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Il gay canzonato.
Un elenco di canzonette a tema l, g, b & t:
di: Giovanni Dall'Orto
2006
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Saggio sull'omosessualità nella canzonetta (prima metà).
Saggio sull'omosessualità nella canzonetta (seconda metà).
Schede di canzonette italiane - 1920-1976.
Schede di canzonette italiane - 1977-presente:
 
      
      

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Ignoto  
Aggiunte

2006

2006 - Canzian, Adriano - The figuration of trans [Ep].
Nuovo Ep di questo dj italiano che canta (o meglio, parla) in inglese.
Contiene quattro versioni del brano "Trans/figuration".
La voce narrante rivolge avances a un interlocutore di sesso maschile (la cosa è certa, in quanto ne apprezza il "big cock") spiegando di volerlo e di non voler essere uomo, stanotte, ma di voler cambiare identità (sic), di volersi trasformare, altrimenti ne morrà, o almeno impazzirà.
Invita quindi a toccare il proprio corpo, abbellito da rossetto rosso, biancheria intima femminile, smalto sulle unghie e quant'altro ("Il tuo corpo mi fa sentire così diverso / quando mi baci, / quando mi tocchi"). E promette che stanotte farà la ragazza cattiva...
Suppongo che nel produrre questo brano Canzian pensasse di fare qualcosa di molto trasgressivo, ma è sorprendente notare quanto alla fine risultino convenzionali le trasgressioni proposte. Se rossetto e smalto riescono ancora ad apparire "trasgressivi" nel 2006, allora le profumerie sono focolai di rivoluzione (e non a caso il testo cita Christian Dior).

La musica è la solita house che si ripete ossessivamente, da inizio a fine, con ritmo martellante e ampio ricorso ai suoni elettronici; il testo è parlato, non cantato, con forte accento italiano e voce distorta elettronicamente.
Strettamente per appassionati del genere house.


2006 - Caparezza - "La mia parte intollerante" - da - Habemus Capa.
La canzone, d'un cantante politicamente impegnato a sinistra, è contro il bullismo scolastico.
Descrive la condizione d'un adolescente, non gay, in una classe di maschi cresciuti nel culto della violenza e della sopraffazione: L'io narrante giustifica la propria diversità e rivendica il diritto a essere diverso dal branco: Che dire: wow!


2006 - Casto, Immanuel - "Bondage" - da - Musica per palati forti. Riedito anche nel 2007 in - Feel the porn groove.
Il brano si apre con una citazione in francese delle Centoventi giornate di Sodoma del Marchese de Sade, e con una musica elettro-dance dagli effetti "spaziali".
Il testo è un'apologia della pratica sadomasochista del bondage (termine cantato con l'originale pronuncia francese), cioè l'immobilizzazione con corde a fini sessuali: Anche qui è stato usato il trucco di proporre testi a tematica gay (il sesso maschile del "tu" è reso esplicito nei versi che dicono "Adesso sei il mio boia / e dimmi: "Adesso ing**a!") , ma illustrarli sulla copertina del disco con situazioni eterosessuali e accompagnati nell'incisione da coretti femminili (che cantano "Marquis de Sade").
Per quanto sembri incredibile, nessuno sembra essersene accorto per anni, a parte i gay...


2006 - De André, Luvi - "Oggi domani" - da - Io non sono innocente.
A mio parere questa canzone non ha tematica lesbica, checché ne dicano i commenti piccati degli ascoltatori su Youtube.
Da nessuna parte si evince infatti il sesso della persona a cui si rivolge l'io narrante, al quale può essere imputata al più una frase "sospetta", "io sono un uomo che si nasconde / io sono un uomo sono un uomo", la quale però, se volessimo prenderla alla lettera, ci farebbe definire transessuale (f-t-m) l'io narrante, e non certo lesbica.
Inoltre per il resto della canzone lo svolgimento è quello di un'ennesima, innocua canzonetta d'amore che si rivolge col "tu" ad una persona amata.

Come ho già avuto modo di dire, lanciarsi in sottili distinzioni esegetiche sul testo d'una canzonetta va bene per opere degli anni Sessanta, quando parlar chiaro era semplicemente impossibile. Ma nel 2006, se una cantante vuole parlare di lesbismo, può farlo apertamente; quindi se non lo fa, è perché non le interessava farlo. Punto e basta.
Non capisco perché romperci il cervello a ipotizzare che questa canzone possa parlare di lesbismo, quando ormai abbiamo decine di brani bellissimi e sconosciuti che lo fanno in modo aperto e dichiarato. E tanto basti.


