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WILHELM von GLOEDEN (1856-1931) 
una bibliografia commentata - 2.
 
Di: Giovanni Dall'Orto.

Gloeden nel 1910. Ritratto dalla rivista ''Varietas''
Gloeden prima del 1910.  Dalla rivista ''Varietas''.
[Fare clic qui per l'indice delle pagine su Gloeden nel presente sito].
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Bibliografia su Wilhelm von Gloeden 
e le sue foto di nudo maschile.
Parte 2 - Opere di narrativa o saggistica [1].
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[Fare clic qui per la parte 1: Libri fotografici e d'immagine].
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Aldrich, Robert, The seduction of the Mediterranean. Writing, art and homosexual fantasy, Routledge, New York and London 1993, pp. 143-152.
Questo splendido saggio analizza l'attrazione provata dal  turismo omosessuale nordico, a cavallo fra Ottocento e Novecento, nei confronti delle popolazioni del "Sud".
Le pp. 143-152 analizzano la fotografia di Gloeden dal punto di vista della sensibilità omosessuale e della sua ricerca dell'"esotico" nei ragazzi siciliani.
Molto interessante.



Copertina di un fascicolo di "Mediterranean studies".

Alù, Giorgia, Pan, the saint and the peasant: Southern bodies imag(in)ed at the turn of the nineteenth century, "Mediterranean studies", XIV 2005, pp. 203-224.
Studio accademico
su Gloeden che non aggiunge nessuna notizia o nessuna interpretazione nuova. L'autrice è infatti unicamente interessata a verificare come sia possibile leggere le foto di Gloeden (e Plüschow), attraverso un filtro psicoanalitico e foucaultiano, quali esercizi di razzismo verso i ragazzi del Sud (in ciò trascurando la dimensione classista della loro opera).
Molto spazio è dedicato alla
“costruzione del sé attraverso lo sguardo dell'Altro”, e molto poco al significato sociale o artistico della produzione di
Plüschow e Gloeden, trattati come se condividessero lo stesso sguardo e lo stesso approccio:
The look from the place of the other” ,as Lacan calls it, allows the artist to recognize himself in the desired Other and, at the same time, to distance himself from it. Therefore, the homoeroticism of his photographs works as a strategy to reconstruct his ego and protect it from fragmentation”. (p. 215).
La conclusione dello studio è che:
Through the camera, the Southern body becomes both a represented and a representing object. At the same time, through the Other's body the photographer can construct his relationship with the world and his perception of it. The artist projects his fears and fantasies of what and who is alien onto the Other's body; he can also play and re-play his own anguish, perplexities and anxieties”. (p. 221).
Inutile per lo studioso di Gloeden.


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Frontespizio del libro di Aniante [1929]
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Aniante, Antonio  (1900-1983), "Gloeden". In: Venere ciprigna. Novelle, Edizioni Tiber, Roma 1929, pp. 23-29.
Sguardo (malinconico) sugli ultimi anni di Gloeden, e bilancio della sua arte, giudicata positivamente.
Ho messo online questo brano nel presente sito.




Arcara, Stefania, Hellenic transgressions, homosexual politics: Wilde, Symonds and Sicily, ''Studies in travel writing'', CLXII 2012, pp. 135-147.


 
[Questo è solo un "segnaposto", in attesa di trovare il tempo per recensirla].

 

 
Copertina del ''National geographcic, 1909.

Bell, Graham, A country where going to America is an industry, "National geographic magazine", december 1909, pp. 1063-1102.

Reportage sull'emigrazione siciliana negli Usa, con 27 foto di Gloeden, alcune delle quali mai viste altrove. Non parla di Gloeden, si limita ad utilizzarne le foto.



Copertina del libro di Mario Bolognari.

Bolognari
, Mario, I ragazzi di von Gloeden. Poetiche omosessuali e rappresentazioni dell'erotismo siciliano tra Ottocento e Novecento, Città del Sole Edizioni, Reggio Calabria 2012.

La migliore e più completa
opera storica su Gloeden e sulla Taormina del suo tempo attualmente esistente.

