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Umberto Bianchi (1883-1956)
 
Umberto Bianchi
Umberto Bianchi.

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Una mala erba che non si sradica. 
DA CAPRI A TAORMINA.
Gli omosessuali in Sicilia [6/5/1908] [1].

Contro certe gramigne, refrattarie alle cure sterminatrici del contadino e che sempre rinascono e ricrescono, perché non se ne può svellere la radice inaccessibile, la scienza agraria ricorre agli acidi e vince.
Vince perché il rimedio è radicale, come l’incendio della vite per la filossera.

Che genere di cura, che profilassi occorre per la malattia modernissima, che, nata in Germania, ingigantitasi all’ombra dello stemma imperiale tedesco, volle piantare e incrementare le sue succursali nel nostro paese?

Ecco: fnora noi credevamo che l’omosessualismo fosse una vera e propria specialità dei celibatari, religiosi, regolari o laici, e che il contagio trovasse l'humus adatto solo nelle discrete penombre dei conventi e dei seminari, ne' misteri delle sacrestie e dei confessionali, nelle regole degli istituti preteschi. 
Ma ora appare tutt’altro.

Krupp, fra un cannone e laltro, trova modo, a Sorrento, di misurare altri calibri.
A Napoli si scoprono le tribù degli imberbi giovani, compiacenti alle lusinghe dei seguaci d'Eulemburg.
Le grotte azzurre di Capri divengono ricettacolo di altre ben diverse investigazioni artistiche ed occorre siano sorvegliate per impedire che maschi tentino la vincita del milione!
A Taormina… puntini di reticenza! Qui noi parliamo da testimoni de visu...alla larga, intendiamoci bene!

Vi sono delle coppie impenitenti, le quali si ostinano <a> voler osservare la luna ed altri magnifici panorami sulla via che mena, per strade tortuose, alla stazione ferroviaria.
Si mormorano, in proposito, da male lingue, aneddoti piccantissimi, che ci duole non poter riportare, perché nella narrazione di essi il signor procuratore del re vedrebbe di sicuro quell'oltraggio al pudore che viceversa non sa vedere nel fatto in sé stesso.
Difatti la polizia… me la saluta lei?

Non sappiamo con quale approssimazione di verità si narra l'avventura di una squadra di cinque carabinieri travestiti – adibiti alla sorveglianza di pratiche molt<k>iane  in seguito ad una pubblicazione resa tempo indietro dal nostro giornale – la quale fornì al colto ed all'inclita il meraviglioso spettacolo di uno dei suoi militi tanto compreso della sua purificatrice missione da dover constatare di persona i tristi effetti fisiologici delle lezioni sodomiache!! [2].

Ecco - signor Procuratore del re - un colmo!
Vetrina con le foto di Gloeden.
Vetrina d'antiquario taorminese, all'inizio del XX secolo, con in mostra le foto di Gloeden. 
Da Gallo, p. 29.

Ma vi è dippù. 
Ci sono le solleticanti fotografie del Glöden, le quali continuano far bella e pubblica mostra di sé nelle vetrine, travestite s'intende, da studi dal vero, in atteggiamenti classici di pose fidiache.
Chi te lo avrebbe mai detto, o Prassitele, che la tua pura scuola dovesse un giorno arrivare come maschera di ellenismo alla religione di Sada? [3].

Ci sono i cari giovanotti paffutelli, dal labbro e dal mento accuratamente raso, dalle guance vermigliette e procaccianti, dalle movenze espressive e voluttuose; molte sacerdotesse di Milo [4] potrebbero venire a disciplinarsi qui con tali preclari maestri.

E ci sono tedeschi stecchiti, dalle gambe a sedano e dagli zigomi sporgenti, le carni brunate e l'andamento fiacco che guardano fissantemente i formosi macchinisti della stazione con l'occhio dall'espressione indefinibile, da tirare gli schiaffi, a dieci metri di distanza! 

Puah!

**

A parte che la casta ecclesiastica si potrebbe anche risentire di questo vero e proprio plagio delle sue secolari costumanze, come di una infrazione di monopolio, il che potrebbe condurre a un attrito fra Stato e Chiesa, tanto più deplorevole in questi tempi di grato connubio e di eccellenti relazioni per grazia a virtù della politica giolittiana; a parte che l'uso di queste pratiche omosessuali, di cui la Germania serba con amore il brevetto, potrebbe tirarci in un conflitto diplomatico e rallentare i buoni rapporti fra i due Stati, è certo che altre non meno gravi conseguenze può produrre il incrudelirsi della piaga ove non la si curi illico et immediate con un farmaco potente [5].

