In sodomitas statuta
Italiae et commentaria praenapoleonica, latine [1259-1799] [1]
1259
Statuta Communis Bononiae
1262-1270
- "Constituto" di Siena
1287
Pisa
1312 circa - Collalto [Collalto]
|
Statuta Collalti,
liber II, cap. X.
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Statuti di Collato,
libro 2, 10.
|
(...) Item, si quis commiserit
nefandum vitium sodomiae cum masculo, poena capitis puniatur, et
comburatur; patiens puniatur arbitrio Dominorum comitum inspecta aetate
patientis, et modo, quo fuit inductus ad delinquendum. |
Inoltre, se qualcuno avrà
praticato il nefando vizio della sodomia con un maschio, sia punito
con la morte, e sia bruciato; il passivo sia punito ad arbitrio dei Signori
conti, considerata l'età del passivo, ed il modo in cui fu indotto
a delinquere. |
1313
Statutum Tarvisii / Statuti di Treviso
1329
Padova [Padova]
Liber
V, statutum VIII, caput 2.
vol.
2, p. 204
Qui
mulierem, vel masculum polluerit contra naturam igne comburatur. Patiens
vero puniatur, vel castigetur, aut etiam absolvatur abritrio Potestatis,
& suae Curiae, considerata qualitate delicti, & Persona, &
aetate sua. |
vol.
2, p. 205
Quello
che avrà ardire di contaminare Donna, o Uomo contro natura si (sic)
abbruciato. Quello poi che permette di essere contaminato si punisca,
e castighi, ovvero ancora si assolvi ad arbitrio del Podestà, e
sua Corte, considerata la qualità del delitto, Persona, e di lei
età. |
1347
Tortona
1351 circa, e 1386 - Lago
di Garda.[Garda]
|
De sodomite
[sic]
lviiii.
|
Sul sodomita, §
59.
|
Item quod si quis inciderit
in crimine sodomie igne concremetur, ita quod statum
[sic]
igne moratur [sic] ante quam familia domini potestatis recedat de
loco supplicij. |
Inoltre se qualcuno cadrà
nel delitto di sodomia, sia bruciato col fuoco, in modo che subito
muoia di fuoco prima che la polizia del signor podestà vada via
dal luogo dell'esecuzione. |
Pieter Bruegel
il Vecchio - Tortura e rogo, da ''La Giustizia'', [dopo il 1559].
1353 e 1447 - Carpi.[Carpi]
|
De sposalicijs
et matrimonijs.
|
Sugli sponsali e i
matrimoni.
|
p.
116 // Sodomite vero qui tam detestandum et contra naturam
scelus vituperosum et nefandum comiserint igne comburantur. |
Inoltre i sodomiti,
che abbiano commesso il vituperoso e nefando crimine tanto detestabile
e contro natura, siano bruciati col fuoco. |
1387 Cremona [Cr1387]
|
Rubrica de poena Sodomitae.
CXIII.
|
Paragrafo sulla pena
del sodomita. 113.
|
Sodomitae igne
concrementur, ita quòd statim in igne moriantur, antequàm
familia recedat de loco supplicij. |
I sodomiti siano bruciati
col fuoco, in modo che nel fuoco subito muoiano, prima che la polizia vada
via dal luogo dell'esecuzione. |
1389
Bologna
1402 Adria [Adria]
|
De muliere, vel
masculo poluto [sic] contra naturam.
|
Sulla donna, o maschio,
contaminato contro natura.
|
Qui mulierem, vel masculum
poluerit contra naturam, comburetur igne, patiens verò puniatur,
& castigetur, aut etiam absolvatur arbitrio D.<omini>
Vicecomitis considerata qualitate facti, & personae, & etate sua. |
Chiunque contaminerà
contro natura una donna o un maschio, sia bruciato col fuoco. Il
passivo sia però punito e castigato, oppure assolto, ad arbitrio
del signor Visconte, considerata la qualità del fatto e della persona,
e la sua età. |
1404 circa - Feltre.[Feltre]
|
De adulteriis,
& qualiter raptum, incestum, vel in violentiam committentes, &
contra naturam polluens puniatur.
|
Sugli adulterii, e
su come sia punito il ratto, l'incesto, chi compia violenza e chi contamini
contro natura.
|
p.
