista, peraltro piuttosto esplicite (voglio dire, se non s'interpreta il gesto in chiave sessuale, che senso ha che il carnefice bagni la faccia del vampiro schizzandogli addosso... una lattina di birra?).
 

Il vampiro mostra i suoi denti...
 
L'impostazione di questo clip è lontana dalla follia camp dei video di Lady Gaga, ed esprime uno spirito più "dark" (il sesso è una cosa seria, signori miei...), lontana dall'eccesso fine a se stesso. Ma chi va con la Gaga impara a gagheggiare, e così succede, che so, che i due amanti/rivali si dividano le strofe della canzone cantando entrambi con la voce di Lady Gaga... mai vista cosa più camp di questa! Altro che seriosità del rito s/m!

Personalmente ho gradito, e mi sono pure divertito nel gioco di decifrare questo piccolo rebus visivo. Unico appunto: la prossima volta per ballare si prenda un ballerino, per cortesia, non un fotomodello/bodybuilder (che peraltro, mi si permetta un appunto, è un gran bel pezzo di gnocco).

Un video da guardare, e da consigliare agli amici.

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2009 - Joseph, Adam - "Finally: Ode to marriage equality" - (Single).

Una volta di più, mi scopro a pensare che "less is more"; e che moltissimi dei videoclip che hanno avuto su di me un impatto maggiore sono quelli che hanno un'impostazione semplice e sobria.
Proprio come il clip che accompagna questa splendida cover della canzone di CoCo Peniston, del 1993, di cui molti ricorderanno l'esilarante presentazione nel film Priscilla.

Il video si apre su un (bell')uomo che si sveglia nel suo letto, si alza e si prepara per la giornata. A poco a poco la videocamera rivela la presenza di un altro (bell')uomo nella stanza, un nero, che si è già vestito, con una vestito nero da cerimonia.
Seguiamo i due mentre salgono in metropolitana (dove brevemente siede accanto a loro il cantante), dove si tengono per mano. E già questa scena in cui i due attori sprizzano felicità da tutti i pori nonostante il loro matrimonio  non preveda limousines ma un dimesso e semplice viaggio in metropolitana mi ha colpito moltissimo. Perché riesce a trasmettere il messaggio che la cerimonia a cui stanno andando i due partner, nell'indifferenza della loro città, è importante per ciò che significa per loro, l'uno verso l'altro, e non per accontentare l'opinione di coloro che stanno attorno a loro.


I due arrivano all'appuntamento con un loro amico en travesti, un attimino sgargiante ma se non altro sciccoso, che li sta aspettando con un cestino di petali di rosa in mano.
Segue una splendida scena in cui la drag queen precede i due sulla scalinata d'un enorme edificio (presumibilmente un Municipio), spargendo i petali sulla loro strada mentre incede.

Il video si conclude con la coppia che esce dal palazzo con in mano un attestato: la loro amica asciuga una lacrima di commozione e li saluta, e i due sospirano di sollievo, estasiati. Un bacio fra i due, un primo piano sul pezzo di carta, e gli sposi si allontanano. "Finalmente", dice il ritornello della canzone, "infine anche a me...".

L'estrema semplicità dei gesti degli attori di questo filmato costituisce il vero "pugno nello stomaco". Senza fanfare, senza celebrazioni, senza folle, il matrimonio dei due uomini si mostra simbolicamente come quel "figlio di un dio minore" che è per la società. Ma si mostra anche come un commovente momento intimo per i due diretti interessati (e nei commenti su "Youtube" qualcuno confessa d'essersi commosso, e fatto venire i lucciconi agli occhi!).

I due novelli sposi sono felici per quel che sta accadendo fra loro due, incuranti del fatto di non avere attorno a sé - a differenza di quanto accade nei matrimoni eterosessuali - famiglie festanti o conoscenti plaudenti. Sono loro due, e il loro amore, ma questo a loro basta.
Con queste scelte artistiche i registi hanno saputo concentrare tutta l'attenzione dello spettatore sulla rilevanza degli affetti famigliari, dell'intimità, dell'amore reciproco, che sono la base della battaglia per l'eguaglianza di diritti fra coppie etero e coppie gay.