Bisogna dunque – Eccellentissimo Procuratore del Re – che ella si decida una buona volta perché l'ulcera morale delle piaghe summentovate si cauterizzi, applicandovi sempre il nitrato della sua energia, anche per non costringere noi a ritornare su questo stuzzicante, ma ingrato, argomento. E soprattutto i di Lei carabinieri non siano di quelli troppo corrivi ad indossare i bianchi calzoni [6], come il summentovato...

Neanche le consiglierei di adottarne un taglio [7] protetto da corazze del signor Krupp, visto che esse non sono valide nemmeno ai proteggere l'integrità morale e corporea del loro legittimo proprietario.

*** 

Pour la bonne bouche.[8], un aneddoto gustoso, che m'è caro dedicare al collega Harden, il trip<r>ocessato fustigatore della tavola rotonda.

Giorni or sono, i due principi Oscar ed Augusto Guglielmo, figli di S.M. Imperiale il Kaiser, mentre gironzolavano per le vie di Taormina, soffermaronsi una mezz'ora nello studio del famigerato fotografo Glöden

Prenda nota, collega Harden, che i principi provenivano da un viaggio per mare, e che si accingevano a intraprenderne un altro e che il paese, pel momento, non offriva, in mercanzia muliebre, valori degni di così augusti acquirenti.

Il principe Oscar von Preussen. Il principe August Wilhelm von Preussen.
Il principe Oscar di Prussia.
Il principe August Wilhelm di Prussia.
Dunque essi – prenda nota collega Harden – si fermarono mezz'ora da Glöden… ne uscirono con un pacco di fotografie – erano studi di nudo, culture artistiche s'intende – che... non pagarono! 
Ci sarà stato di sicuro, nel fascio, quell'elegante quadretto dove si vede un paffuto ragazzo offerente belle rotondità alla luce del sole.
Quell'altro col satiro robusto e il compagnello gracile e delicato accanto. 
Quell'altro giovanetto ignudo coll'aria serafica dall'isterismo maschile stile Santa Teresa. 
Tutte bellezze che formano il genere di Glöden.

Dunque i reali pr...incipi non pagarono. 
Da Corfù<,> parecchi giorno dopo<,> quando il fotografo si aspettava il saldo del conto – ottanta lirette in totale – si vide ritornare il pacco degli studi, con un laconico biglietto di un aiutante di campo in cui era detto che le fotografie... non servivano più!
Naso del mercadante!

Questa storia va sans dire che noi intendiamo insinuare nulla a carico dei principi – convinti come siamo della grande moralità che illustra tutta la Corte germanica – e che per altro garantiamo della piena autenticità di quanto abbiamo voluto narrare a edificazione dei lettori.

***

I rimedi? 
Ecco: qui bisogna intendersi anzitutto nell'assegnare, a buona ragione, le cause patogeniche di tanto… disservizio morale e fisiologico. 
Difatti, se è vero che per i princìpi correnti in fatto di moralità i fatti deplorati costituiscano effettive infrazioni e ripugnino alla gentilezza dei sentimenti di ognuno, non è men vero che uno dei maggiori coefficienti di dissoluzione e corrompimento dei mezzi sessuali stia nella stessa organizzazione dei costumi stessi. Abbiamo detto uno dei maggiori coefficienti, non la cagione esclusiva

Difatti... pallanzerebbe il prete, alfonsinerebbe la Taide Fumagalli [9], ove l'uno e l'altro avessero il mezzo legale e naturale di sciogliere i debiti dell'organismo [10]?

E gli altri uomini che riproducono con tale beatitudine gli antichi fastigi della Tavola Rotonda, si renderebbero tali ove una maggior libertà di celebrare a Venere, una maggiore stringenza dei cosiddetti buoni costumi, un minore impeto del pregiudizio che fa consistere l'onore della donna nella integrità di un foglio di carta, trasformassero in un senso più lieve la società attuale? Certamente che no! 
Ci si dia atto che l'omosessualismo è privilegio della razza umana, non esteso alla bestia, e in ragione diretta col grado di civiltà: lo dice Buffon e lo si deve evidentemente al fatto che fra le bestie non vi sono fandette morali o sessuali [11].

