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Il gay canzonato.
Un elenco di canzonette a tema l, g, b & t:
di: Giovanni Dall'Orto
1978
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Saggio sull'omosessualità nella canzonetta (prima metà).
Saggio sull'omosessualità nella canzonetta (seconda metà).
Schede di canzonette italiane - 1920-1976.
Schede di canzonette italiane - 1977-presente:
 
   
   
   

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1978

1978 - AA.VV. - Non stop.
Antologia di sketch di cabaret dalla trasmissione tv Non stop. Perché sì, quando Youtube non era neppure immaginabile, il solo modo per poter risentire uno sketch divertente era ascoltarselo su Lp.
Ora, lo so bene che questa non è musica, però questi Lp "parlati" erano venduti nei negozi di dischi e seguivano tutte le regole editoriali del mercato discografico. Pertanto concederò un lasciapassare almeno a questo disco, che fra gli altri brani contiene anche:
1978 - Bella, Gianni -  "Amico gay" - da - Toc toc.
Mollato dalla sua lei, il cantante va a lagrimare sulla spalla dell'amico gay, che vive come cabarettista e, fortunato mortale!, "non si innamora mai". Ma perché uno per poter essere gay dev'essere "pallido" e, soprattutto... Pierrot (ovvero, pagliaccio)?
E perché non avere il diritto d'innamorarsi deve essere spacciato per un privilegio?
Questo è un modo di ragionare tipico del razzismo: "A loro piace, vivere così".


1978 - Carrà, Raffaella - "Luca" - da - Raffaella.
Lamento d'amore (peraltro piuttosto allegro, anzi decisamente umoristico) di una ragazza abbandonata dal suo Luca, fuggito con un uomo: Una cover è stata incisa dalle "Hostess di Volo" nel 2005 nella Pride compilation.

Questa è una delle canzoni che mi sono state segnalate il maggior numero di volte da amici e conoscenti quando parlavo della mia ricerca sulle canzonette lgbt ("Ma 'Luca' della Carrà l'hai già messa, in elenco?"), segno del fatto che è stata molto ascoltata (ne esiste addirittura una versione in spagnolo!), ed ha colpito la fantasia di molti, nonostante sia un motivetto leggerino e disimpegnato. O forse, proprio per quello... ;-)


1978 - Cochi e Renato - "Silvano" - (45 giri). Riedita nel Cd - Le canzoni intelligenti (2000).
Scritta assieme ad Enzo Jannacci, che l'ha incisa per conto suo nel 1980. Si tratta d'un malizioso delirio nonsense, un gioco che si diverte ad affastellare parole sdrùcciole, rimproverando un tradimento amoroso a un uomo: A un certo punto però il testo apparentemente privo di senso descrive con doppisensi sfacciatissimi un rapporto sessuale anale (e non ci si faccia ingannare dagli aggettivi al femminile! Una donna biologica non è fisicamente in grado di creare "contrattempi alla prostata"!): Un piccolo capolavoro, da ascoltare assolutamente.

I soli Cochi e Renato hanno reinciso la canzone nel 2007, rimaneggiandone radicalmente il testo, pur mantenendo il carattere omoerotico del rapporto con Silvano.


  
Copertina dell'LP ''Svendita totale'', che contiene ''Vito''

1978 - Concato, Fabio - "Vito" - da - Svendita totale. Anche in 45 giri.
Ricordando con tenerezza un suo amico d'infanzia, rievoca come una volta furono scoperti e presi in giro dai compagni per i loro "giochi strani", di cui il cantante dichiara di non vergognarsi. Finalmente una canzone senza sensi di colpa!
La canzone ebbe un seguito nel 1984 con "Ti ricordo ancora".


La copertina di ''Rimini'', che contiene ''Andrea''
1978 - De André, Fabrizio - "Andrea" - da - Rimini.
Una versione suonata con l'apporto della PFM in: Fabrizio De André in concerto, 1979.
Bellissima canzone sul dolore e l'amore di Andrea, che ha perso l'amato (partito soldato e morto in guerra) e che per questo pensa al suicido. A mio parere una delle più intense canzoni omosessuali, nonostante tutti la conoscano e nessuno faccia mai fatto caso all'aspetto omosessuale della relazione cantata: Curiosamente (a testimonianza di quanto forte sia stata per anni l'autocensura, che impediva addirittura di pensare a certi temi), il tema omosessuale di questo testo mi è stato spesso negato dalle persone - specie omosessuali - a cui ne ho parlato negli anni; eppure è stato confermato esplicitamente dallo stesso De André, che così la presentò in occasione di un concerto nell'estate 1992: Una cover è stata incisa da Sasà Di Donna nel 2005 nella Pride compilation.

Un breve ma simpatico excursus sull'omosessualità nella canzoni di De André si può leggere qui.