109 // (...)
Si vero quis mulierem, vel virum contra
naturam polluerit, igne comburatur, paciens vero considerata qualitate,
& persona, & aetate ipsius, arbitrio Potestatis & suae curiae
puniatur, aut castigetur vel etiam absolvatur. |
Se qualcuno contaminerà
una donna, o un maschio, contro natura, sia bruciato col
fuoco. Il passivo però, dopo aver considerato la qualità
<del delitto> e la persona e la sua età, sia o castigato o assolto
ad arbitrio del Podestà e del suo Consiglio. |
1414 Genova.[Genova
1414]
/
carta 2v. / Caput V.
Quod aliqua persona
ad tormentum seu martirium non ponatur nisi prout.
|
Capitolo 5.
Che nessuno possa essere
tormentato o torturato se non per quanto segue.
|
Non possit aliquis magistratus
civitatis vel communis Ianuae aliquam personam ad martirium seu tormentum
ponere aliqua occasione nisi ratione seu occasione aliqua ex maleficiis
infra scriptis: |
Nessun magistrato della città
o del Comune di Genova potrà tormentare o torturare alcuna
persona in nessuna occasione se non per una ragione o un'occasione legata
ai crimini qui sotto scritti: |
| (...) rixa, seu conspiratio
facta contra magnificum Ducem eiusque successores, & dominum potestatem,
seu Rectorem vel comune (?) Ianuae; delictum Sodomitae, incestus,
nefarius coitus. (...) |
(...) rissa, o cospirazione
fatta contro il magnifico Doge e i suoi successori, e il signor podestà,
o rettore del Comune di Genova; il delitto del sodomita, incesto,
coito
nefando... |
1424 Belluno.[Bl1424]
Liber
III, cap. 48.
De
poena committentium sodomiam.
|
Libro 3, cap. 48.
La pena per chi pratica
la sodomia.
|
Si
vero mulierem ver virum contra naturam polluerit, igne comburatur. |
Se poi avrà contaminato
contro natura qualche donna o uomo, sia bruciato col fuoco. |
| Patiens
vero considerata qualitate delicti & personae, & aetate ipsius,
arbitio Rectoris & Consulum puniatur vel castigetur, aut etiam absolvatur. |
Quanto al passivo,
considerata la qualità del delitto e della persona, e la sua età,
sia punito o castigato ad arbitrio del Rettore o dei Consoli, o anche assolto. |
1425
e 1592 Casalmaggiore [1425 e 1592] [Casalmaggiore]
Rubrica,
de
poena Sodomitae.
|
Paragrafo
sulla
pena del sodomita.
|
Sodomita
puniatur, & comburatur igne, ita, quòd statim moriatur in igne,
antequam familia Domini Potestatis de loco supplicij recedat. |
Il
sodomita sia punito, e bruciato col fuoco, in modo che subito muoia
nel fuoco, prima che la polizia del signor Podestà vada via dal
luogo dell'esecuzione. |
1425 Vicenza.[Vz1425]
|
Liber tertius,
cap. "De violentijs", 10.
|
Libro terzo, cap.
"Sulle violenze", 10.
|
p.
200 // Item quicunque
[sic]
mulierem
vel masculum polluerit contra naturam, igne concremetur: patiens
vero muliebria puniatur sive castigetur, aut etiam absolvatur //p.
221// arbitrio Rectoris, suorum assessorum & consulum communis
Vicentiae considerata aetate, & inspecta qualitate facti, & personarum. |
Inoltre chiunque contaminerà
una donna o un maschio contro natura, sia bruciato col fuoco. Chi
ha subìto atti da donna sia punito o castigato, oppure assolto,
ad arbitrio del Rettore e dei suoi assessori e consoli del Comune di Vicenza,
dopo aver considerato l'età ed esiminato la qualità del fatto,
e delle persone. |
1438 Pordenone.[Pn1438]
|
Liber II, <§
23>, De sodomia.
|
Libro 2 <§
23>, sulla sodomia.
|
p.