[Questo è solo un "segnaposto", in attesa di trovare il tempo per recensirla]

 
 
 
 

  
Bolognari, Mario, Falsi miti di Belle Epoque. Ai tempi “felici” del fotografo Wilhelm von Gloeden la Taormina dei poveri emigrava in America, "Illuminazioni", n. 16, aprile-giugno 2011, pp. 13-63.

Splendida analisi delle condizioni sociali a Taormina negli anni di Gloeden, che mostra come la realtà fosse ben diversa da quella "arcadica" descritta da Gloeden, ma fosse fatta di povertà spaventosa e di emigrazione di massa, che spopolò interi paesi intorno a Taormina. Il testo è apparso su una rivista online, da cui è scaricabile liberamente.
 






 
Calogero, Lorenzo, Taormina la trasgressiva! Ovvero: l'origine del "mito Taormina", "Quaderni taorminesi"; ca. 2000, pp. 35-38.
Di quest'opera ho potuto consultare solo una fotocopia, a cui mancava l'indicazione dell'anno, che comunque dovrebbe essere il quinto (verso il 2000).
Si tratta di un articolo la cui importanza consiste nel prendere infine atto, in una rivista rivolta ad un pubblico locale, dell'importanza del turismo omosessuale (e quindi dell'immagine propagandata per il mondo da von Gloeden) per gli inizi delle fortune turistiche di Taormina. 
Per il resto, Calogero riferisce le vicende basandosi sul solo romanzo di Peyrefitte quale fonte storica. 
La scelta è funzionale a conferire una certa aura poetica all'accaduto, ma ovviamente a tutto scapito della precisione storica.



Illustrations


Evangelista, Stefano, "Aesthetic encounters: the erotic visions of John Addington Symonds and Wilhelm von Gloeden". In: Luisa Calè e Patrizia Di Bello (curr.), Illustrations, optics and objects in nineteenth-century literary and visual cultures, Palgrave MacMillan, Houndmills 2010, pp. 95-104.

Il saggio è imperniato sull'interesse che per il militante omosessuale inglese J. A. Symonds le foto create da Gloeden avevano come "immagini di desiderio". L'autore è poco interessato alle foto in quanto tali, che per lui sono solo l'ennesima incarnazione d'un discorso "orientalista", razzista, classista ed anche un po' colonialista, nei confronti dei modelli.
L'autore propone anche alcune osservazioni interessanti (ad esempio laddove nota a p. 98 che l'arte di Gloeden si rapporta più con la scultura che con la pittura), ma non dà loro seguito, privilegiando l'aspetto politico a quello artistico.
Del resto secondo lui "l'ingenuità che informa l'estetica di von Gloeden è di fatto una forma di kitsch, costruita attraverso una mistura eclettica fra accademismo greco, latino e Belle Arti, creato dal godimento simultaneo di estetica elevata e cattivo gusto" (p. 98).
Come se non bastasse, l'autore è imbarazzato dal contenuto omosessuale dell'immaginario di Gloeden, quindi fa salti mortali incredibili per evitare di usare la parola "omosessuale" usando ogni tipo di giro di parole, anche grottesco, da "omofilo" a... "omoeroticamente inclinato"  (p. 94).

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Copertina del numero 9 di Fotologia
  
Faeta, Francesco, Wilhelm von Gloeden. Per una lettura antropologica delle immagini, "Fotologia" (Alinari, Firenze), vol. 9, 1988, pp. 88-104. 

L'autore ha, negli anni Ottanta, interrogato sulle pratiche omosessuali la generazione di taorminesi che conobbe Gloeden (compreso un suo amante per due anni). Dopo averci dato qualche frustolo stuzzicante delle loro risposte,  invece di raccontarci cosa ne pensavano loro dell'omosessualità, e di Gloeden, ci dice, fra un reboare d'avverbi ed aggettivi, cosa ne pensavano... Roland Barthes e Foucault. Ma porca miseria! Urge uno studio "per una lettura antropologica della paura di parlare di certi temi fra gli antropologi italiani". 
In più le foto di Gloeden sono mal stampate: tutte giallastre. 