1978 - Di Michele, Grazia - "Il problema" - da - Cliché.
Secondo il parere dei curatori del canale Youtube "Le introvabili", questa canzone (che non rivela mai il sesso della persona a cui l'io narrante si rivolge) potrebbe adombrare una storia fra due donne. In effetti la circostanza per cui il sesso del "tu" a cui si rivolge la cantante è accuratamente occultato porta a sospettare che si volesse celare qualcosa.
Tuttavia a mio parere questo non basta per qualificare il brano come canzone d'interesse lgbt: a me pare un eccesso di zelo. Le canzoni che nel testo oscurano il sesso del/la destinatario/a sono migliaia: se io dovessi elencarle tutte qui, addio bibliografia sulla tematica esplicitamente lgbt!
Riporto comunque il parere de "Le introvabili" per dare a chiunque il modo di giudicare da sé: Chi legge queste righe ascolti, se vuole, la canzone e decida da sé se trova più convincente il punto di vista dei miei corrispondenti o il mio.



1978 - Easy Going - Easy Going.
Disco-music in lingua inglese, prodotta da un gruppo che prendeva il nome da un locale gay di Roma (e la copertina dei loro dischi era esplicita rispetto alle loro preferenze sessuali! Sulle quali oggi in Rete non si trova più la minima traccia: tutto è stato censurato dai fans!).
Questo disco, che mescola ritmi da discoteca con arrangiamenti elettronici, fu il primo successo mondiale (vendette oltre 500.000 copie) di quella che sarebbe stata chiamata "Italo-Disco" (musica da discoteca all'italiana).
Questo Ep contiene:


1978 - Faust'o [Fausto Rossi] - Suicidio.
Un Lp di rock d'avanguardia, che nei testi è aggressivo e a tratti orgoglioso.
Contiene anche canzoni con tematiche o allusioni omosessuali (poi svanite negli Lp successivi):
 
1978 - Malgioglio, Cristiano - "Maledizione io l'amo" - da - Maledizione io l'amo.
La canzone non è esplicitamente gay, grazie a quell'apostrofo bricconcello che non ci permette di capire se qui si intendesse"lo amo" o "la amo".
Tuttavia, com'era solito fare in quegli anni (si pensi solo a "Gelato al cioccolato", edita l'anno successivo), Malgioglio si diletta nei suoi doppi sensi sessuali: Richiamo l'attenzione sulla disponibilità a fare del proprio corpo una "rosa rossa", metafora in uso diciamo almeno dal XIII secolo, ma soprattutto sul fatto che l'amore sia particolarmente forte quando l'amato riesce ad arrivare fino al cuore. Metafora che lascerò spiegare a Sconsolata (il personaggio creato dalla cabarettista Anna Maria Barbera) che parlando dell'importanza della sessualità in un suo sketch annotava proprio: "Amore, amore... Sì, amore... Ma se poi non mi arrivi fino al cuore...".
E ho detto abbastanza.


1978 - Cecilia - "Les biches" - (45 giri).
Ci ho messo molto per capire se questo disco fosse un prodotto titillatorio (la tipica "orgasmo song" all'italiana) per eccitare gli eterosessuali, oppure un tentativo serio da parte d'una donna di esaltare "con le armi della poesia" l'amore fisico fra donne (un tema ancora tabù nelle canzonette italiane).
Ne ho concluso che si tratta forse di tutte e due le cose: cioè d'un tentativo onesto, ma commercializzato in modo atroce dall'editore, nella speranza di "far cassetta" con il tema "piccante", fermandosi giusto un millimetro al di qua del confine con il porno-lesbo.
Da qui il titolo orribile di questa canzone (letto in francese significa "le cerbiatte", ma se si legge all'italiana...), e la copertina troppo esplicita, quasi soft-porn.

Anche il testo fluttua in questo limbo fra pretesa artistico-letteraria, simulazioni orgasmiche sospirose e musichetta di sottofondo gniii gniii gniii, che dovrebbe essere romanticamente evocatica, mentre sborda nel kitsch puro e semplice:

E dopo queste "istruzioni per assemblare un coito lesbico verbale", arrivano i sospiri orgasmici e i riferimenti al "mio piccolo nido che dà calore" che è "come un fiore aperto: ha sete di te, della tua bocca! Dissetalo e bevi!"... e qui preferirei astenermi dal proseguire.
Grazie per la comprensione.
1978 - Cecilia - "Ninna nanna di Saffo" - (45 giri).
Retro di "Les biches". Un'altra "orgasmo song"  che mette un scena una donna che verseggia sul corpo della sua amante addormentata.
Io la trovo spaventosamente kitsch, di un gusto terrificante, ma chissà se era insincera chi ha creato questa poesia lesbica (dozzinale), recitata con pomposa enfasi attoriale (l'incisione sembra un saggio di scuola di recitazione) su sottofondo di musichetta romantica.
Forse chi ha prodotto questo 45 giri era davvero convinto di fare qualcosa di bello e importante. E forse a qualcuno sarà anche piaciuto...
Però io lo trovo lo stesso di un gusto terrificante: Sembra una poesia di Solange... Peraltro neppure a lieto fine: Perché l'amore lesbico, si sa, è sterile, "come una culla vuota", ed è destinato a finire presto...
Mi risparmio ulteriori commenti.