2006 - Dolcenera - "Resta come sei" - da - Il popolo dei sogni.
C'è sempre un pericolo, nelle canzoni proposte da cantanti non gay per convincere, come questa, le persone omosessuali ad accettarsi: cadere nello stereotipo, o nel compatimento.
Due rischi a cui Dolcenera è brillantemente sfuggita grazie a un testo pregnante e intelligente, accompagnato da una melodia molto discreta ma non banale, e sorretto da un'interpretazione di ottima qualità.
Qui non troverete nessuno stereotipo, nessun compatimento, nessuno sguardo dall'alto in basso.

Questo è esattamente il tipo di canzoni di cui s'è sentita troppo a lungo la mancanza in Italia, e che finalmente stanno arrivando. (In margine, noterò che perché ciò accadesse, è stato necessario un ricambio generazionale completo dei nostri cantanti, con sole pochissime (anche se illustri) eccezioni provenienti dai pochi "pionieri" delle generazioni precedenti. Quanti anni sprecati...).

Dolcenera ha del resto espressamente confermato in un'intervista d'aver voluto dare un contributo all'abbattimento dei pregiudizi:

E alla domanda: "Che riguarda soprattutto le lesbiche?", ha risposto: "Direi che viene dalla madre per le femmine e dal padre per i maschi".

In questa canzone l'interprete si rivolge a un'amica, Laura, confusa e spaventata per i sentimenti che prova per la sua migliore amica.
La cantante l'invita a non avere paura e ad accettarsi per ciò che è, e soprattutto a non farsi ingannare da quanti le promettono che la potranno "cambiare"; alla ricerca d'una "normalità" agognata ogni qual volta le viene sbattuto in faccio e ripetuto che lei è "diversa".
Ma in questo fatto non c'è nulla di male, conclude la cantante, dato che Laura non fa del male a nessuno ed è capace di amare quanto chiunque altro:

Un brano eccellente, sicuramente da ascoltare, e da consigliare.
E magari anche da regalare a voi-sapete-bene-chi...


2006 - Egokid - The K-Icon.
(Commento ancora da scrivere).
Cd in lingua inglese. "Ogni brano è diverso ed elaborato ma tutti si accordano in nome dello spirito del sarcasmo gay". Contiene i brani:
2006 - Ferro, Tiziano e Antonacci, Biagio - "Baciano le donne" - da - Nessuno è solo.
Ai tempi in cui il coming out di Tiziano Ferro risultava un'opzione inimmaginabile, questo cantante amava infarcire i suoi pezzi d'allusioni e strizzate d'occhio alle tematiche gay. Ma "ovviamente", per quasi un decennio, anche solo accennare in modo esplicito al tema omosessuale per lui è stato un tabù: non si portano candele accese dentro a un fienile...

L'unico accenno esplicito concessogli dai tremendi censori della sua casa discografica è stato quello, tutto sommato marginale, contenuto in questa canzone. E per un buon motivo: si tratta d'un accenno al lesbismo, che quindi in nessun modo avrebbe potuto essere preso per autobiografico.
Il testo di questo brano è una generica esaltazione danzereccia del sabato, del tipo: che bello è festa e andiamo a divertirci e bla bla:

Ma non si pensi a un messaggio profondo, o liberatorio. La tesi di tutta la canzone è che di sabato si beve, ci si sente più disinibiti, non si fa caso a chi si bacia (uomo o donna che sia) e nessuno ha diritto di fare il moralista, per questo: Dieci anni per poter ammettere una banalità come quella d'essere se stesso, ma neppure un minuto di dubbi nel farsi cantore dello "sballo del sabato sera"? Eh no, mi spiace, ma io voglio giudicare. Perché le priorità in fatto di morale da parte di chi ha promosso queste canzoni sono, a mio giudizio, alquanto bizzarre.
E state tranquilli: coloro che pensavano solo al Dio Denaro, Gesù li giudicava eccome! Chiedetelo ai mercanti nel Tempio, se non ci credete!
Magari non giudicava le prostitute, quelle no, però in compenso andava in giro a dire che è più facile che un cammello entri nella cruna di un ago, che un boss di una casa discografica nel Regno dei Cieli.
O qualcosa del genere.