Inizio della seconda parte del saggio di Falco

Falco, Giuseppe, Su alcune anomalie sessuali,  "Rivista di medicina legale e giurisprudenza medica", 1919, pp. 100-106 e pp. 133-137. Con una tavola f.t.

Saggio medico-legale interamente dedicato al caso di Wilhelm von Plüschow (qui citato come "G. P.").  
L'autore ha chiaramente letto la sentenza del processo, dato che ne cita alcuni estratti, ma non si è basata solo su quella, dato che fornisce ulteriori dati, alcuni dei quali ignoti (per esempio, un problema con la polizia a Roma nel 1898). 
Purtroppo solo la prima metà del documento parla del caso, la seconda essendo dedicata a un esame morfologico dei modelli, alla ricerca di eventuali "tare degenerative" sui loro organismi (!), basandosi sull'esame delle foto sequestrate, consegnate al Museo di criminologia di Roma, nel quale si trovano tuttora.
 


    Foto di Wilhelm von Gkloeden da ''The spell of Southern shores'' - 1926
    Wilhelm von Gloeden, foto dal libro The spell of Southern shores (1926).
Gippius, Zinaida (1869-1945), Una serata presso il barone G., "Babilonia", febbraio 1999, pp. 62-63. 

Tradotta dal russo da Paolo Galvagni, ecco la descrizione d'una serata trascorsa nel 1899 da una scrittrice lesbica presso von Gloeden, a Taormina.  

Rivela l'atteggiamento "folcloristico" e "colonialista" con cui Gloeden interagisce coi ragazzi indigeni, ma anche il clima di sogno di cui aveva saputo ammantare la sua permanenza in Sicilia, trasformando gli indigeni in  esotiche (ed erotiche) comparse. 

L'ho messa online nel presente sito. 
  


Goldberg, Vicki, A man-made Arcadia enshrining male beauty,  "New York Times", August 13 2000, pp. 30-31. 

Recensione all'opera di Gloeden, in occasione d'una mostra a New York. Equilibrato. 
Online su "Forum Romanum".


Copertina "GLQ", 2006

Goldman, Jason, "The golden age of gay porn". Nostalgia and the photography of Wilhelm von Gloeden, ''GLQ', XII (2) 2006, pp. 237-258.
Questo saggio è fondamentalmente una carrellata su come l'opera di Gloeden sia stata recepita sul mercato di lingua inglese, dai suoi giorni fino all'epoca di internet, su vari piani che vanno dalla idealzzazione nostalgica estetizzante del passato, alla pura e semplice pornografia.
Purtroppo in qualche piccolo punto il saggio propone osservazioni che soffrono del fatto che la divisione fra quanto prodotto da Gloeden e quanto prodotto da Pluschow e Galdi nel 2006 era ancora ancora incompleta, attribuendo così a Gloeden caratteristiche che che in realtà erano più tipiche degli altri due fotografi che sue.


 
Copertina di Ragazzi di Konrad Helbig

Helbig, Konrad (1917-1986), Ragazzi, editions Braus, Heidelberg 2001. 

Quest'opera (in-quarto, splendidamente stampata in bicromia, con testo in tedesco e italiano) non contiene alcuna foto di Gloeden, bensì il lavoro d'un fotografo tedesco che nelle sue immagini di ragazzi italiani degli anni Cinquanta e Sessanta mostra di averne assorbito il linguaggio, contaminandolo magari con quello, posteriore, di Herbert List. 
Interessante come documentazione della persistenza della visione gloedeniana anche dopo la sua morte. E splendida come opera in sé.



Copertina di don Giovanni Battista Marziani, Un grido d'allarme all'indirizzo di tutti i taorminesi. Discorso 14 giugno 1908, Tipografia san Giuseppe, Messina 1908

Marziani, don Giovanni Battista (1881-1917), Un grido d'allarme all'indirizzo di tutti i taorminesi. Discorso 14 giugno 1908, Tipografia san Giuseppe, Messina 1908.

