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Nino Frank

Bécan - Un bal chez Corydon - da Crapouillot - 1949

Da: Un bal chez Corydon, di Bécan.
"Crapouillot", 1949

Trionfo di Sodoma [1955] [1]

 
La sede dell'Istituto di Magnus Hirschfeld a Berlino nel 1930.
Pietro Solari mi raccontava che, corrispondente d'un giornale a Berlino verso il 1930, e avendo scritto della corruzione omosessuale senza soverchia simpatia, una mattina s'era visto capitare in casa una delegazione di tre persone in gibus e redingote, piene di sussiego, le quali, al suo comparire stupito, gli annunziarono con una certa solennità: "Wir sind Päderasten..." [2]
Forse, in quel tempo, esisteva un sindacato, e costoro ne erano l'ambasceria.

Qui a Parigi, per una colonia almeno altrettanto numerosa che una volta a Berlino, non si è mai ricorso a tanta enfasi. 
Non che i parigini siano meno sfacciati e presuntuosi dei berlinesi: tutti coloro che sono affetti da tale difettuccio sono sempre in guerra per la loro emancipazione corporativa, anzitutto per lottare contro i loro intimi complessi d'inferiorità. Ma la emancipazione in Francia è stata ottenuta senza trarre la spada e forbire discorsi: con una semplice e subdola invasione di tutte le roccaforti, - l'Accademia, la Legion d'Onore, la Prefettura di Polizia, o addirittura il Governo. 
Tanto che ormai, a vittoria ottenuta, il fenomeno non è più fenomeno, e quasi non ci si bada più: risultato prezioso, i pederasti non seccano più la gente con la difesa dei loro diritti, e una rivista come il "Crapouillot" può pubblicare senza scandali o guai un numero speciale illustrato su codesti speciali superuomini di ieri e d'oggi.

Jean Genêt ha rinunziato a portare una testa rasa da galeotto e scrive perfino dialoghi per cinematografo. 
Julien Green rinunzia a dar fuori un romanzo che cova e nasconde da vent'anni perché troppo rivendicativo: pare sia, come si dice, sorpassato
E Montherlant accetta sia rappresentata quella sua "Città il cui principe è un bambino", che sarebbe il capolavoro del suo teatro [3].

I santi, beninteso, restano santi: Santo Verlaine, Santo Gide, Santo Proust. Ma la maledizione è sfumata, e uno di questi giorni vedremo pubblicare un'edizione definitiva, riveduta e corretta, di -Albertina scomparsa, col titolo Alberto scomparso.
Né è poi da escludere che, come si fanno edizioni in lingue estere dei grandi romanzi d'amore, se ne facciano in lingua maschile, e si dia un Paolo e Virginio, un Tristano e Isottino
A questo ramo della letteratura francese abbiamo visto partecipare fin d'ora un rappresentante dell'Italia, Carlo Còccioli, con opere del resto notevoli per numero e passione.

Di tutto questo non conviene affatto dir male. L'uranismo dilagante stava diventando un vero flagello, e la gente ortodossa cominciava a sentirsi un po' sopraffatta. Venivano fuori sodomiti per interesse, sodomiti per snobismo, sodomiti per sentito dire, e tutti i valori sociali, quegli stessi dell'autentica omosessualità [4], erano falsati dall'irruzione di tanti volenterosi poco sinceri. 

Perfino le donne, sempre attratte da tutto quanto sia moda, si preparavano a studiare la maniere di diventare pederasta, che era poi abbastanza ardua da trovare.

Uno dei molti numeri speciali che Crapouillot dedicò all'omosessualità: questo è del 1949Ma, con tante conquiste sociali, l'inflazione è finita per nascere. Parigi, fra ballerini, scrittori, sarti, cinematografai, musici, attori, e decoratori, avrebbe potuto conservare un equilibrio diciamo numerico, se non fosse intervenuto l'afflusso degli africani del nord, quei poveri algerini o marocchini attratti dalle luci della metropoli: non trovando lavoro e quattrini sotto queste luci, sono stati costretti a ricorrere a espedienti di ogni genere, che vanno dal furto con assassinio alla prostituzione maschile. 
L'oasi di Biskra tanto cara a Gide si è trapiantata in vari quartieri di Parigi e, a quanto pare, nei dintorni del caffè più esistenzialista di Saint-Germain-des-Près, che fa funzione da borsa di commercio; e oggi il barone di Charlus non avrebbe da rovinarsi per trovare pane per i suoi denti, in quanto se la caverebbe, a quanto dice, con soli cinquecento franchi.