1978 - Pravo, Patty - "Pensiero stupendo" - (45 giri). Poi nell'Lp - Miss Italia.
Una delle canzoni più celebri di Patty Pravo, se non addirittura il suo "cavallo di battaglia" tout-court.
È la simpatica e disinibita descrizione d'un rapporto sessuale fra "lui" e "lei" in presenza di un'altra "lei": Il brano è stato interpretato anche da Dolcenera nel 2005 (pure in duetto con Loredana Bertè), dai La Crus nel 2001 (che nel video l'hanno genialmente trasformata in un rapporto fra due "lui" ed una "lei"!) nonché reinciso in un nuovo arrangiamento da Patty Pravo nel 1997.


1978 - Simone, Franco - Paesaggio.
Contiene le canzoni:
1978 - Le Sorelle Bandiera - "Fatti più in là" e "No, io non ci sto" - (45 giri).
Le "sorelle Bandiera" furono il primo gruppo di travestiti ad ottenere un enorme (per quanto effimero!) successo di pubblico attraverso la televisione ("Fatti più in là" fu la sigla della trasmissione tv L'altra Domenica).
In realtà si trattava più di attori cabarettisti che di cantanti, visto che tutte le loro canzoni furono sempre incise dal complesso delle "Baba Yaga".
Segnalo questo disco solo come curiosità, anche perché le Sorelle Bandiera si guardarono sempre bene dal toccare in qualunque modo il tema dell'omosessualità.


1978 - Squallor - "Radiocappelle" - da - Cappelle.
Non ce la faccio. Gli Squallor sono degli stronzi maschilisti e omofobi, ma porca miseria, anche quando stanno sparlando di me e mi stanno trattando secondo i peggiori canoni omofobici, riescono lo stesso a farmi scoppiare a ridere!
Come in questo brano, che descrive una fantomatica radio privata gestita da gay, secondo i canoni di quello che gli eterosessuali fantasticavano dovessero essere i gay. (In effetti il brano è divertente anche perché mostra gli omosessuali che ragionano e si comportano come eterosessuali).

A differenza di quanto avviene nelle normali presentazioni stereotipate, qui non s'insiste sull'effeminatezza e la "scheccata", semmai, i gay sono caratterizzati da una continua ossessione erotica, dato che alla fine tutti i loro discorsi vanno a parare "lì".
Il brano è purtroppo invecchiato qua e là perché prende di mira personaggi d'attualità, ma va comunque segnalato il fatto che questa è una delle prime canzoni (se non la prima) non prodotte da gay a citare l'esistenza del neonato (1971) movimento gay, il Fuori!:

(Qui c'è una perfida frecciata a "Figli delle stelle" di Alan Sorrenti (1977), che veniva preso in giro perché cantava in falsetto). Il testo da solo non rende il carattere del pezzo (recitato su un sottofondo rock-and-roll tutto sassofoni e tastiere), che "regge" anche per la bravura cabarettistica della voce recitante, piena di moine e invenzioni spassosissime, sempre sul filo del nonsense e del pazzo divertimento fine a se stesso.
In effetti ciò che ha permesso agli Squallor di durare negli anni è stata sicuramente la professionalità dei loro dischi: erano infatti tutti professionisti dello spettacolo, e non ragazzini che tenevano in mano una chitarra da due o tre mesi, come accadde successivamente nei troppi gruppi di "rock demenziale-goliardico". E la differenza si nota.


1978 - Tich, Andrea - Masturbati.
Fra le canzoni di questo album, provocatorio fin dal titolo e sperimentale, si segnalano, per la tematica gay o la presenza d'allusioni omosessuali, i brani:

1978 - Timothy & Sarah - "Tre in amore" - (45 giri).
Allora: Claudia, fidanzata di Timothy, gli infila nel letto l'amica Sarah e scatena un rapporto a tre, per un motivo che mi sfugge, dato che Timothy provvede subito a dire "Ti amo" a Sarah, scatenando l'immediata gelosia di Claudia ("Sei un bastardo! Maledetto!").
Timothy prima s'incazza e vuol scacciare Claudia, poi si calma e s'affanna a meritarsi il perdono usando il suo giovane e virile corpo, e da qui in poi è tutto un sospiro, un gemito e un garbuglio, con il sottofondo d'una musichina "romantica" con plìn plìn di chitarra e fiuu fiuu di flauto, secondo il modello collaudato di quelle che molto opportunamente sono state soprannominate "orgasmo songs".
C'è però un piccolo dettaglio che rischia di sfuggire, in questo rotolar di corpi: verso la fine Timothy invoca il nome di Sarah, e immediatamente Sarah invoca il nome di Claudia. Dimostrando che forse non era stato il desiderio di Timothy a spingere Sarah ad acconsentire al rapporto a tre...


1978 - Vecchioni, Roberto - Calabuig, Stranamore e altri incidenti.
Contiene tre canzoni che occhieggiano al nostro tema:
1978 - Venditti, Antonello - "Giulia" - da - Sotto il segno dei pesci.
Una donna è contesa fra un uomo e una donna, e la vittoria sembra arridere a quest'ultima.
1978 - Zero, Renato - Zerolandia.
Contiene:
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Inedito.
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