Testo del sermone che il parroco della cattedrale di Taormina fu costretto a tenere dopo le furibonde polemiche nate dalle accuse di fare "mercato di carne umana" che il giornalista Umberto Bianchi scagliò contro Gloeden e la sua cerchia.
Il sacerdote ovviamente condanna coloro che praticano l'omosessualità, ma lo fa con un costante sforzo di non nominarla mai, esattamente come non nomina nessuno dei protagonisti dello scandalo, utilizzando giri di parole tanto larghi che si capisce l'argomento della predica solo conoscendo già i fatti a cui allude, senza mai citarli.
Nonostante non riferisca nessun "fatto" utile allo storico, è comunque d'un testo importante per capire cosa, in quell'anno, abbia spinto Gloeden a smettere di fotografare il nudo.




Copertina di ''The spell of southern shores''

Mason, Caroline Atwater (1853-1939), The spell of southern shores, The page company, Boston 1915, pp. 201-202. 

Testimonianza su Gloeden d'una ricca turista americana, che lo conobbe nel 1913.  
L'ho messa online nel presente sito. 
  


 
Copertina di ''Varietas''. Collezione G. B. Brambilla.
Immagine: collezione G. B. Brambilla.
Matteucci, Nina (secc. XIX-XX), Wilhelm von Gloeden, "Varietas" n. 75, luglio 1910, pp. 401-406. 

Nel 1908 Gloeden subì pesanti attacchi, che riuscì a rintuzzare senza danni irreparabili, come "mercante di carne umana". Nel 1910 la polemica si riaccese a causa d'una denuncia anonima che segnalava la sua opera come oscena, provocando un'indagine da parte del Ministero degli Interni, che avrebbe tenuto aperto un fascicolo su Gloeden fino allo scoppio della guerra.
Per disbrigarsi da questa situazione, da un lato Gloeden smise di fotografare il nudo (dopo il 1908 non si registrano più nuovi "depositi legali" delle sue foto), e dall'altro commissionò, oppure accettò volentieri, il presente saggio critico, che difende entusiasticamente il carattere "classico" e per nulla osceno della sua arte.

Secondo Nina Matteucci l'opera di Gloeden dava in effetti accesso nientepopodimenoché alla Grecità classica stessa, miracolosamente rediviva nelle sue foto. Ovviamente Gloeden fu "classico" solo nel senso che la sua estetica faceva riferimento al neo-classicismo accademico, pompier, e già eclettico, di fine Ottocento, ma per la Matteucci la "classicità" era appunto quella.

Negli anni precedenti la guerra (1910-1915) Gloeden mobilitò tutte le sue amicizie per sfuggire al cappio che gli si chiudeva attorno, ottenendo articoli come questo e addirittura un premio del Ministero della pubbica istruzione. Purtroppo per lui l'estetica neo-classica e accademica era già ampiamente al tramonto, come rivela la copertina stessa di questa rivista, pienamente Art Nouveau. Più che le denunce, da cui Gloeden riuscì a schermarsi grazie alle sue amicizie, sarebbe stato questo cambiamento di gusto, definitivo alla fine della Prima guerra mondiale, a rendere obsoleto il suo progetto artistico.

Questo articolo fotografa lo "zenit" della parabola artistica di Gloeden, nell'attimo subito precedente l'inizio della discesa della sua fama, quindi merita la lettura.

Ho messo online questo testo nel presente sito.
  


 
Michel, Etienne (secc. XIX-XX), Jean Lorrain en Sicile, ''L'Esprit Français'', 4e année, tome V, n. 6, 10 juin 1932, pp. 141-146. Testo e traduzione italiana pubblicati nel presente sito.

Racconto d'un incontro fra l'autore e Wilhelm von Gloeden, avvenuto nel 1911, nel quale il fotografo aveva raccontato i due suoi incontri con il romanziere francese (morto nel 1906). Lo scritto è particolarmenre interessante per la minuziosisima descrizione del giardino e della casa di Gloeden.
Ciò che questo articolo tace è che Lorrain era (notoriamente!) omosessuale; ciò sapendo, la descrizione dell'affinità più volte sottolineata da Gloeden con lo scrittore francese si capisce meglio.