65 // Item, si quis nephandissimum stuprum, & contra naturam
scelus commiserit, propter
quod insurgunt leges, & armantur jura, scilicet, sodomitico
modo cum masculis commiscendo, se in se ipsum id patiendo, aut cum brutis
animalibus faedose <sic> carnaliter commiscendo, igne sine mora concremetur,
taliter, quod corpus ejus in pulverem convertatur. |
Inoltre,
se qualcuno avrà commesso il nefandissimo stupro e crimine contro
natura, "a
causa del quale insorgono le leggi, e il Diritto si arma della spada",
vale a dire, in modo sodomitico copulando coi maschi, o subendo
questo atto su se stesso, o copulando carnalmente in modo turpe con animali
privi di ragione, sia bruciato senza indugio col fuoco, così che
il suo corpo sia ridotto in polvere. |
1446
Pars ( = decreto) del Consiglio dei Dieci di Venezia (15/9/1446)
1447
Pars ( = decreto) del Consiglio dei Dieci di Venezia (26/6/1447)
Statuti di Concordia [1450] [Cn1450]
|
/
p. 102/ Cap. 206.
|
Capitolo
206.
|
Item si quis nephandissimum
stuprum et contra naturam scelus comiserit, propter
quod insurgunt leges et clamant iura, seu sodomitico
modo cum masculis aut feminis extra vas debitum comiscendo, seu in se ipso
id patiendo, aut cum brutis animalibus fedose <sic>
carnaliter
comiscendo, igne sine misericordia concremetur taliter quod corpus eius
in pulverem convertatur. |
Inoltre
se qualcuno avrà commesso il nefandissimo stupro e crimine contro
natura, "a
causa del quale insorgono le leggi, e il Diritto grida", ossia al modo
sodomitico coi maschi o le femmine copulando al di fuori del debito
ricettacolo, o subendolo sudi sé, o copulando carnalmente in modo
turpe con animali privi di ragione, sia bruciato col fuoco senza misericordia,
così che il suo corpo sia ridotto in polvere. |
1455
Pars ( = decreto) del Consiglio dei Dieci di Venezia (2/3/1455)
1476 Ceneda.[Ceneda]
De pena polluentis
aliquem contra naturam.
Rubrica XXII.
|
La pena di chi contamini
qualcuno contro natura. Rubrica 22.
|
p.
191 // Qui mulierem, vel masculum poluetit [sic]
contra
naturam, comburatur igni. Patiens verò puniatur, et castigetur,
aut etiam absolvatur arbitrio Domini Episcopi, vel Vic<arii episcopi>
considerata
qualitate delicti, et persona, et aetate sua. |
Chiunque contaminerà
una donna o un maschio contro natura, sia bruciato col fuoco.
Il passivo sia invece punito
e castigato, oppure assolto, ad arbitrio del signor vescovo, o del suo
vicario, dopo aver considerato la qualità del delitto, e la persona,
e la sua età. |
|
|
Jusepe
de Ribera (1591-1652), Un rogo [1640-45]. Il condannato è
stato strangolato, gesto comune dal XV secolo coi condannati riconciliati
con la Chiesa. Il corpo è legato con catene per evitare che le fiamme
lo liberino.
|
1483
e 1621 Brescia
1492/1503
Orvieto
1498
Valcamonica
1501 Reggio Emilia.[Re1501]
De poena committentis
sodomiam, & vitium bestiale contra naturam.
Liber III, cap. LVIII.
|
Sulla pena di chi
commette sodomia, e il vizio bestiale contro natura.
Libro 3, cap. 58.
|
p.
161 // Statuimus, & ordinamus, ne quis cuiuscumque status, &
conditionis existat, sive masculus, sive foemina, horrendum facinus, &
scelus sodomiticum perpetrare audeat, tàm agendo, quàm
patiendo: quòd si, spreto Dei iudicio, commiserit; si quidem fuerit
maior annis quattuordecim; suspendatur laqueo, ita, quòd moriatur,
& statim igne concremetur, & ulterius condemnetur in libris centum
monetae currentis: |
Stabiliamo, e ordiniamo,
che nessuno di qualunque stato e condizione, sia maschio, sia femmina,
osi perpetrare l'orrendo crimine e scelleratezza sodomitica, tanto
come attivo che come passivo; e se qualcuno, in spregio del giudizio divino,
lo commetterà, se fosse maggiore degli anni quattordici, sia impiccato
finché muoia, e subito sia bruciato col fuoco, e oltre a ciò
sia condannato a una multa di cento lire di moneta corrente. |
| in quas poenas incidant
quicunque auxilium, consilium, & favorem praestiterint ad ipsum scelus
committendum. |
Nelle stesse pene incorrerà
chiunque avrà prestato aiuto, consiglio e favore per commettere
tale scelleratezza. |
1506
Scandiano
1510
Pergola
L'Italia in
una mappa di Maggini del 1597.