2006 - Fossati, Ivano - "Denny "- da - L'arcangelo.
A proposito di questa canzone Fossati ha dichiarato in un'intervista al "Corriere della sera": E ancora: E direi che questo tentativo sia riuscito. La canzone è infatti una tenera dichiarazione d'amore, sulle note d'un "lento" romantico, che un uomo che si alza al mattino per andare a lavorare fa al compagno, Denny, che dorme accanto a lui: La storia, per una volta, non è ambientata fra i ricchi e stravaganti, ma è volutamente raccontata a partire da un ambiente operaio, con La canzone può farsi forza d'un testo di ottima qualità poetica, ed ovviamente sulla musica, forse un po' raffinata per i gusti di massa, ma senz'altro adeguata a creare un'atmesfera che s'intoni alle parole.
Particolarmente bella e lirica trovo poi la stanza conclusiva del testo: Non ho altro da aggiungere se non: applausi.
Ascoltate questa canzone, non ve ne pentirete.


2006 - Gautier, Valentina - "Be free" - da - Be free.
La canzone, in lingua inglese, è un inno alla libertà generico (cioè senza nulla di relativo alla condizione lgbt), che però fu offerto dalla cantante come suo contributo al Gay pride di quell'anno. La canzone è accompagnata da un coro che la rende, ovviamente in modo deliberato, un po' epica.
Il motivetto è carino e la canzone si ascolta con piacere. Il solo punto debole è la pronuncia, che toglie qualsiasi dubbio sulla nazionalità della cantante fin dalle prime parole....

2006 - Gautier, Valentina - "Strega" - da - Be free.
Canzone femminista che gioca con i personaggi delle favole per dire che l'io narrante rifiuta i ruoli tradizionali e desidera uscirne.
Nel corso dell'elenco delle revisioni che intende apportare ai personaggi delle favole specifica:

Personalmente io sconsiglierei quel genere di matrimonio: chi lo prova di solito non ne è propriamente soddisfatta. Ma, ovviamente, libera qualsiasi strega di lasciarsi affatturare da chi preferisce.


2006 - Gem Boy - "Balla coi Lapi" - da - Ginecology.
La canzone nasce dallo scandalo che il 10 ottobre 2005 coinvolse Lapo E., membro di un'importante famiglia di industriali torinesi, che rischiò di morire per overdose di cocaina nel corso di un'orgia con alcuni transessuali.
Il testo si concentra unicamente su questo secondo aspetto (con spassosi doppi sensi in ogni verso a "tagliare", "tirare" e "aspirare" "righe" e "linee" e "piste" e "polvere" e "ovetti"), tuttavia il videoclip di questo brano (una presa in giro di Jump di Madonna) mette maliziosamente in scena il cantante travestito da donna, con una tutina rosa, o in minigonna.


2006 - Masucci, Marco - The dog is gay - (Brano mandatomi senza alcuna indicazione, a parte un misterioso "Singolo house jett, giugno 2006").
Un altro pezzo house che segue la moda di mettere la parola "gay" nel titolo, pur non avendo che pochi secondi di testo (oltre tutto parlato, non cantato). Non è rilevante per il nostro argomento, pertanto non mi sono preoccupato di sapere meglio chi sia Marco Masucci, se davvero il brano sia suo, e da dove spunti.


2006 - Mina - "Sull'Orient Express" - da - Bau.
Cover (con titolo cambiato) della canzone "Transessuale", incisa da Andrea Mingardi nel 1985.


2006 - Mines - "Per diventare gay" - da - Di bar in bar.
Se ne veda la recensione da me fatta al videoclip.
2006 - Mines - "Trans" - da - Di bar in bar.
(Canzone non ancora ascoltata. Commento ancora da scrivere).


2006 - Nannini, Gianna - "Mi fai incazzare" - da - Grazie.
Canzone d'amore per una donna, dal testo insolitamente comprensibile, anche se neppure qui si rinuncia ai giochi di parole a indovinello, come quello, già segnalato, relativo all'af(r)ica. La musica si basa su rock suonato con un profluvio di chitarre; l'interpretazione è al solito livello della Nannini.
Questo non è il mio genere musicale preferito, lo confesso, però questa canzone è all'altezza delle altre proposte di questa cantante. Quindi, se si apprezza il genere, è una proposta musicale che merita senz'altro l'ascolto.