Dal racconto emerge un Gloeden che introduce il suo celebre ospite ai ragazzi taorminesi, organizzando per lui una serata presso la propria villa sul Monte Ziretto, nel quali "figli di pastori e contadini" danzano per gli ospiti balli tradizionali siciliani.
  

 

Miraglia, Marina (1938-2015), L'eredità di Wilhelm von Gloeden, Amelio, Napoli 1977. 

Opuscolo di sette pagine (non illustrato) che introduce in modo equilibrato e senza pruderie l'opera di Gloeden, e annuncia l'acquisizione del suo archivio da parte della galleria Lucio Amelio di Napoli. Che con le lastre originali aveva ristampato le foto della mostra a cui questo libretto si accompagnava. 
  


 


Miraglia, Marina (1938-2015), Guglielmo Plüschow alla ricerca del bello ideale, "AFT (Archivio fotografico toscano)", anno IV, n. 7, giugno 1988, pp. 62-67.

Il testo è integralmente online in scansione come .jpg.  
Si tratta d'uno scritto fondamentalmente di critica d'arte, che dopo qualche scarno appunto biografico (non privo di qualche imprecisione, ma per l'epoca insolitamente informato) tratta delle differenze artistiche fra Gloeden e Plüschow, e dell'inserimento di Plüschow nel contesto dell'arte fotografica della fine del XIX secolo.  
Nonostante le scoperte intervenute con gli anni abbiano reso in parte superata la parte biografica, il saggio merita ancora la lettura per la parte critica, che rimane valida. 
  

 

Mormorio, Diego, La lunga vacanza del barone von Gloeden, Peliti associati, Roma 2002. 

Tre raccontini (36 pagine), in-ottavo piccolo, sull'arrivo di Gloeden a Taormina, sul suo amico e poi avversario, il barone Geleng e sul processo per "oscenità" subito dal suo erede nel 1936-41. 

Il tema omosessuale è comunque tenuto in sottotono, se non nascosto. 
  


 
dimensioni h 170 x largh 132

Nicolosi, Pietro (1925-2002), I baroni di Taormina, Flaccovio, Palermo 1959 e Giannotta, Catania 1973 (prefazione di Roger Peyrefitte). 

Libro di storia locale taorminese  contenente una biografia di "Guglielmo" Gloeden (pp. 39-66), e di qualche altro ricco turista omosessuale che frequentò Taormina fra Ottocento e Novecento. 

È assai utile per ricostruire l'ambiente sociale in cui operò e visse il "barone fotografo": l'autore aveva ancora a disposizione i testimoni oculari di quell'epoca.  
Non a caso è l'unico a riferire i nomi e cognomi dei principali modelli di Gloeden.




Copertina de L'omo delinquente

Oliari, Enrico, L'omo delinquente. Scandali e delitti gay dall'Unità d'Italia a Giolitti, Prospettiva editrice, Roma 2006.

Contiene i capitoli:
"Catania, 1908: von Gloeden e il commercio di giovani da parte dei tedeschi", e
''Roma, 1908: Processo a Wilhelm von Plueschow'',
entrambi online.


Copertina del libro di Raffaella Perna

Perna, Raffaella, Wilhelm von  Gloeden. Travestimenti, ritratti, tableaux vivants, Postmedia, Milano 2013. 

Finalmente uno storico italiano della fotografia affronta Gloeden senza preconcetti e senza cercare di nascondere sotto il tappeto il fatto che la sua opera appartenne, anche, alla cultura omosessuale di fine Ottocento e inizio Novecento.  
Questo libriccino (in-quarto) è più un saggio illustrato che (l'ennesima) antologia d'immagini: testo e foto si dividono a metà lo spazio. L'autrice fornisce sia una biografia che un agile riassunto della fortuna critica di questo fotografo in Italia e all'estero. 