**

Wilhelm von Gloeden - Studio accademico.
Wilhelm von Gloeden (1856-1931), Studio accademico di nudo.

A questo punto vediamo spuntare dalle labbra di taluno l'ironia di un sorriso e osserviamo l'incresparsi compassionevole di un labbro che sus<s>urra: Libero amore dunque?

E perché no?

Intendiamoci: noi non chiediamo l'automatismo di una legge la quale di punto in bianco stabilisca il libero amore come rimedio, davvero radicale, alla piaga omosessualista
Non abbiamo mai fatto a cornate con l'evoluzione storica; solo domandiamo un certo anticipo, come un acconto sulle civiltà divenenti: se non il libero amore, domandiamo... un amore più libero.

Cominci per esempio il Mezzogiorno d'Italia ad imitare, in questo, il settentrione, ed il settentrione ad imitare i paesi del Nord dove i freni morali dello scambio sessuale calzano meno sulla ruota del buon costume<,> facendola scorrere a miglior agio [12].
Noi vedremo gli effetti immediati col diminuire dei delitti passionali, dell'incesto e del sodomismo.

È l'opinione di Liebenieth (sic) e di <Mario> Carrara

***

Per intanto, signor Procuratore del re, nell'attesa del pranzo, forniteci l'antipasto di una maggiore vigilanza, di una maggiore energia nella repressione dei brutti fatti sui quali ci siamo onorati richiamare più volte la vostra attenzione.

Non vi fate prender la mano dall'alto rango dei colpevoli.

Pensate agli ultimi scabini.[13] di Berlino che seppero fustigare a sangue gli… imperiali e reali maiali del Reno.

Giardini-Taormina 4 aprile.
 

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L'autore ringrazia fin d'ora chi vorrà aiutarlo a trovare immagini e ulteriori dati su persone, luoghi e fatti descritti in questa pagina, e chi gli segnalerà eventuali errori in essa contenuti.

Note

[1] Il testo da "Il Corriere di Catania", 6 maggio 1908, così come riportato in passato nel sito di Enrico Oliari.
A causa della cattiva qualità del microfilm usato da Oliari la trascrizione conteneva imprecisioni e spazi vuoti, che ho emendato con una collazione col testo cartaceo conservato presso la biblioteca universitaria di Catania. 

Ho inoltre reimpaginato il testo, aggiungendo acapo e neretti, per migliorare la leggibilità online.
Ringrazio Enrico Oliari, che ha rintracciato e pubblicato gli articoli, e Malcom Gain, che ha rintracciato nella sua collezione gloedeniana alcune delle immagini citate nel testo.

Secondo quanto scritto nel terzo articolo, questa è la prosecuzione d'una campagna moralizzatrice iniziata sul quindicinale messinese "La provincia socialista".

L'identità più probabile per l'autore dei tre articoli è quella dell'Umberto Bianchi che nel 1911 sarebbe stato segretario della Camera del lavoro di Forlì, e che fra il 1913 e il 1922 avrebbe pubblicato vari opuscoli socialisti. 
Bianchi fu anche deputato nel 1919 e nel 1921 per i socialisti (riformisti) [nel 1922 presentò un'interrogazione parlamentare sul "caso Meucci"], e fu pure arrestato dai fascisti come ex deputato socialista. Cambiò però casacca, come molti politici di sinistra della sua epoca (e della nostra), e dal 1939 al 1943 fu nuovamente deputato.
Nel 1946 è registrata la sua scarcerazione dopo un nuovo arresto. Non ho potuto trovare altro. (Ringrazio Stefano Bolognini per il materiale sulla carriera politica di Bianchi).

[2] Intende dire che uno dei carabinieri incaricati di sorvegliare gli "atti osceni in luogo pubblico" compiuti da coppie omosessuali, dovette poi essere curato per una malattia venerea contratta mentre esercitava l'incarico. 
Se l'aneddoto è vero (non ci giurerei), la dice lunga sull'atteggiamento dell'epoca verso i turisti omosessuali: più occasione di sfogo sessuale e/o guadagno, che problema. Kuno von Moltke fu uno degli implicati nello scandalo Euleburg sopra citato.