Il testo della canzone, che ovviamente non era stato concepito per il video, è stato usato con intelligenza, in modo che le sue parole s'integrano perfettamente con quanto stanno mostrando le immagini:

Come se non bastasse, la cover di Adam Joseph è per sé un piccolo gioiello, con deliziosi influssi soul che mitigano il carattere disco dell'originale, e dialogano con un malizioso accompagnamento d'organo in sottofondo, che ovviamente strizza l'occhio all'atmosfera "matrimoniale".
Il cantante è bravo e preparato, e per farla breve, il risultato musicale è assolutamente splendido.
Da parte sua la regia è curata, pulita, senza sbavature e professionale, dimostrando che "semplicità" non è affatto sinonimo di "superficialità".

Io un dieci pieno come voto, a questo video, lo do volentieri, ed ovviamente ne consiglio la visione.

Post scriptum: il 24 giugno 2011 lo Stato a cui appartiene la città in cui vive Adam Joseph, New York, ha legalizzato i matrimoni fra persone dello stesso sesso. E così anche questo video ha dato il suo piccolo contributo a una vittoria...

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2009 - Masini, Marco - "L'Italia". Dal Cd - L'Italia... e altre storie.
La presenza gay in questo video è brevissima (come lo è nel testo della canzone) ma è molto significativa.

Il video ripropone, con l'estetica "sporca" e in (quasi) bianco e nero di uno schermo per la videosorveglianza, un ritratto dell'Italia, di cui vien detto fra le altre cose che:

Il concetto della canzone è tradotto in immagini attraverso un posto di frontiera che lascia passare o meno le varie tipologie di persone che si presentano.
Ed ovviamente, quando si presentano la famiglia "normale" (marito moglie e bambino) viene lasciata passare, anche se deve pagare una mazzetta alla guardia di frontiera, mentre una coppia di ragazzi, dietro di loro, non può passare.
I due si voltano, si danno un bacio, e se ne vanno via insieme, abbracciati.

Molto breve, ma anche molto efficace.

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2009 - Sliimy - "Womanizer" - [Single].

(Nota: La canzone era uscita come "single" autoprodotto nel 2008, accompagnata da un brutto videoclip "ufficiale" altrettanto autoprodotto. Questo video "professionale" è del 2009, dopo che una casa discografica lo aveva notato e messo sotto contratto).

Sliimy è un giovane cantante francese d'origine nordafricana, gay dichiarato, un po' effeminato (cosa che attira una quantità incresciosa di messaggi d'odio sotto i suoi video, su Youtube), che si destreggia con la sua gayezza in modo sorprendentemente semplice e naturale: scegliendo di cantare una cover di "Womanizer" di Britney Spears, canzone in cui la cantante accusava il suo uomo d'essere un donnaiolo impenitente.

La gayezza del video sta tutta qui: in un uomo che canta rimproverandone un altro perché corre troppo dietro alle donne, trascurandolo.

Il video in sé, invece, non contiene riferimenti al testo della canzone, preferendo colpire lo spettatore con un'idea semplice e graziosa, ma di sicuro effetto: le immagini d'un filmato di Sliimy che cantava la canzone sono state stampate, fotocopiate in bianco e nero, ritagliate, e messe in mano a ragazzi e ragazze per una laboriosa e paziente ripresa a "passo uno", che ha restituito l'animazione del filmato originale. Molto gradevole.
Come si vede, non c'è poi moltissimo, per il nostro tema, però non può non piacere l'autoironia un po' provocatoria di questo ragazzo francese. Avercene come lui, in Italia...

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2009 - Promo, parodie e fan-art
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