L'opera interessa quindi soprattutto a chi desideri leggere una biografica critico-artistica che superi una buona volta le favole diffuse dal romanzone di Peyrefitte, magari a integrazione del meraviglioso saggio di Mario Bolognari, che ha un taglio storico-antropologico e non biografico-artistico.  
L'opera di Perna aggiorna di almeno tre decenni quanto disponibile in italiano sulle vicende biografiche e critiche di Gloeden, svecchiando drasticamente la conoscenza disponibile nella nostra lingua, ed aggiungendo materiale inedito frutto della ricerca originale dell'autrice. La quale per eccesso di modestia non valorizza appieno, segnalandoli come tali, i suoi contributi originali, che il lettore non a conoscenza della letteratura esistente può essere portato a non riconoscere, ma che esistono e sono numerosi: cito fra tutti il testo della sentenza definitiva d'assoluzione dell'erede di Gloeden, Pancrazio Buciunì, qui pubblicata per la prima volta, dimostrando come quella circolata fino ad oggi fosse in realtà la sentenza di primo grado. 

Molte sono le lacune riempite da Perna nelle conoscenze (approssimative e spesso intenzionalmente mistificanti) circolate fino ad oggi, con un amorevole lavoro filologico di particolare importanza e interesse, anche se inevitabilmente destinato a sfuggire al lettore non pienamente addentro nel tema. 

Si aggiunga il fatto che l'aspetto iconografico non è per niente secondario, dato che Perna ha cercato di proporre immagini per quanto possibile inedite: cosa non facile per un autore, come Gloeden, su cui il mercato ha già proposto letteralmente decine di edizioni, ma in buona parte riuscita, restando alla larga dalle paludi del "visto e stravisto".  
La stampa (monocroma in bianco e nero, ma su carta patinata) e la qualità delle riproduzioni sono adeguate al livello d'un libro fotografico a prezzo economico (€ 19) e sono più che all'altezza del tipo di proposta editoriale scelta. 

Lodevole l'attenzione (ormai imprescindibile per qualsiasi lavoro che voglia avere, come questo, un approccio filologico) prestata nel riportare sempre il numero di catalogo laddove presente sul retro delle foto, ed anche la competenza che ha permesso all'autrice di non sbagliare neppure un'attribuzione: qui tutte le foto di Galdi e Plüschow sono chiaramente identificate come tali. Qui siamo ormai a ben altro livello, rispetto ad alcune cialtronate di solo un paio di decenni fa. 

Il prezzo e le dimensioni contenute (109 pagine, di cui una buona metà d'immagini) fanno di quest'opera l'introduzione ideale a Gloeden ed alla sua opera, e la consiglio come tale. 

Il solo limite che riesco a immaginare è che, essendo l'attenzione dell'autrice rivolta con prepotenza alla storia dell'arte, l'importanza sociale e addirittura politica che ebbe l'opera di Gloeden per l'immaginario collettivo omosessuale dell'Otto e Novecento è molto trascurata, salvo laddove abbia avuto influssi su artisti gay contemporanei come Mapplethorpe o LaChapelle, che sono peraltro discussi apertamente e senza nessun falso pudore. Non si tratta quindi di censura, come nelle opere precedenti di autori italiani (quasi "mitica" resta la devastante omofobia dell'edizione Longanesi del 1980), bensì di focalizzazione, purtroppo necessaria in un libro di dimensioni tanto contenute. 
Resta comunque il fatto che è un peccato che un'autrice dall'approccio tanto rilassato all'ottica gay nell'arte non abbia avuto lo spazio per approfondirne l'importanza in Gloeden: di sicuro avrebbe avuto da dare un contributo interessante. Un contributo che, purtroppo, nella critica d'arte italiana continua a mancare, con la sola eccezione del lavoro di Eugenio Viola. 

Post scriptum: su Academia.edu sono leggibili e scaricabili le pagine introduttive dell'opera. 


 

Peyrefitte, Roger (1907-2000), Eccentrici amori, Longanesi, Milano 1967. 

L'edizione originale (Les amours singuliers) fu edita nel 1949. 

Una delle due narrazioni di questo libro è dedicato a una compiaciuta biografia di Wilhelm von Gloeden, mentre la seconda parla della passione incestuosa d'una madre per il figlio omosessuale. 

Fu quest'opera narrativa a ridare celebrità a Gloeden, dopo un periodo d'eclissi della sua fama, al punto che per due decenni e più l'opera del "barone fotografo" è stata letta attraverso il filtro (e in parte specchio deformante) di Peyrefitte. 