1514
Constitutiones Dominii Mediolanensis
Vedile
presso il commentarium
Gabrielis Verri de Constitutionibus Dominii Mediolanensis.
1524
circa - Faenza
1532
Vigevano
1549
& 1588 Pavia,
Adiectis adnotationibus
Flavii Torti
[1590]
1556
Urbino
1580?
Arezzo [Arezzo]
1580
Statuta Urbis Romae Gregorii XII
1621
Brescia
1634 Valcamonica.[Valca]
|
Liber II (Statuta
criminalia), § 75. De poena sodomitarum.
|
Libro 2 (Statuti criminali),
§ 75. La pena dei sodomiti.
|
p.
203 // Sodomita, tam agens, quam patiens, igne concremetur, &
si in fortias non venerit, banniatur ab omnibus terris Sereniss.<imi>
Dom.<inii Venetiarum> salvò, si delinquens fuerit minor
annorum quindecim, quo casu, presens dispositio non procedat, sed puniatur
iudicis arbitrio, poena pecuniaria, vel carceris; salvo semper arbitrio
D.<omini> Potestatis, cum curia. |
Il sodomita, tanto attivo,
quando passivo, sia bruciato col fuoco, e se non sarà catturato,
sia bandito da tutte le terre del Serenissimo Dominio di Venezia, salvo
il caso in cui il delinquente fosse minore di quindici anni, nel qual caso
il presente ordinamento non si applichi, ma si punisca, ad arbitrio del
giudice, a una pena pecuniaria o del carcere; fatta salva sempre la decisione
del Signor Podestà e del suo Consiglio. |
1648 Rovigo.[Rovigo]
|
Tractatus IV, cap.
CLXXI - De muliere, vel masculo polluto contra naturam.
|
Trattato 4, cap. 171
- Sulla donna, o maschio contaminato contro natura.
|
p.
120 // Qui mulierem, vel masculum polluerit contra naturam,
prius capite puniatur, deindeque statim cremetur. Patiens verò tali
poena non puniatur; sed aut castigetur, aut absolvatur arbitrio Rectorum
considerata qualitate delicti, illius persona, & aetate. |
Chiunque contaminerà
contro natura una donna o un maschio, subisca prima la pena capitale,
poi sia bruciato. Il passivo non sia però punito con tale pena,
ma sia castigato o assolto ad arbitrio del Rettori, considerata la qualità
del delitto, la sua persona, e l'età. |
1685
Francisco de Villegas y Contardi (sec. XVII), Commentarium et
additiones agli Statuta et privilegia della Valle Antigorio.
1747
Gabriele Verri (1695-1782), Collectanea decisionum ad Constitutiones
Mediolanensis Dominii / Raccolta di sentenze relative alle "Costituzioni
del Dominio di Milano".
|
L'autore ringrazia
fin d'ora chi vorrà aiutarlo a trovare immagini e ulteriori dati
su persone, luoghi e fatti descritti in questa pagina, e chi gli segnalerà
eventuali errori in essa contenuti. |
Note
[1].Questi
che presento sono solo una minima parte delle centinaia di statuti
promulgati nell'Italia prenapoleonica (sulla quale si vedano anche .i
testi in lingua italiana).
Credo che diano comunque
un'idea del tipo di punizioni previste per chi avesse rapporti omosessuali
fra uomini o comunque "sodomitici" (la definizione di sodomia compendeva
in teoria anche i rapporti anali con donne, i rapporti di bestialismo
con animali, e presso certi commentatori anche i rapporti fra donne. In
pratica, è la "sodomia fra maschi" ad essere presente in
primo luogo alla mente dei legislatori).
Le lettere o parole comprese
fra <parentesi uncinate> sono integrazioni mie, eventuali miei commenti
sono invece fra [parentesi quadre].
Le traduzioni dal
latino, tutte inedite, sono mie, eccetto dove è diversamente
indicato.