[3].Sic, ma palese refuso per "Sade".

[4] "Molte prostitute potrebbero venire a lezione da loro". Milo richiama la "Venere di Milo", la dea a cui era consacrato l'amore, anche fisico. E "sacerdotesse di Venere" era all'epoca un  eufemismo per "prostitute".

[5] "Illico et immediate" = "Subito e immediatamente". L'Italia era in quel momento alleata di Germania ed Austria. Le allusioni agli scandali omosessuali tedeschi erano anche, quindi, critiche alla politica del governo italiano.

[6] Ipotizzo che intenda dire: vestirsi come i turisti (omosessuali) stranieri e comportarsi proprio come loro, ma forse i "bianchi calzoni" sono una frase in codice per segnalare gli omosessuali (vedi oltre).

[7] "Un taglio d'abito", cioè un vestito.

[8].Espressione idiomatica francese che equivale a dulcis in fundo: "tenendo la parte migliore per concludere".

[9] Bianchi sta sostenendo che i "casi di costume" in questione derivano da responsabilità individuale e non da una generica "corruzione dei costumi" (come sostenevano i cattolici), a parte alcuni casi precisi, come quelli del... collegio religioso marianista di Pallanza (casi di stupro dei collegiali) o lo scandalo Fumagalli di Milano (prete pedofilo che violentava una bambina).

L'uso di verbi come "pallanzare" e "alfonsinare" (per dire "stuprare"), creati a partire da questi scandali, proviene dal settimanale satirico e anticlericale "L'Asino", che infatti Bianchi nomina espressamente in un articolo successivo.
Quanto a Taide, basti dire che fu indicata da Dante con l'icastico aggettivo di "puttana".

[10] "Questi fatti non accadrebbero se costoro potessero soddisfare in modo legale e naturale il loro bisogno fisiologico relativo alla sessualità".

[11] In altre parole, Bianchi riduce l'omosessualità a un dato puramente "culturale", negandogli una componente "animale" e quindi "naturale", nonostante le prove del contrario, note anche prima e dopo Buffon (no, non so a quale brano di Buffon Bianchi si riferisca). 
Al tempo stesso, poco sopra Bianchi ne aveva negato il carattere di problema "morale", secondo l'approccio cattolico.

La spiegazione di Bianchi (alquanto ingenua, ma comunque meno idiota di quella dei suoi contemporanei omofobi), è quindi che l'omosessualità nasce a causa della repressione sessuale, che impedisce il "legittimo" sfogo dei desideri (etero)sessuali. 
Dunque: sì alla liberazione sessuale (che egli definisce col termine dell'epoca: "libero amore") se si vuole la scomparsa di certi brutti fenomeni; no invece alla scelta di fingere di non vederli (come facevano le autorità siciliane).
La parola "fandetta" non appare sui dizionari: sarà un refuso, o termine straniero.

[12] Nonostante la sua ingenuità Bianchi, forse perché toscano e quindi estraneo alla cultura dell'"omosessualità mediterranea" allora prevalente in Sicilia, aveva ben percepito come l'omosessualità fosse parte integrante della cultura mediterranea, che segrega la donna in quanto "proprietà esclusiva" del maschio (padre/padrone, marito/padrone), e che allo sfogo sessuale dei maschi non sposati lascia solo due strade: il ricorso alle prostitute per chi avesse denaro, e i rapporti con altri maschi per i poveri (cioè, per definizione, i giovani e giovanissimi).

Come vedremo, i suoi interlocutori siciliani lo tratteranno da "rompiscatole" che viene a ficcare il naso, da settentrionale che non capisce nulla del Sud, in fatti che non devono riguardarlo, in quanto "disonorevoli" e disonoranti se sottratti alla congiura del silenzio.. 
Ma Bianchi, almeno in questo, aveva fatto centro.

Per un'interessante analisi criminologica della situazione a Catania un ventennio dopo questo articolo si veda, nel presente sito, Amedeo Dalla Volta (1892-195?), Una associazione a delinquere nel reato di violenza carnale contro natura [1929].

[13] Emendo in scabini ("impiegati comunali") lo scalini del testo.


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