Quest'opera è anche, indirettamente, responsabile della corsa ad attribuire a Gloeden qualunque foto di nudo maschile prodotta in Italia a fine Ottocento, corsa che ha inquinato il corpus di Gloeden con opere di molti altri fotografi. Essendo quello di Gloeden (grazie a Peyrefitte) il solo nome noto, le sue foto valevano di più sul  mercato antiquario. Da qui valanghe di attribuzioni "disinvolte", e non certo disinteressate, da parte di commercianti d'immagini e collezionisti. 

Nota bene: nonostante Peyrefitte abbia fatto in tempo a parlare con chi aveva conosciuto Gloeden in vita, e si basi nel suo racconto su fonti di prima mano, lo scritto rimane comunque opera letteraria e romanzata. Non è certo una biografia di carattere "scientifico" e filologico, e va quindi presa con molta prudenza. 

Ciò detto, chiunque studi Gloeden dovrebbe partire dalla lettura di questo testo, perché molti saggi critici posteriori sono conferme o smentite (di solito non dichiarate) al ritratto reso celebre in quest'opera. 
  


Pietsch, Ludwig  (1824-1911), Kunst und Photographie,"Velhagen & Klasings Monatshefte", 1893-94, pp. 385-399. 
Saggio sull'arte di Gloeden, in tedesco, illustrato da alcune incisioni tratte da foto di Gloeden risalenti alla produzione del periodo napoletano e del periodo dell'apprendistato fotografico con Giuseppe Bruno a Taormina. 
Ho caricato le scansioni dell'intero articolo, ottenute grazie alla cortesia di Malcom Gain, su WikiCommons (fare clic su ogni immagine per ingrandirla). 
  


 

Pohlmann, Ulrich, "Wilhelm von Gloeden: la visione di un paradiso terrestre fin de siècle", in: Peter Weiermair, Il nudo maschile nella fotografia del XIX e del XX secolo, Essegi, Ravenna 1987, pp. 29-43. 

Questo eccellente saggio di uno dei migliori studiosi di Gloeden, ne esamina l'opera  dal punto di vista della storia della fotografia e della storia sociale. 

Non nasconde minimamente il carattere omosessuale della sua produzione, e ne valuta il significato nel contesto sociale, culturale e artistico dell'epoca, con osservazioni acute e interessanti. 

Vivamente raccomandato. 
  


 
Copertina del libro di Pohlmann su Plüschow

Pohlmann, Ulrich, Guglielmo Plüschow (1852-1930). Ein Photograph aus Mecklenburg in Italien [1995]. 

È qui pubblicato online, in tedesco solamente, il testo critico che accompagna l'omonimo libro. 
  


 
Copertina di Saglimbeni

Saglimbeni, Gaetano (1932-2016), I peccati e gli amori di Taormina, Edizioni P&M Associati, Messina 1990. 

Vedi il capitolo 3,  "Gloeden: vizi privati e pubbliche virtù del barone fotografo", pp. 29-40. Testo non di storia ma cronaca rosa, si basa fondamentalmente su Nicolosi. 
  


Schiff, Gert (1926-1980), The sun of Taormina, "Print collector's newsletter", Vol. IX No. 6, January-February 1979, pp 198-201. 

Articolata recensione dei due volumi a cura di Jean-Claude Lemagny (1977) e di Charles Leslie (1977). 
Irrimediabilmente datata a causa della massa enorme di nuovo materiale edito nel frattempo, e della migliore conoscenza delle opere di Plüschow e Galdi che nel 1979 erano praticamente ignoti, è però ancora di qualche utilità per l'analisi dei paralleli iconografici fra le opere di Gloeden, Plüschow e Galdi e gli artisti loro contemporanei. 
  

 
Inizio dell'articolo da ''The studio''

The nude in photography: with some studies taken in the open air, ''The studio'', June 1893, pp. 104-109. 

Articolo sul nudo fotografico, illustrato da molte foto di Gloeden. [Chi è iscritto alla lista di discussione "Storia gay" può scaricare la scansione ad alta risoluzione di questo articolo dalla cartella "documenti" (circa 1,3 Mb complessivi), facendo clic qui]. 
  