Il denaro è la rovina dell'umanità: guasta le più belle cose, perché mena inesorabilmente all'inflazione. 
La preziosa psicologia di Jouhandeau, le amicizie speciali di Peyrefitte, la tenerezza di cento altri letterati in fiore, - tanto attraente mistero rovinato da un semplice prezzo d'ingresso di cinquecento franchi, meno di quanto costi un misero pranzo in trattoria... Così il fenomeno è andato in fumo, e lo snobismo, l'interesse, il sentito dire hanno dovuto rivolgersi verso altra conquiste sociali.

Non so poi se i sociologi, spesso preoccupati dalla corruzione sodomitica che caratterizzava Parigi nel decennio di questo dopoguerra, abbiano ravvisato questo fenomeno e ritrovato calma e sangue freddo. Gli uomini di scienza, come i generali francesi, giungono sempre in ritardo agli appuntamenti con la storia. Dovrebbero badare a queste novità e, benedicendo gli africani del nord venuti a scongiurare la maledizione, studiare fin da ora che succederà se poi, per frivole ragioni d'indipendenza o altro, codesti antibiotici umani dovessero ritornarsene a casa loro. Che farebbe Parigi privata di mano d'opera?  La crociata ricomincerebbe?

Non credo. Le conquiste sociali della sodomia sono definitive: s'è raggiunta una certa anormale normalità, per cui un tale che vive storto non dà nell'occhio più di un tale che vive diritto.
Ognuno, in questo campo, bada ai fatti suoi, e la letteratura si prepara a passare a cose un po' più serie. 
Mi dicono perfino si stia facendo qualche cosa di meglio: venendo via di moda la letteratura pederastica maschile, sarebbero da ora in poi le scrittrici a occuparsi di tale faccenda; prenderebbero così una rivincita sui colleghi uomini, che da secoli si cimentano ad analizzare la psicologia femminile nelle storie d'amore. In nome di Santa Colette, (ortodossa almeno in vecchiaia, dal punto di vista dei costumi), studierebbero la psicologia maschile in istorie di amor socratico...

Se davvero avviene così, il guaio sarà liquidato definitivamente, e gli scrittori del sesso intermedio, sbarazzati dei loro complessi, potranno tentare di scrivere da uomini; non sarà una cattiva cosa.

L'autore ringrazia fin d'ora chi vorrà aiutarlo a trovare immagini e ulteriori dati su persone, luoghi e fatti descritti in questa pagina, e chi gli segnalerà eventuali errori in essa contenuti.

Note
[1] Nino Frank, Trionfo di Sodoma, in ''Il Mondo'', VII, 51, 20-12-1955, p. 7.

La divisione in paragrafi e l'aggiunta di neretti e acapo (perché Internet ha esigenze grafiche diverse da quella della carta stampata) è mia.

Ringrazio Yuri Guaiana che ha scoperto questo documento, lo ha scansito e me lo ha inviato.

[2]-"Noi siamo invertiti".

[3]]-E in effetti è considerato tale.

[4]-'L'autentica omosessualità"? Non sappiamo noi omosessuali, cosa sia o non sia "autentico" nella nostra esperienza di vita, e gli etero non hanno mai dubbi in proposito? 
Ma per favore! La banale (e triste) verità è che questa frase nasce da una strategia tipica del pensiero di destra (a cui questo articolo appartiene). Che finge di accettare l'omosessualità... però solo quella "vera", autentica, "seria"... quella di una volta, per intenderci, mica le schifezze sconce che prevalgono ai giorni nostri!
Mica le "buffonate" dei "Gay Pride"!

Leggendo questo articolo del 1955 che rimpiange l'omosessualità "vera", che oggi non esiste[rebbe] più, si capisce la strategia di omosessuali di destra come Andrew Sullivan(un fascistone che mi è comunque simpatico per il suo coraggio) o Camille Paglia (mega-fascistona che simpatica non mi è, per il modo fallocratico con cui insegue e blandisce il Potere). 
La loro strategia, che è quella di tutta la destra, è quella di chi ha, ieri come oggi, solo un grande passato davanti a sé.
Per la destra il "meglio" è sempre ieri, mai nel domani (e infatti chi crede nel domani è la sinistra).

Leggendo questo pezzo del 1955, che rimpiange i froci "autentici" d'una volta (quelli sì seri, mica come quelli d'oggi), si capisce che alla destra i froci di "oggi" non piaceranno mai.
Quel che spiace, infatti, non è che siano "di oggi"; il problema è che insistono ad essere "froci"!

Pazienza. Sopravviveremo senza il consenso di Camille Paglia, "Babilonia", o Andrew Sullivan.
E saremo più felici così, senza dubbio.
 


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