2006 - Pausini, Laura - "In una stanza quasi rosa" - da - Io canto.
Cover della canzone di Biagio Antonacci, del 1996.
Proprio perché nel testo non è indicato mai in modo esplicito il sesso della persona amata, la chiave di lettura gay funziona anche in questa versione, cantata da una donna.


2006 - Pausini, Laura - "She (Uguale a lei)" - da - San Siro 2007.
Questa cover di "Tous les visages de l'amour" di Charles Aznavour (1974) fu presentata al festival di Sanremo nel 2006, ma non fu pubblicata su Cd.
Una nuova interpretazione, live, è stata però inserita nel 2007 nel Cd - San Siro 2007.
A tutta prima credevo che questa fosse soltanto una cover della versione che Aznavour aveva cantato in italiano come "Lei (She)". E invece no: la Pausini nell'interpretarla non ha cambiato il sesso della persona a cui si rivolgeva l'io narrante, tuttavia ha cambiato le parole, trasformando deliberatamente questa cover in una canzone lesbica.
Così, per esempio, laddove Aznavour canta: Pausini propone invece questo testo: Credo addirittura che sia affascinante vedere in che modo sia stato adattato (intelligentemente) il testo originale, per adeguarlo alla situazione d'una relazione fra due donne: Ascoltare per credere.


2006 - Proffe - "Ricchione" - (Singolo autoprodotto, scaricabile gratuitamente dal sito dell'autore).
Proffe (che a giudicare dal suo canale Youtube era solo un ragazzino in vena di goliardate) oltre che omofobo, è totalmente negato per il canto: non solo non riesce a beccare le note, ma neppure a stare a ritmo... Atroce. Perfino la metrica dei suoi versi zoppica!
E a differenza di quanto accade a una sua collega in "qualità" canore come Sabryna Trash, a salvare il risultato finale non gli vengono in soccorso né ironia né autoironia.
In breve, un "negato totale" che si esibisce in un "epic fail".

Questo brano è una collezione di volgarità e insulti omofobi (una coppia gay? "Quattro palle nella stessa casa").
Ciononostante, è stata ripresentata nel 2009, spacciandola per presunta "risposta" a "Luca era gay", soprattutto tramite Youtube. Tutto questo sforzo per poter annunciare al mondo (scheccando) che:

E credo di aver reso a sufficienza l'idea.


2006 - Puni - "Dimmi se ti piace" - da - Tolleranza zero.
Ennesimo rapper che si sente in dovere di insultare come "culattoni" i suoi rivali e detrattori:
2006 - Saga - "La Roma per bene" - da - ...Un bacio ai pupi...
In effetti, non sta scritto da nessuna parte che il rap debba essere di sinistra, ed ecco qui un rapper romano che presenta una descrizione della sua città che sembra uscita pari pari da un manifesto elettorale di Alemanno, e magari pure di Casa Pound.
Il degrado avanza... l'immoralità trionfa... le zozzonaggini dilagano... "tra spaccio e mignotte e paura quand'è notte", e la perverzione, la trazgrezzione, i nobbili ignobbili, i perzonaggi tristi, manca ordine, manca disciplina, signoramiadoveandremoafinire, quiunavoltaeratuttacampagna, oggi invece La soluzione proposta è quella tipica della destra: riaprire i casini, dove i virilissimi maschioni romanacci, aò, se potrebbero sfogà. Ma purtroppo l'ex sindaco di Roma, di centrosinistra, non aveva mai voluto farlo. (Oggi che c'è Alemanno, invece...): Peccato che i bordelli siano stati chiusi (con la "Legge Merlin", del 20 febbraio 1958) dal Parlamento, al quale solo compete eventualmente la decisione. Veltroni, anche volendolo (e dobbiamo ancora vedere Veltroni capace di "volere" qualsiasi cosa che non sia la propria elezione a qualsiasi carica) semplicemente non avrebbe potuto.
Questa uscita mi ricorda la campagna elettorale contro Pisapia a Milano, nel 2011, con i ragazzi del Pdl che mi davano volantini con su scritto: "Se vince Pisapia, Milano approverà i matrimoni gay!". Ed io rispondevo: Magari! Purtroppo è il Parlamento, non il Comune, a decidere in questo campo!
Ma la destra, omofoba o maschilisa che sia, è sempre uguale a se stessa: vive di bugie.