 
  
Trede, Theodor (1833-19..), Volksleben in Süditalien, "Velhagen & Klasings Monatshefte", XII 1897-98, pp. 449-461. 

Saggio sull'arte di Gloeden, in tedesco, particolarmente prezioso perché pubblica principalmente opere della primissima produzione di Gloeden, risalente al periodo del soggiorno in Abruzzo a Francavilla a Mare, e opere scattate durante l'apprendistato fotografico con Giuseppe Bruno a Taormina. Si noti che le immagini non sono fotografie ma, com'era comune all'epoca per problemi tecnici, incisioni fedelmente tratte della foto. 
Ho caricato le scansioni dell'intero articolo, ottenute grazie alla cortesia di Malcom Gain, su WikiCommons (fare clic su ogni immagine per ingrandirla). 


 
Verdicchio, Pasquale (1954-vivente), Looters, photographers, and thieves: aspects of Italian photographic culture in the nineteenth and twentieth centuries, Fairleigh Dickinson University Press, Madison NJ 2011. 

Contiene due saggi su von Gloeden (devo ancora leggerlo).



  


 
Prima pagina dell'articolo da Die Kunst

W. von Gloeden's photographische Freilichtstudien, "Die Kunst für Alle", n. 16, 1900-1901, Mai, pp. 378-383. 

Testo anonimo, in tedesco, ilustrato, riedito anastaticamente nell'antologia della Janssen verlag, pp. 3-6 (manca p. 381, che contiene due foto). Chi è iscritto alla lista di discussione "Storia gay" può scaricare la scansione ad alta risoluzione di questo articolo dalla cartella "documenti" (circa 700 Kb complessivi), facendo clic qui (ne manca la p. 383, che contiene una foto). 
  


Copertina di The photogram, 1894

White, Gleeson (1851-1898), On photographing the nude, "The photogram", 1894, p. 55-56, 85-86 e 103-104. 

Discute del nudo in generale, ma usa molte foto (anche) di Gloeden per illustrare il pezzo. [Chi è iscritto alla lista di discussione "Storia gay" può scaricare la scansione di questo articolo dalla cartella "documenti" (quasi 2 Mb complessivi), facendo clic qui]. 
  


Young, Peter, Wilhelm Von Gloeden - First great photographer of the male nude, da "Gayme", anno 2 fasc. 1. 

Questo articolo è sostanzialmente un riassunto della biografia fornita da Leslie nella sua monografia su Gloeden. 

Utile per chi non riesce a trovare il libro di Leslie. Ed ache se l'articolo non contiene nulla di particolarmente scandaloso, credo sia doveroso avvisare che questo link porta al sito del Nambla. 


Nota: chi possedesse dati bibliografici e immagine di copertina di opere su Gloeden non incluse in questa lista farà cosa gradita inviandomele. 

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[Fare clic qui per la parte 3 - Giovanni Dall'Orto, Un nuovo von Gloeden]. --> 
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L'autore ringrazia fin d'ora chi vorrà aiutarlo a trovare immagini e ulteriori dati su persone, luoghi e fatti descritti in questa scheda biografica, e chi gli segnalerà eventuali errori contenuti in questa pagina.

Note 

[1] Questo elenco non è ovviamente esaustivo. 

Si troverà una ricchissima bibliografia, di ben tre pagine, in calce al saggio di Pohlmann. 

(Grazie a Malcom Gain per le foto di copertine che mi ha inviato). 

Alcune opere che non ho mai consultato di persona sono: 

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Bell, Graham, Sicily, the battlefield of nations and of nature, "National geographic magazine", January 1909, pp. 96-118.  

Con sei foto di Gloeden. 

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Cust, Robert H. Hobart, Photographic studies, illustrated by Guglilemo Plüschow and Count von Gloeden, "The photogram", XLI-XLII, n. 4, London 1897, pp. 129-133 e 157-161. 
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Gloeden, Wilhelm von, Kunst in der Photographie, "Photographische Mitteilungen", n. 36, 1899, pp. 3-6. 
 

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