[Adria].Ius
municipale Adriae, Valvasense, Venetiis 1707, p. 42.
[Arezzo].Liber
statutorum Arretii, Marescotti, Firenze 1580, Liber tertius, p. 152.
La prima edizione di quest'opera è del 1536, ma la presente edizione
si limita ad allinearsi alla legislazione toscana del 1558 e 1561, ed è
quindi posteriore a tale data.
[Belluno
1424].Statuta
magnificae civitatis Belluni, Venetiis 1797.
[Carpi]
Da: Statuta civitatis Carpi annis MCCCLIII et MCDXLVII (Memorie storiche
e documenti sulla città e sull'antico principato di Carpi, vol.
VIII), Rossi, Carpi 1905; "De sposalicijs et matrimonijs", p. 116.
[Casalmaggiore]
Statuta
Casalismaioris, s.e., Casalemaiori MDLXCII (sic, ma 1592), p. 43. Promulgati
nel 1426 e confermati nel 1592. Casalmaggiore apparteneva al Ducato di
Milano.
[Ceneda].Statuta
Cenetae, Claserio, Cenetae 1609. Vedi: 1476. Reformatio Statutorum
(pp. 179-196), III, 38 ("Reformatio Statuti sub Rubrica XXXVIII libro
III". "De mulieribus violenter cognitis"). "De pena polluentis aliquem
contra naturam", rubrica XXII, p. 191.
[Collalto].Statuta
Collalti, Andreola - Medesin, Treviso 1859, liber II, cap. X.
[Concordia]Da:
Statuti civili e criminali della diocesi di Concordia, Deputazione
di storia patria, Venezia 1883. In: Miscellanea pubblicata dalle Regie
deputazioni di storia patria, Venezia 1883, vol. 2, a p. 102.
[Cr1387].Statuta
civitatis Cremonae, Draconius et Bozola, Cremonae 1578, § 113,
p. 41.
[Feltre].Statuta
civitatis Feltriae, Gryphius, Venetiis 1551; liber IV, § 50, pp.
108v-109v.
[Garda].Statuti
criminali della Riviera di Salò. In: F. Bettoni, Storia della
Riviera di Salò, Malaguzzi, Brescia 1880 (4 voll.), vol. IV,
"Statuti e decreti", pp. 121-226, p. 158.
La strana regola
sulla polizia è mirata a verificare che il condannato non
sia sopravvisuto al rogo.
Ho messo online
anche gli
statuti del 1620, in italiano.
[Genova
1414].Il testo copiato da: Statuta
et decreta Communis Genuae, Caligola Bazalerio, Bologna 1498. Lo statuto
rimase in vigore fino al 1557.
[Padova].Statutorum
magnificae civitatis Paduae libri sex. Degli statuti della magnifica città
di Padua libri sei, Tivano, Venetiis 1747
(cioè 1767) e 1767, 2 voll. Liber V, statutum VIII, caput 2 (vol.
2, p. 204-205).
La
traduzione in italiano non è qui mia: ho ricopiato quella
data in questo volume.
[Pordenone].Statuta
et privilegia magnificae civitatis Portus Naonis, Zatta, Venetiis
1755, liber II, <§ 23>, p. 65, "De sodomia".
La citazione
è dalla legge
romana "Cum vir", del 342 d.C.
[Reggio
Emilia].Statuta magnificae communitatis
Regii, Bartholus, Regii 1582; liber III, § 58, p. 161.
[Rovigo].Statuta
Rhodigii, Lendenariae et Abbatiae, nuper reformata, Pinelli, Venetiis
1648, Tractatus IV, cap. CLXXI (p. 120).
I Rectores
citati sono i rappresentanti e supervisori della Repubblica di Venezia
(che all'epoca dominava Rovigo) nel governo cittadino.
[Valcamonica].Statuta
vallis Camonicae, s. e., Brixiae 1634. Liber II (Statuta criminalia),
cap. 75, p. 203.
La Valcamonica
apparteneva alla Repubblica di Venezia.
[Vicenza].Statuta
communis Vicentiae. In: Jus municipale vicentinum, Lavezzari,
Vicentiae 1706; liber tertius, cap. "De violentijs", 10, pp. 220-221.
Figura allegorica
della Giustizia, 1610
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