2006 - Sbedinje - "Le seghe a te" - da - AA.VV. - Italiani brava gente vol. 7.
Riedizione, con titolo cambiato, del brano già edito come: Nedo Nadi & group - "Asereje" (2002).


2006 - Trash, Sabryna - "Calenzano". (Singolo autoprodotto, scaricabile gratuitamente dal suo sito).
A mio parere, uno dei "capolavori" dell'autodefinita "zoccola imperettata", nonostante sia cantato in modo particolarmente straziante, senza riuscire a tenere il ritmo, e men che meno (ma quando mai?) la nota.
Sul sito della "cantante" viene definita come "Ode alla città che vede Sabryna professionista affermata nel mestiere più vecchio del mondo".
Ma nonostante il tema, il testo fa decisamente ridere: Volendo, potremmo fare un'analisi su come Sabryna Trash sappia usare con efficacia la figura retorica dell'iperbole a fini comici... ma a che servirebbe? Qua siamo nel trash puro e semplice, praticato e conclamato!
Diciamo quindi solo che la canzone è tutta un'esagerazione, ma un'esagerazione divertente.
Certo, non so quanto i calenzanesi avranno gradito la descrizione del loro ameno borgo come una sorta di bolgia infernale, ma insomma, dopo tutto anche di Brunetto Latini ci ricordiamo che è esistito solo perché Dante l'ha catapultato all'Inferno tra i sodomiti!
Ecco pertanto il claim to fame di Calenzano secondo Sabryna: Se poi questa musica celestiale non vi ha ancora saziati, c'è pure il video, che non è altro che un video di Madonna ("Hang up") sfacciatamente piratato, e usato per sovrapporre l'audio della diva di Calenzano al video della diva di New York.
Un gemellaggio quanto mai improbabile... però funziona! E tanto basta.


2006 - Trash, Sabryna - "Tanto" - (Singolo autoprodotto, scaricabile gratuitamente dal suo sito).
Non credo proprio che Jovanotti sappia di avere fatto un duetto assieme a Sabryna Trash, che ha rubato la base musicale della sua canzone "Tanto" (da Buon sangue, 2005) e le domande del cantante, per dar loro risposte "adeguate", rivedute e corrette by Sabryna.
Il botta-e-risposta che ne è venuto fuori è divertente, ma anche volgarissimo, dato che ruota attorno al fatto che il nostro travestito con ambizioni canore reitera il concetto che lui va pazzo-per-il-...
E per questi motivi mi astengo dal proporre una citazione del testo. C'è un limite a tutto.


2006 - Trash, Sabryna - "Travestitika". (Singolo autoprodotto, scaricabile gratuitamente dal suo sito).
Un brano eseguito in modo insolitamente intonato (per quanto riesce ad esserlo Sabryna Trash) e a ritmo.
Sul sito di Sabryna questo è descritto come un pezzo che: Il testo esercita le sferzanti virtù del sarcasmo ai danni della stessa cantante, che si descrive in termini decisamente sfottenti: E alla madre che protesta "Andrea, non parlare così!"
l'implacabile Sabryna mette i puntini sulle zeta: Al solito: Sabryna Trash ha fatto sua l'estetica dell'orrido. Piace solo a chi è disposto a seguirla su quella strada decisamente insolita. E fra tutti i pezzi che ha ruttato finora, questo non è affatto tra i più sgradevoli, anzi.


2006 - Ultimo mondo cannibale (con: "Engulfed in flies" e "Bestial vomit") - Ménage à trois. Nell'ottobre 2011 l'intero album era scaricabile gratuitamente da questo link.
Considero pura zavorra nella presente bibliografia questo split album, che propone grindcore e che, seguendo una moda assai diffusa tra i culturi di questo genere, si diverte a dar titoli evocativi di rapporti omosessuali a brani che non hanno nulla a che vedere col tema. In questo caso poi si aggiunge pure la copertina, pornografica, sulla quale preferirei evitare commenti.
Le tracce coinvolte nel giochino di questa band sono: Inoltre, del complesso dei "Bestial Vomit", appare anche:
2006 - Varechina, Loredana - "Pedofilo" - Edito su Myspace. Poi in - Live in studio.
L'io narrante di questa breve canzone è un bambino di 13 anni che racconta d'un conoscente dei suoi genitori che viene a casa loro nei weekend, e ne approfitta per abusare di lui:
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Inedito.
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